sabato | by Stefano Reves S.


Piccolo ''grande'' TG5

Straordinaria prova di imparzialità ieri al tg5 delle 20. Servizio sul discusso documentario di Deaglio, con interviste a Bondi, Gasparri, Bonaiuti, Pisanu, e... e basta. Manca qualcuno? Certo, solo lui, l' On. Contraddittorio.

Questo evento, insignificante è al contempo tangente prova della politica giornalistica dell' unico, vero, erede del Tg4 in prospettiva Gentiloni. Avviata nel periodo pre-elettorale, in principio con soli, disarmanti titoli Wellesiani, e proseguita nei recenti mesi con l'adattamento di alcuni verbi, avverbi, aggettivi, studiati ed applicati appositamemte per far coincidere l'intero servizio con l'idea che Forza Italia ha dell'attuale governo. Si sprecano quindi participi come ''lacerante'', aggettivi come ''incoerente'', che se siete fortunati non riascolterete spesso perché rimpiazzato dal suo succedaneo ''irragionevole''.
Se a ciò aggiungiamo la frequente opera propagandistica in favore de ''Il Giornale''... accade infatti spesso che si veda nei servizi una ragazza, la quale apparentemente sfila lungo l'inquadratura, magari uscendo dalla metropolitana, come non centrasse nulla, ripresa apparentemente per semplice necessità paesaggistiche, ma stringendo vistosamente a mò di Baguettes il solito quotidiano, mostrandone la completa intitolazione.
Sarà mica un caso?


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venerdì | by Stefano Reves S.


Un anno da Espertone

Un anno. Otto mesi effettivi. 218 articoli. Cinquantamila visite. Collegamenti da oltre quaranta nazioni. Congiunzioni con decine di siti, alcuni a tiratura nazionale. Incontri con il peggio della società, e gli individui più illuminati.
Se alla fine dello scorso anno mi avessero chiesto come avrei visto il mio sito tra qualche tempo, probabilmente la mia risposta sarebbe stata ''sito? Sai, me n’ero praticamente dimenticato''.
Ma per fortuna o per caso ciò non è accaduto. Ed è per questo che oggi più di allora, si può, si deve fare di più, si può, si deve fare meglio.
Questa volta però, confidando anche nella bontà dei miei soci. Tutti e tre.


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giovedì | by Stefano Reves S.


Quei ''Nostri Padri''

Our Fathers, (Peace Arch e Showtime), 2005

Perché nessuno l’ha acquistato? E’ possibile che in Italia non ci sia un solo produttore abbastanza impavido (e dire che dire impavido è dire molto) da procacciarsene i diritti? Eppure io voglio vederlo. E voglio che, come me, lo vedano tutti coloro che, più o meno giustamente, si lamentano dei quotidiani soprusi contro i religiosi cristiani. Voglio lo veda anche quel Papa che, senza farsi troppi dilemmi, ha bollato con un secco NO la proposta di far congiungere in matrimonio i suoi sacerdoti.
Eppure le migliaia di preti pedofili ogni anno generano scalpore, accompagnato da ribrezzo. Dalla laicissima Cannes, dove il film è stato presentato, al Massachussets, Stato in cui il lungometraggio è ambientato. Basato sulla nota vicenda di quel sordido sacrestano di Boston, che immenso grattacapo fù per l’allora Prefetto per la Congregazione della Fede (ex inquisizione), neanche a dirlo, Cardinale J. Ratzinger. Il quale si, di recente forti parole ha detto contro queste orribili depravazioni, ma di concreto come al solito ha fatto ben poco.
Che qualcuno inizi dunque ad affrontare realmente il problema. Problema serio come pochi altri. Problema che necessita di un rimedio concreto, non di nuovi dogmatismi, ne di pennarelli neri. Intesi?

Nella Foto la copertina del libro di David France a cui il Film si ispira.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


È una vergogna.

Non possiamo far altro che dibattere di tortura a livello nazionale. Ma non parliamo di regimi tirannici e corrotti. Piuttosto è da decidere se l’America e la sua popolazione vogliono restare parte della comunità internazionale, per la quale la tortura è fuori da ogni limite.
Che l’America abolisca la tortura ora, senza eccezioni.

La Chiesa dovrebbe inserirsi in questo dibattito nazionale, salvaguardare la Sacralità della persona, la Sacralità delle norme. Com' è secondo tutti i suoi precetti. Il rispetto per l' Individuo, anche se colpevole di crimini. La tortura è condotta depravata e demoniaca, sempre.

Da Theology Today, rivista della Princeton University, Ottobre 2006


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giovedì | by Stefano Reves S.


Sarà planata morbida?
non passa il Ddl contro le strutture religiose

E' appena stata cestinata la proposta di reinserire nel Ddl fiscale un emendamento per l' ''allargamento della base imponibile Ici sui beni della Chiesa''. Ennesima, e prevedibilissima, testimonianza del bigottismo istituzional-parlamentare. Sano orgoglio nostrano.
E dire che per questa finanziaria ci si era lambiccati il cervello per mesi, pur di trovare sorgenti, in alcuni casi recondite quanto inverosimili, cui attingere per nuovo gravame.

All’ On. Prodi non resta ora che chiedersi se le buone relazioni con la Santa Curia Romana saranno cuscino abbastanza morbido con cui attutire le pedate, ormai certe, delle innumerevoli componenti sociali che si son viste, più o meno giustamente, defraudate dai pindarici voli del pentatleta Schioppa.

Nel frattempo il Governo perde, altri tre punti.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


A Don Georg Genswein, Segretario Particolare di Sua Santità Benedetto XVI
Caro Segretario,

si, lei ha ragione! Giuridicamente ce ne sarebbe da discutere. I Patti Lateranensi trattano come ‘‘sacra ed inviolabile’’ la figura del pontefice. Personalmente poi, non ho alcun interesse, ne capacità, per poter ironizzare sul Santo Padre. Le confido sinceramente di non avere particolare attrazione nemmeno per la Satira in se. La trovo sempre uno stillicidio nauseabondo, scontato, e spesso inutilmente volgare. Ciò non toglie non la si debba fare (capirebbe meglio se dicessi ‘‘recitare’’), ne la priva delle sue qualità preponderanti ed inalienabili.
Mi segue Segretario? Vede, la satira è una recita infantile, e proprio in nome di questa immatura fragilità va difesa. Va difesa nei suoi drammi, nella sua farsesca e teatrale ed imperfetta rappresentazione. Perché essa non Insulta, o almeno insultare non è sua intenzione. Sfata tabù. Rimuove le incrostazioni dall’ etereo pianeta del bigottismo politico-istituzional-informativo. E la prego, non lo neghi!. Non neghi che sua santità non sia il coccolato prediletto da rinomati santoni. Pronti a scontrarsi per mostrar chi è più d’accordo con l’ultimo discorso del Papa, inviando ANSA smielate.
Dunque è grazie ed in essa che si sfogano pessimi comici frustrati dall’impossibilità sistematica di comunicare su di un argomento serio e dogmatico qual è Lei. Capisce?
Menzionavo poi le ‘‘qualità preponderanti ed inalienabili’’ della Satira. Ecco, ritengo la maggiore, la semplicità con cui essa si distingue dalla politica, parla di Politica (di cui negherà si, ma a torto, il Pontefice sia gran Protagonista), ma non è Politica. Si interessa di Politica, la punzecchia, la irrita, ma non sarà ne farà mai politica.

Perciò caro Segretario, ed in particolar modo, Sua Santità, statevene tranquilli, con la Tv spenta. La vostra autorità morale non verrà messa in discussione così banalmente. Ne i vostri stimati adepti troveranno in tutto ciò argomento libellistico, da contestare. Almeno fino a quando continuerete ad agire con Cristiana probità.

Con immutata stima
S.R.


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martedì | by Stefano Reves S.


60 YEARS OF HEROES

''Time Europe'' festeggia il suo 60° compleanno. Con 60 illustrissimi del 20° Secolo.
Individui che ‘‘hanno sconfitto tiranni, e combattutto le loro stesse paure, scalato montagne, e raggiunto i più alti picchi di perfezione. TIME guarda a 60 anni di personalità enigmatiche ed onora il loro contributo nell’ aver reso il mondo un posto migliore’’.

Tra Picasso e The Beatles, Yitzhak Rabin e Coco Chanel, insieme a Beckenbauer, Margaret Tatcher e Madre Teresa, ci sono cinque ‘‘dei nostri’’.
Enzo Ferrari, per aver reso il mondo un po’ più veloce, Sophia Loren, bellezza eterna, per aver contentato i Cinema per più di mezzo secolo, Reinhold Messner, il più grande scalatore di sempre, e forse che mai ci sarà, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per aver sacrificato le proprie vite nel tentativo di spezzare la forza della Mafia.

Noi brindiamo a tutti Loro.


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| by Stefano Reves S.


da prendere con le pinze
Uccidete la Democrazia
inchiesta sulle ultime elezioni, e chi la smonta.

Perché si è passati dal 1.600.000 di schede bianche del 2001, alle 445.497 del 2006? (Ben 1.246.551 in meno). Perché la percentuale di «bianche» nel 2001 variava tra l’1,4 ed il 9,9 mentre nel 2006 i dati sono omologati tutti dall'1 al 2%?
E’ il fulcro dell’inchiesta Deaglio Cremagnini, già autori di ‘’Quando c’era Silvio’’, intitolata questa volta ‘‘Uccidete la Democrazia’’, in edicola con Diario.
Intrigante indagine su di un ipotetico complotto, ad opera del solito Berlusconi, inviperito con un troppo arrendeista Pisanu, reo di aver impedito la manipolazione delle schede bianche. O almeno non di tutte, perché, sempre secondo il cortometraggio, pare ci siano palesi consonanze tra i numeri delle schede bianche mancanti (rispetto al 2001) e quelli delle schede conteggiate in favore dell’Unione dagli Exit Pool, alla fine però, inspiegabilmente finite nella saccoccia della Cdl.

Chi urla alla bufala
Dall’altra sponda invece, Peppino Calderisi, esperto di procedure elettorali, nonché cordinatore dei Riformatori Liberali, accusa Deaglio e i suoi di ''cambiare le carte in tavola’’. con argomenti che palesano ‘ l' ignoranza piu' totale della legge e del sistema politico-istituzionale''. Per Calderisi il clamore suscitato dall'iniziativa di Deaglio e' "funzionale a respingere le richieste di riconteggio dei voti validi". ''In Italia'' continua ''vige la separazione dei poteri. Il potere esecutivo non tocca e non vede una sola scheda. Il Viminale provvede solo a diffondere a caldo i dati ufficiosi che giungono alle prefetture dai Comuni, ai quali sono trasmessi dai seggi elettorali. Il ministero dell'Interno si limita a fare la somma. Quei dati possono essere sbagliati, ma il Viminale non ne ha colpa: nella catena di trasmissione delle informazioni, "mille e nove" - puo' diventare tanto 1009 quanto 1900.''


Siate convinti o meno della tesi complottistica, l'unica cosa certa è che il documento va sorseggiato lentamente, con cauta oggettività.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Pensavi di avercela fatta, eh!? La patata bollente che ti avrebbe risolto il problema di ascolti e consensi l’avevi cotta ben bene. Buona, rovente e caldissima come piace alla tua dissennata plebe! Ma, vecchio amico mio, ancora una volta, non avevi fatto ancora i conti con l’unica cosa che tu può oltraggiare realmente: te stesso.
Quando l'8xmille era proprietà della Sinistra

Ci si lamentava, ormai 48 ore or sono, degli 80milioni del gettito Irpef destinati all’ Iraq nell’ anno 2004. Ma se si rispolvera qualche vecchia scartoffia di Governo, si riesuma qualche articoletto ben fatto, di quelli redatti quando al governo Silvio ancora non c’era, allora la storia assume un tono ben più greve. E soprattutto, il colpevole cambia volto.

Si scopre ergo che:
- Nel 1997 (quando c’eri tu!) il 35,4% della quota in questione, pari a più di 33 milioni di euro, era stata destinata (L. 174, art. 7) al capitolo «fondi missioni militari»
- Nel 1999, governo D'Alema, i finanziamenti per le missioni militari con l'8 per mille erano passati al 69,5% della quota (L.186, art. 6,7).
- nell’ anno 2000, il governo D'Alema prorogava la missione militare in Kosovo. Tra le voci di copertura finanziaria (art. 3, comma c-bis) si indicava uno dei canali di sovvenzione per la missione militare: 110 miliardi dalla quota dell'8 per mille spettante allo Stato.

A conti ben fatti dunque, la cifra contestata dal Fai al Governo Berlusconi è mera prassi. In verità, ben più consolidata durante gli ultimi due Governi, Prodi, D'Alema.


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domenica | by Stefano Reves S.


l'8xmille alla missione irachena
IO INVECE, ''ME NE FREGO''!

Macché scandalo! In perfetto stile Voltairriano dico, non son d’accordo con quel che tu fai, e non me ne importa più di tanto. D’altronde tra i nobilissimi proponenti della guerra, pardon, mission de paix, c’è chi ritiene che in questa maniera si porterà la cultura che sti derelitti non hanno. Quindi tutto sommato una scelta, sadica od opinabile si, ma condivisibile quella di ‘’investire’’ il danaro dell 8xmille alla cultura nella mission irachena. Pur non sapendo, e spesso non volendo sapere, che un tale atteggiamento sia proiezione di considerazioni su una superiorità ben più profonde ed allarmanti e deprecabilissime. Dove la superiorità trasmuta in intellettuale ed intellettiva, se non addirittura fisica.

Ma l’argomento in questione è un altro. Non voglio oggi commettere il medesimo errore di chi ieri ha tirato fuori il polverone, urlando allo scandalo, ma sputando fuori dal secchio (perdonate la volgarità, apprezzerete l’efficacia).
Sarebbe stato invece, un ottimo pretesto per suggerire finalmente un emendamento che abolisca l’obbligo di versare l’8xmille. Sia ad istituzioni religiose (le quali ricordo, ed in particolar modo la CEI, usufruiscono del 100% dei versamenti senza preferenza) o laiche.
Che i miei risparmi vadano via tutti col 740, me ne frego. Almeno avrò la certezza di non contribuire a qualcosa che non approvo affatto, o, come in questo caso, mi fa sinceramente vomitare.
Ho detto tutto.

P.S.
Qualche giorno fa, vedendo una breve intervista a Giorgio Bocca ho riso alle sue frasi sugli Italiani che tutt’ora venerano ''er Puzzone''. Non rido oggi, dopo aver visto gli inserti in edicola con Libero. Le ''Cartoline del Duce'' . Con cui, a parer del compagno Feltri, addobbare il tavolino del salotto, ed in cui ''il primo attore'' appare ''non solo amato e adorato: si applaude e si gettano fiori. Il Maestro di Predappio è trasformato in una divinità agreste, in un condottiero romano, in un padre saggio e comprensivo, in uomo duro col nemico, severo e tenero coi figli.’’
Che garrulo tenerone!


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sabato | by Stefano Reves S.


Propongo uno scientifico articolo di Gabriele De Luca (che già aveva collaborato con noi, inviandoci un contributo di grande successo), scrittore ed esperto informatico al vetriolo.
L'argomento questa volta è il nuovo Sistema Operativo ''Vista'', e soprattutto le tecnologie che (esclusivamente) grazie ad esso lavorano, su tutte la ben nota ''Trusted Computing''.

Palladium... si salvi chi può

Tralasciando le varie appetibili caratteristiche tecniche dei singoli processori, il 945G (quello che utilizza l'Espertone!) ed il 945P Express (il primo destinato ad home consumers, il secondo ad aziende), veniamo subito al punto dolente. Il Pentium D (Dual Core) supporterà la tecnologia DRM (Digital Right Management).
Supponiamo che decidiate di mettere on line filmati o comunque materiale che desiderate abbiano solo i vostri clienti o eventuali utenti paganti, la tecnologia DRM vi consentirebbe di applicare dei "diritti" su quel prodotto in modo tale che solo degli organi specializzati che vengono definiti "provider" possano attivare online, ad esempio dietro compenso o fornendo chiavi di accesso preventivamente ottenute da voi stessi a persone che decidete voi. Lo stesso prodotto se non in linea non funzionerebbe, in quanto non ci sarebbe la mediazione dell'organo di controllo (il provider) che ne attiva i diritti. Bella idea! Non c'è dubbio...

Ora vediamo come questa stessa caratteristica può essere utilizzata malignamente.
Microsoft ha realizzato che questa caratteristica si potrebbe sfruttare per un sistema operativo che prenda il controllo delle macchine in modo totale... Il suo nome è Palladium.
Supponiamo che vi siate decisi a cambiare il vostro Pentium II 266 MHz con un nuovo supercomputer potentissimo che vi possa durare altri 10 anni. Andate al negozio e tutti fieri comperate il vostro Pentium D e il vostro sistema operativo Microsoft Palladium® (tanto anche se voleste trovarlo pirata non riuscireste a copiarlo). Ora a casa andate a prendere il vostro film preferito scaricato da Internet ma non c'è verso di vederlo in esecuzione. Idem con i file MP3 e Dvx. Che sta succedendo?
Il Palladium non intende farvi usufruire di qualsiasi vostro file che il sistema ritiene pirata o illegale!Pensa un po' che meraviglia quando, di tutti i tuoi CD originali ti sei fatto gli MP3 per comodità, te li vedi frullare dal pc perché il Sistema li ritiene pirata!Lo stesso dicasi per i PeertoPeer, con Palladium non funzioneranno.
E Microsoft Office? Nel progetto Palladium la licenza Office dovrebbe essere estesa anche a coloro che lavorano con voi. Ora immaginiamo che qualcuno, con il suo Palladium originale e il suo Office originale, aspetti da voi un'importante relazione che voi avrete stilato con tanta pazienza per tutta la notte. Vi accingete a spedire un messaggio di posta allegando la relazione e andate fiduciosi a dormire. Siete ancora nel cuore del sonno e una telefonata vi sveglia di soprassalto, è il destinatario di posta. Vi sta dicendo che voi avete inviato un messaggio senza l'allegato e che è ancora lì che lo aspetta in quanto si tratta di cosa urgente. Increduli e assonnati andate immediatamente a controllare il vostro client di posta per vedere se veramente vi è scappata una leggerezza così incredibile. Ma no!!! Tutto regolare... Cos'è successo? Semplice, non si possono inviare file di Office a chi sta fuori dalla nostra licenza. E questa è solo una scozzata superficiale di quello che è nel progetto!
Ora direte voi: "E chi ci passa al Palladium?" Beh... si diceva lo stesso di Windows 95, del 98, del 2000 ecc... ecc... Poi, le grandi software house apprezzano molto il fatto che Microsoft vegli sull'autenticità dei loro prodotti.

MAC una soluzione? Peccato, anche lui smette di essere una nicchia di salvataggio e si converte al Palladium!!!

P.s
per i soliti criticoni che sostengono che Microsoft stia presentando una grafica d'eccezione con finestre trasparenti e cose del genere...! Microsoft lo implementerà nel Palladium... Linux con XGL lo ha già implementato!!! PROVARE PER CREDERE!


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venerdì | by Stefano Reves S.


Bentornate ''cluster bombs''!
articolo di George Monbiot (The Guardian), traduzione di Stefano Reves (per chi non lo sapesse, Io)

I Governi Britannico e Statunitense cercheranno di fermare un accordo internazionale per la messa al bando delle ‘‘cluster bombs’’.

Il mistero degli stati moderni è questo. Le risorse necessarie per porre fine ad una vita, siano esse politiche od economiche, verranno sempre trovate. […] Avete mai visto un soldato mendicare per un nuovo fucile? Invece, chissà quanta gente dovremmo pregare in ginocchio, e ricoprire di lusinghe, per comprare una nuova macchina per dialisi al nostro Ospedale.
Se il denaro sperperato per la guerra in Iraq o per aerei da combattimento, fosse stato investito per fronteggiare i cambiamenti climatici, o nella lotta contro la povertà, oggi le nostre emissioni di carbone sarebbero in caduta libera, e nessun uomo morirebbe più di fame.

A Ginevra, durante l’ incontro per rivisitare il ‘‘Trattato per le armi convenzionali’’ […] la Svezia, supportata da Messico ed Austria, porterà avanti la sua campagna per preservare tali armamenti illegali, così come prevede il ‘‘Trattato di Ottawa’’. In risposta Gb, affiancata da Usa, Russia e Cina, ha già trascorso le ultime settimane tentando di prevenire l’inizio di suddette trattative.
Tutto ciò non sorprende, gran parte delle bombe sganciate negli ultimi 40 anni sono state realizzate e fornite dalla Gb ai suoi due principali alleati, Usa ed Israele, per la ‘‘guerra al Terrore’’. La stessa Gran Bretagna ne ha utilizzate a centinaia durante le due Guerre del Golfo.

Le cluster sono minuscoli frammenti di esplosivo, grandi all’incirca come un bicchiere da aperitivo, confezionate in bombe più grandi o membrane protettive. In seguito a deflagrazione si effondono per parecchi ettari. Tale potenza distruttiva è spiegata dacché in principio furono ideate per sventrare carri armati, aeroplani, o per combattere l’ artiglieria antiaerea.

E’ stato appurato che il loro utilizzo comporta due problemi di ‘‘gestione dell’ ordigno’’.
Primo, le bombe, diffondendosi su larga scala, non possono essere indirizzate accuratamente su un determinato obbiettivo. Secondo, gran parte di esse non esplode in seguito all’impatto con la superficie.
Ufficialmente la percentuale delle bombe che ‘‘ciccano’’ si aggira tra il 5 ed il 7%. Quella effettiva è molto più alta. Infatti di tutte le granate sganciate dalle forze Nato in Kosovo, una percentuale tra il 20 ed il 25% non esplose. Delle cluster sganciate dagli Usa in Indocina, il 30%. Infine il 40% degli ordigni israeliani in Libano.
Le bombe inesplose aspettano d’essere disinnescate, gamba dopo gamba. Devastanti come mine da terra, o forse peggiori, perché, e questo gli abitanti del Vietnam e del Laos lo sanno bene, ancora 30 anni dopo e più, una qualsiasi scossa potrebbe farle esplodere.
Secondo un recente rapporto investigativo (Handicap International), circa 100.000 persone sono state uccise dalla cluster, il 98% di esse erano civili. Colpite sul lavoro, durante passeggiate, o nell’ atto di rimuovere macerie dalle (e delle) loro case. Tra essi molti bambini, spesso per via della fatale somiglianza delle bombe a giocattoli. Coloro che sopravvivono spesso rimangono ciechi, o terribilmente deturpati.

I numeri che interessano questo genere di materiale bellico sono da capogiro. 19 milioni di bombe sganciate sulla Cambogia, 70 in Vietnam, 208 nel Laos. Sebbene in tempi più stretti Usa e Gb ne hanno rovesciate 54 milioni in Iraq a partire dal 1991, 2m in seguito alla nuova invasione del 2003. Soltanto quest’ anno Isralele ha speso 4 milioni di granate cluster per il Libano, e gran parte nelle ultime 72 ore.
Oltre alle nazioni sopra citate, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi l’unico altro stato ad aver utilizzato esplosivi simili è la Russia. Dall Afghanistan alla Cecenia, a volte con deliberati attacchi a mercati od altri obbiettivi civili.

Una ‘‘postilla’’ della Convenzione di Ginevra recita ‘’sono proibiti attacchi ad obbiettivi militari, se essi dovessero presentarsi anche come indistinta minaccia alla popolazione civile’’ e ‘‘che potrebbero arrecare eccessive perdite di civili, ferimenti, danneggiamenti a materiale non militare, in relazione alla diretta e concreta operazione bellica’’.
Ma lo spiegamento con tali armamenti continuerà fino a chè non sarà redatto uno specifico trattato che li vieti.
[…]Nel frattempo, il Governo non frenerà la sua abitudine di uccidere, indistintamente.

Per l'articolo in lingua originale clicca qui.


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giovedì | by Stefano Reves S.


Conflitto mancato (?)

Tra ghigni sardonici e qualche sorriso smaliziato si è consumata ieri sera, rapidissima, l’ennesima diatriba sulla guerra irachena. Protagonisti, Giuliano Ferrara, padrone di casa nella trasmissione ‘‘Otto e mezzo’’, e l’ex ‘‘militante marxista’’(si saranno mai incrociati in partito?) Lucia Annunziata. La novità sta nel fatto che questa volta, più che diatriba sarebbe meglio definirla una filippica senza contraddittorio. Perché, se da un canto il ''frontman'' di La7 ha saputo tirar fuori dal suo ricco cilindro, il meglio degli argomenti in difesa della sciagurata operazione, dall’ altro Annunziata si è limitata a chinare il capo, tentando di celare la fronte inturgidita, a comprova dell’imbarazzante situazione di inferiorità creatasi in studio.
Eppure ai ‘‘son contento per la condanna di Saddam, e che l’Iraq abbia finalmente una costituzione democratica’’ non ci vorrebbe granché a rispondere.
Basterebbe ricordare che l’Iraq fu invaso, senza autorizzazione Onu (che sarebbe arrivata solo l’anno seguente), con ambiguità di pretesti senza precedenti, poi rapidamente rivelatisi patetica simulazione. Simulazione che però non ha risparmiato la vita a migliaia di nostri soldati, giustamente convinti di operare per proteggere le loro famiglie dalla minaccia delle armi ddM, ma inconsapevoli dell’ intricato e fuorviante palcoscenico allestito ad hoc tra il Sismi e la Cia.
Sarebbe inoltre stato opportuno rammentare al sagace Giuliano che una costituzione democratica è, prima di un cereo, davvero poco significante, foglio di carta, un processo culturale, metodico, che, storia insegna, due cacciabombardieri non sono in grado quantomeno di supportare.
Insomma le solite cose, ormai litanie insipide per tutti. Alle quali, ma qui chiedo troppo, avrebbe potuto aggiungere la seguente diapositiva.
Un grafico trafugato dal Nyt all’ Esercito statunitense.
‘‘Diagramma andamento del Conflitto iracheno’’ si intitola, e si commenta da solo.
Mostra, aggiornato a fine Ottobre, quanto sia contiguo il piericolo di un conflitto nella frammentaria società irachena, rapportato ai principali fattori di rischio.
Lo riporto integralmente, così come nessun giornale italiano ha voluto fare.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


La condanna di Saddam
Quell' occasione persa

Dicono: no, non possono giustiziarlo! Perché sarà inutile! Perché diverrà martire e vittima! Perché nonostante tutto non merita!
Dicono altri: avrebbero dovuto sopprimerlo prima! Evviva! Finalmente! Giustizia sarà fatta!
Con mia sopresa persino
: è come Hitler, non merita di vivere!
Dico io: Ahimè! Che occasione persa! Che prova di vera democrazia esportata sarebbe stata una sentenza differente! Forse farsesca, sicuramente partorita da pressioni militari, che comunque non sono mancate almeno da parte dell’ esercito Statunitense ( che, per chi non lo sapesse, costrinse il precedente Giudice a dimettersi).

Ma una sentenza più umana, si lo dico, più Europea, quanto avrebbe giovato allo spirito del popolo Iracheno?
Poco o nulla probabilmente! Almeno però (e finalmente), oggi potremmo vantarci di aver esportato qualcosa di realmente esportabile : Beccaria ed i suoi figli. Prodotti Europei D.o.p. Materiale raro su tutto il Globo. Unico ed inestimabile come poco altro. Di certo migliore del ciarpame made in Cheney.
D’altronde, pare neanche i suoi prodotti abbiano riscosso migliore successo. O no?

P.s.
Ringrazio il Presidente Napolitano per il gentile e gradito omaggio.


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martedì | by Stefano Reves S.


Grandi pulizie d’Autunno!

Certo, ci sarà il rinnovo dei seggi alla Camera, quei 435 onorevoli strapuntini (hai sentito Italia, loro ne hanno 435!!, ma di questo ne parliamo un’ altra volta), si darà una spolveratine anche a qualche flaccido senatore(33 su 100). Ma ci saranno anche Governative, con scontate riconferme (California), ed altrettanto prevedibili (e personalmente auspicati) sconvolgimenti (Ohio, Pennsylvania). Ci saranno ancora Referendum, sui matrimoni gay, sull’ aborto, e persino sulla possibilità di inaugurare una lotteria che invogli gli americani a recarsi alle urne (Arizona). Diciamolo, questo a comprova che gli States e gli statunitensi tutti non pretendono certamente di essere direttamente, o almeno pare non si identifichino nell’illibato patriota che sovente calca e difende le praterie della democrazia sui nostri televisori. Sempre sia vero che la media dei votanti in determinate tornate elettorali, tra cui l'odierna, rasenta a malapena un miserissimo 40%, percentuale che in Italia raddoppia tranquillamente (e questo, ammetto, è un grande merito di Berlusconi).
Dunque, tra legislative, governative e referendum, in questa difficile ridda di schede e matite, per fortuna loro virtuali, ci sarà anche e soprattutto quel voto implicito. Una preferenza che non verrà limpida dalle singole cartelle, bensì dal loro insieme e di altre ancora, fortunatamente per lui non presenti:
Bush, si o no. Vada per il plausibile sorpasso dei Democratici alla Camera, così come per il più difficile al Senato, ma oggi si voterà anche e soprattutto per tutto ciò che i luminosi monitor degli elettori non inquadrano: dall’ Iraq all’economia, dalle politiche energetiche fino ai ‘‘patriot act’’.

Speriamo solo di non ritrovarci nell’incartapecorita Florida del 2000. E qualche dubbi me lo lasciano, le solite macchinette, volute dal Parlamento statunitense, ma installate da una ditta il cui proprietario è dichiarato amico di Chavez, antonomastico nemico di King Gorge. Ed ancora semplici nell’utilizzo, ma altrettanto facili da aggirare. Basterà infatti cliccare il vistoso pulsante giallo sul retro, et voilà, americani potrete votare una seconda volta. Se a ciò si aggiungono le irrigidite regole per il riconoscimento degli elettori, che scoraggeranno gran parte dei votanti di ceto medio-basso, i quali senza ne passaporto ne patente (la carta d’Identità ivi non esiste) avranno ben poco da fare.
State dunque certi, tra poche ore la bagarre elettorale ricomincerà.
A suon di voti? Temo invece a furor di avvocati.
Auguriamoci solo che l’Elefantino presidenziale, imbolsito da 12 anni di dominio assoluto, se non dovesse perdere, smetta quantomeno di fingersi scimmietta del non vedo, non sento, ma parlo e spesso a vanvera.

P.S.
Ai maliziosi che si lamentano della fortunosa coincidenza tra le elezioni americane e la condanna di Saddam Hussein dico, state tranquilli. Gran parte dei volenterosi americani, avevano già votato. Via posta.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Anabasi

C’era Stefano Reves; c’era… più correttamente (dopo un’ intera Estate da perfetto latitante) ci fù! Stefano Reves. Da sempre studente torbido e neghittoso, amico avaro, anima pusillanime. D’improvviso, Dio solo saprebbe spiegarne come e perché, individuo curioso, d’ una curiosità pedante e sincera, ed appassionato. Col tempo il più velleitario tra gli scrittori (ma sempre ed ancor più, amico avaro, avaro d’amicizia). Quest’ ultimo ancora ingenuo ed incapace, forse però, un po’ meno inconsapevole. Certamente volenteroso. D’informarsi per esistere, realizzarsi per provare a costruire. Ma la volontà sola non basta. Potrà al massimo coadiuvarlo nel combattere contro, ciò che lui invece vorrebbe provare a combattere in favore. No, la volontà non basta, ne basterà mai. Coraggio e forza ed onestà ed impegno, ed ancora altra volontà ci vorrebbero in supporto.
Altrimenti la ginestra continuerà a vincere. Com’ha vinto sino ad oggi. Continuando a (r)infondere in lui abulia ed accidia, restituendoli il freddo tepore della sua esistenza. Di nuovo insipida.
Oggi il suo viaggio ricomincia, o forse continua periglioso, o forse ancora si stallerà definitivamente.

Oggi ci provo. Mi riapproprio della gruccia da nomade, che non può scendere, ne scenderà mai a patti col nulla, con lo stato e la morale, col politico od il più puro tra gli ideali. Nonostante tutto e tutti. Tra innumerevoli difetti ed inalienabili mancanze da essere umano, di cui mi scuso in partenza. Stefano Reves, un inetto promiscuo.

C’era Stefano Reves. C’era, ci fù, ci sarà ancora? Potrebbe esserci. E’ già qualcosa.


Ai miei amici


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mercoledì | by Stefano Reves S.


L' Espertone è sinceramente costernato per aver accumulato un ritardo così vergognoso.
Cercherà di farsi perdonare dai suoi pazientissimi lettori, al piu' presto.


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lunedì | by Stefano Reves S.


BBC vattene!

Sono iniziate da poche settimane le riprese per il nuovo documentario BBC sull’ Uragano del Dicembre 2004. La più grande catastrofe ambientale degli ultimi 500 anni. Oltre 222.000 le vittime. Ciò nonostante, pare l’inenarrabile catastrofe abbia colpito soltanto i sudditi di sua maestà. Infatti, il copione della storia documentaristica sembrerebbe alquanto, come dire… ‘‘monogoistico’’, prevedendo come protagonisti (unici, sia chiaro!) un dottore, inglese, un architetto, inglese, ed un turista, aspetta… aspetta… anche lui inglese? Esatto!
Ma non furono gli indonesiani, con ben più di centomila vittime, a subire le peggiori conseguenze dello Tsunami? Non dovrebbero essere loro i veri, unici protagonisti di questa, purtroppo quasi personale, vicenda? E noi, non dovremmo trovarci lì per garantire loro una possibilità di riscatto, sia essa la più misera?
Non avranno pensato la stessa cosa i produttori della nota Broadcasting company britannica, nel decidere di scritturare centinaia di comparse locali, spesso parenti stretti di vittime della tragedia, a pochissimi euro per giorno. Al massimo undici. Neanche il minimo tabellare europeo.

No, non permetteremo mai ai ''non nostri'' di essere protagonisti. Loro andranno sempre bene come comparse, o al massimo come cadaveri.


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venerdì | by Stefano Reves S.


Un' amica della Lav ci invita a partecipare ad un' importante iniziativa. La pubblico con piacere.
Caro Pecoraro

Cari amici, vi chiediamo un aiuto urgente contro la nuova proposta di legge sulla caccia in deroga e sul calendario venatorio che stanno per esserevarati in Emilia Romagna.Mandate una mail agli indirizzi citati.Il testo è fornito solo a titolo di esempio.Prego tutti di spedire al più presto data l'urgenza inviando a tutti ivostri indirizzi. Fate il possibile , siamo proprio in estrema difficoltà.
Carla

Gli indirizzi e mail sono

segreteria.ministro@minambiente.it,
segpres@regione.emilia-romagna.it,
dmanca@regione.emilia-romagna.it,
marcobarbieri@regione.emilia-romagna.it

Al Ministro per l'Ambiente Pecoraro ScanioAl Presidente della Regione Emilia RomagnaVasco Erranie p.c.Al Capogruppo DSConsigliere Daniele Manca Al Capogruppo MargheritaConsigliere Marco Barbieri
Gli emendamenti approvati nella seduta del 28 giugno dalla CommissionePolitiche Economiche della Regione Emilia-Romagna hanno reso ancora piùevidente che i progetti di legge sul Calendario Venatorio e sulla Caccia in Deroga prendono in considerazione soltanto gli interessi deicacciatori a scapito della tutela della fauna selvatica.Solamente a titolo di esempio segnaliamo che il PDL sul calendariovenatorio, tra l'altro, consente la caccia alla Moretta che,confondendosi con la Moretta Tabaccata in gravissima diminuzione,contribuisce all'estinzione di quest'ultima.Inoltre permettendo la "braccata" al cinghiale sulla neve, consente asquadre di 30/40 cacciatori con più di 30 cani di terrorizzare tuttele altre specie, già stressate dalla difficoltà a sopravvivere incondizioni atmosferiche avverse. Il PDL sulla CACCIA IN DEROGA consente di sparare a cinque specieprotette con il pretesto dei danni senza rispettare nessuna dellecondizioni previste dalla Direttiva Europea che ha pochi mesi fa avviatouna procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia anche per leviolazioni compiute dall'Emilia Romagna.I progetti di legge andranno all'approvazione in Consiglio regionalemartedì prossimo.
Chiediamo un immediato Vostro intervento per ripristinare la legalità.
Distinti saluti (nome cognome, indirizzo)


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martedì | by Stefano Reves S.



200° Post
Dopo il Referendum

Data la, rara, sensibilità dell argomento, non ho mai avuto intenzione di volgarizzarlo con la concioneria politica. Ne intendo farlo oggi, con un risultato che (ci) soddisfa molto piu' di quanto fosse nelle previsioni piu' rosee. Per un semplice motivo.
Ieri non ha vinto Prodi, ne ha perso Berlusconi. Non ne è uscito rafforzato il Governo di centrosinistra, ne defraudata l'opposizione di Destra.

A trionfare è stata una sola cosa, la ragione comune. Assieme a qualche spiraglio di ottimismo, grazie ad un ritrovato (almeno così pare) senso civico auto-raziocinante.
Nient' altro.


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domenica | by Stefano Reves S.


Il voto!


''Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi. Raccolgaci un' unica bandiera, una speme:di fonderci insiemegià l'ora suonò.''

Fratelli d'Italia


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venerdì | by Stefano Reves S.


Sui parlamentari in meno

Rewind. Torniamo al mitico spot Mediaset. Il cavallo di battaglia della campagna referendaria forzista. Sì alla Riforma = meno parlamentari. Tralasciamo pure il populismo elettoralista, estremamente capzioso ma, almeno per me, ormai scontato, che sta accompagnando la politica promozionale targata Cdl, di cui questa pubblicità è prova più che lampante. Vi suggerisco una riflessione che dovrebbe smentire anche tali, ipotetici, vantaggi.

Perché invece che il numero di Parlamentari, non ne riduciamo le indennità?
La Costituzione non prevede alcun salariale, ne fisso, ne indicativo. Sono i furbetti di Palazzo a stabilire, con un decreto legge annuale, la loro busta paga. Che oggi si aggira attorno ai 20.000 Euro mensili.
Ecco, giustamente gli Onorevoli replicano ‘‘Sì, ma noi abbiamo le spese’’. Spese?
Ma con alloggio gratis, biglietti aereo, treno, autobus e metropolitana gratis, convenzioni mediche gratis, ristoranti gratis, tessere cinema gratis, e poi ancora giornali, piscine e palestre, francobolli, biglietti stadi, tutto gratis, quali sarebbero queste spese?

Comunisti al Governo, dove siete? Una volta tanto comportatevi da tali!


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giovedì | by Stefano Reves S.


Bravo, bravo… MASTELLA!

In un certo senso ci contavamo. Senza troppo fantasticare sapevamo bene che, prima o poi, avresti abbandonato l’ affannosa toga del buonista asettico, per riguadagnare quella dello spaccone fariseo . E' così che ci troviamo, dopo pochissimi mesi, ripiombati nel fardelloso ‘‘caso intercettazioni’’. Ricordate quando poco prima del voto Berlusconi volle proporre una legge che prevedeva persino l’ arresto per chi osasse pubblicare i tabulati delle chiamate? Cambia ministro ma il pastone sconclusionato ed ipocrita rimane uguale: gli ascolti, poco, clandestini che minerebbero la privacy, la, folle, proposta di avvisare i non indagati che le loro telefonate stanno per essere registrate, etc... etc...

Ma basta… le intercettazioni non minano l’ intimità di nessuno, piuttosto lo tutelano. Certificano che noi siamo onesti, e tutti gli altri fanno le solite porcate, che ormai ci lasciano freddi, a causa del recidivare quasi indifferenti. Indifferenti ma non irresoluti. Decisi ad urlare al Parlamento intero che: LE INTERCETTAZIONI NON SI TOCCANO!

Cosa sarebbero il caso Moggigate, o quello Fazio senza intercettazioni? Congetture, nient’ altro.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Il Bastone del Maestro

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti insultano, poi ti combattono, poi vinci.

Mohandas Karamchand (Mahatma) Gandhi, sulla nonviolenza


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| by Stefano Reves S.


Ricevo, quindi pubblico
Quell' eccezione che diviene regola

Viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l’eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri – dobbiamo ammetterlo – sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell’esistenza, gioco e sesso.

Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto?

In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c’erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto – almeno pro-forma – sottoporli all’embargo sull’acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare – forse grazie alle sue nobili origini – le maglie dell’embargo.

Gli elicotteri dell’Agusta sorvegliavano dall’alto, e talvolta intervenivano, quando c’era il rischio che il famigerato battaglione Buffalo – composto dalla peggior feccia bianca sudafricana – non ce la facesse a raggiungere il “target” giornaliero di neri ammazzati come cani.

Non contento di tutto ciò – mentre si trovava sul suo panfilo al largo della Corsica, sul confine delle acque territoriali italiane in una calda estate degli anni ‘70 – il regal rampollo si rammentò che i suoi avi nascevano per censo già ammiragli: all’avvicinarsi di un’imbarcazione battente bandiera del Reich germanico, forse sopraffatto da atavici rancori, sparò con un Garand (arma da guerra, vietata la sola detenzione, pena anni 9 e mesi 6 di reclusione) contro il vascello nemico.

Risultato: un giovane turista tedesco morto dopo settimane d’atroci sofferenze.

Beh, direte voi, ma il Codice Penale, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, l’enciclica Pax Christi, il manuale delle Giovani Marmotte non affermano forse che chiunque, nobile o plebeo, uccida volontariamente deve essere condannato alla pena riservata agli omicidi?

Ma certo! Cosa credete, che il progresso del diritto dai tempi di Montesquieu sia acqua fresca? Perdinci! La corte francese (competente per territorio) si riunì e giudicò quell’atto infame.

Il processo fu però avocato dalla Procura Generale di Parigi: non era il caso di lasciare ai plebei giudici corsi il grave fardello di segnare il destino di un re. La città che aveva ghigliottinato Luigi XVI e Maria Antonietta non volle perdere il privilegio di rinnovare le proprie tradizioni: il re vada alla sbarra come un qualsiasi cittadino! Liberté Egalité Fraternité!

Una perfida fata morgana confuse – però – la lucidità di quei giudici: quando il boia stava già oliando la lama della ghigliottina, improvvisamente giunse, inaspettata, la piena assoluzione.

In Italia la sentenza non fu proprio ben accolta, vista anche la scarsa popolarità della monarchia sabauda; in uno spassoso fondo su “L’Espresso” Giorgio Bocca chiese di sospendere la disposizione transitoria che vietava l’ingresso in Italia agli eredi al trono maschi: “Tornate altezza, tornate” – scriveva – “vi troveremo anche un posto all’INPS, basta che non andiate più in giro per il mondo a farci fare queste brutte figure.”

Sì, forse abbiamo fatto bene – seppur tardivamente – a seguire il consiglio di Bocca, ma il guaio è che adesso il tormento l’abbiamo in casa!

Certo che il buon Principe – sempre sfuggito alle maglie della giustizia – se proprio “bandito” non è, dobbiamo almeno ammettere che ha accumulato nel corso degli anni un discreto “pedigree” giudiziario, solo che il rango ha offuscato tutto.

Se uno qualsiasi di noi avesse ucciso – senza ragione apparente – il figlio di un miliardario tedesco dove si troverebbe ora? Come minimo a sfogliare le albe con il sole a scacchi per qualche decennio: e poi raccontano che il “sangue blu” non porta vantaggi; domani stesso cercherò d’acquistare su Internet un titolo nobiliare, lo pagherò in una sola “botta” con il PostaPay.

C’è però un aspetto giuridico che vorremmo sottoporre all’attenzione del giudice Woodcock, ossia il problema della cittadinanza. Il real rampollo ebbe a lamentarsi pochi giorni or sono – nel bianco salotto delle Supreme Porte, ospite dell’Insetto – che «tuttora, non aveva la piena cittadinanza italiana».

Ma, allora, siamo in presenza di un cittadino extra-comunitario che ha contravvenuto alla legge Bossi-Fini, grazie alla quale – non dimentichiamo – schiere di pericolosi delinquenti con i piedi scalzi sono rispediti al mittente affinché non infettino l’italico stivale! E non finisce qui.

Una delle ultime “riforme” del governo Berlusconi inseriva nel corpus giuridico un concetto interessante: pene minori per gli incensurati e maggiorate per i recidivi.

Facciamo il punto: traffico d’armi ed omicidio (sul giudizio della corte francese, va beh…) ed oggi associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, collusione con la criminalità organizzata e sfruttamento della prostituzione. Sarebbe stato meglio se i giudici francesi l’avessero schiaffato dentro alla (ricostruita) Bastiglia: già, perché adesso siamo noi a dover togliere le castagne dal fuoco al rampollo Savoia.

Dunque dite di condannarlo? Gli unici Re imprigionati che ricordo furono Maria Stuarda, Giacomo I, Luigi XVI e lo zar Nicola II. Meglio non sfidare la Storia.

Dal punto di vista strettamente giuridico – se i difensori del Principe accettassero un consiglio – suggerirei di puntare sulla Bossi-Fini: in fondo, si tratterebbe solo di rispedire al mittente uno dei tanti sans papier che ingombrano le piazze italiane. Uno di più od uno di meno…sì, forse sarebbe la soluzione migliore: coperto dal pietoso velo della notte, il Principe potrebbe partire – incolonnato in mezzo ai Mahmud ed agli Hassan – da un aeroporto secondario con destinazione la Libia od il Marocco, con scalo straordinario a Ginevra. Sarebbe il primo extra-comunitario svizzero ad essere rispedito al mittente: sì, forse è l’unica soluzione onorevole.

Con i miei più cordiali saluti

Carlo Bertani


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sabato | by Stefano Reves S.


MEDIASETTED

Avrete sicuramente visto lo spot adottato dalle reti Mediaset per promuovere l' evento referendario. Stupendo. Ora ho capito tutto! Penso proprio che voterò sì. Quanti gonzi andrebbero contro quell' ottima legge che promette un' ESCLUSIVA scrematura dei seggi parlamentari, ergo una netta riduzione dei nostri esborsi? Io no di certo.

Come... come dite?
Che la legge effettiva intende cambiare ben 53 articoli sui 139 complessivi? (il 38.1%). Che la vittoria dei ''Si'', sgretolerebbe le fondamenta dello Stato parlamentare? Che l' equilibrio tra tutti i suoi poteri andrebbe in frantumi? Che non esisterebbe piu' giustizia e solidarietà tra le Regioni? Che memoria comune, convivenza tra cittadini di un' unica Nazione vedrebbero il proprio volto sfigurato per sempre?

Suvvia, non dite 'porcate'! Che volete che siano tutte queste inezie, di fronte alla riduzione del numero dei Parlamentari!? Quisquilie, pinzillacchere...


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venerdì | by Stefano Reves S.


Due Storie

La prima è quella della sirenetta di Walt Disney, che da venti giorni sta sull'albero di noce ormai più famoso di Los Angeles (al secolo l'attrice Garyl Hannah).
La polizia l'ha tirata giù e arrestata insieme ad altre nove persone.
Volevano salvare 5.6 ettari di verde nel cuore di L.A. dove tra l'altro 35O famiglie ispaniche facevano i loro orti.
Prima era pubblica, la South Central Farm, poi il costruttore Horowitz ha fatto causa, lui aveva cacciato 5 milioni di dollari ma ora ne chiedeva 26 per cederla, alle solite.
Ci è andata anche Joan Baez, ha firmato anche Di Caprio, hanno raccolto 6 miliondi di dollari, ma non sono bastati, è arrivata la pula.
Il potere economico batte il mediatico uno a zero.

Ma consoliamoci con la seoconda storia.
A San Rossore, stupenda tenuta sulla foce dell'Arno volevano fare il solito villaggio ributtante, perchè la tenuta, dallo stato era passato alla regione che... gli intellettuali han firmato per fermare, il comune diceva di si ma il Tar ha detto di no.
Della serie: tutto il mondo è paese.
Malatempora


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giovedì | by Stefano Reves S.


Lasciatemi fare l' Antonio Socci per una volta
Perché!?, perché!!?, perché!!!?

Perché, dinanzi alle inenarrabili sofferenze, alle atroci e sempre piu' crudeli ingiustizie, che ogni giorno si registrano nel Mondo, proprio sotto gli occhi di noi tutti, la Chiesa si occupa quasi esclusivamente di Pacs? Di come fara appurare come ''innaturali'', quindi quasi volutamente ''illegali'', gli omosessuali? Qei, deprecabili, immondi, perversi, cittadini di serie B.
PERCHE'!?, PERCHE'!!?, PERCHE'!!!?

Forse nel tentativo di riguadagnare quell' Autorità statuale, perduta sì ma solo in parte, che tanta nostalgia suscita nei ruininai? Nella speranza di riallineare sotto la propria disciplina l'intera Curia, e non solo, il cui ordine è minato dalle sempre piu' numerose, ''biricchine'', scorribande peccaminose dei suoi accoliti?
Maybe. Una possibilità, come infinite altre.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Per quelli che fanno loro esclusiva, l'idea di demos kratia
La Democrazia degli altri

Se la Democrazia è, oltre che una forma di governo fondata sull' esercizio del diritto di voto, la libera e responsabile discussione pubblica dei temi politici che riguardano la collettività, allora se ne possono tintracciare le radici anche nella storia dell' India antica (moghul Akbar), dell' Africa, dell' Asia orientale e sudorientale.
Aneddoto
340 A.C. circa, India, Alessandro Magno, nel tentativo di chiedere ad un gruppo di filosofi jainisti perché non prestassero attenzione al grande conquistatore, ricevette la seguente risposta, che metteva in discussione la ''leggittimità'' dell' ineguaglianza: ''Re Alessandro, ogni uomo possiede solo quella parte di terra sulla quale poggia i propri piedi. Tu sei un uomo come il resto di noi, tranne per il fatto che sei sempre indaffarato e impegnato in nulla di buono, lontano miglia e miglia dalla tua patria, un fastidio per te stesso e per gli altri!... Presto sarai morto, e allora possiederai solo la terra sufficiente a seppellirti''.
Il rimprovero, dal sapore egualitaristico, lasciò il conquistatore, in raro stato di ammirazione.


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martedì | by Stefano Reves S.


BASTA!

Alle teleimbonizioni, ai ciarlamaghi, agli pseudo-santoni. Basta!. Alle vere Wanna Marchi. Le TELEVISIONI! Tutte. Con tutti i loro canali.
Sono loro che ogni giorno ci propinano quintali delle peggiori corbellerie negromantiche. Le cloache dell’ astuta ignoranza.
Saranno a decine, ma che dico, a centinaia!, i fattucchieri che proprio in questi istanti, stanno somministrando, dietro discutibili imbellettamenti da circo, letali prodotti della peggior stregoneria da mercatino dell’ usato. E di chi è la colpa? La loro? Assolutamente no!
Degli emittenti. Di tutti gli emittenti. Delle piccole televisioni, quelle che assicurano loro spazio, perché garanzia di ascolti certi. Dei giornali, che spesso permettono annunci tra i più osceni. Dei canali nostri. Quelli che NOI finanziamo. E che almeno due volte al giorno permettono la messa in onda degli oroscopi, o la partecipazione a TUTTI i programmi più seguiti degli ‘‘otelminidi’’ tra i più svariati.

C’è chi pensa con la condanna di Wanna Marchi (tra l’altro oggi LIBERA perché in attesa di Appello, che non avverrà prima di due, tre anni, benché sia stata condannata pesantemente in Primo Grado) tutto sia finito. Invece è ora che si comincia sul serio. Ad EPURARE. Il sistema. Ma prima ancora la sua psicologia del lucro.
BASTA!


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lunedì | by Stefano Reves S.


''Appoggio'' completamente una riflessione di Vittorio Zucconi sul Campionato del Mondo di Calcio, che ci appropinquiamo ad incominciare.
Armistizio sì, ma per due settimane

Nel 1995, dopo un anno intero di sciopero provocato dalle opposte e inconciliabili ingordigie di giocatori troppo pagati e di padroni troppo ricchi, il baseball americano tornò a presentarsi davanti ai propri clienti (o appassionati). Per la prima volta nella lunga storia di questo sport profondamente americano, non furono neppure disputate le finali - le World Series - e non fu assegnato il titolo di campione. Dopo lo scandalo delle partite vendute dalla Calze Bianche di Chicago, prontamente ribattezzate le "Calze Nere" mai una simile verogna aveva coperto il "passatempo nazionale". Fu mobilitato un celebre attore, Billy Crystal, autentico fanatico di baseball per una serie di spot ben fatti e intelligenti, nei quali lui, dopo avere coperto di improperi quei lazzaroni, concludeva con l'invito a "kiss and make up", a darsi il bacino del perdono e fare la pace.
Premesso in maniera categorica che di dare un bacino a Gattuso o Pirlo non se ne parla proprio, ora che ci prepariamo all'inizio del Mondiale di calcio 2006 (si prega di non prenderci in giro con le bande di montanari in brache di cuoio o con le palle sulla fraternità internazionale) che comincia soltanto quando le tute azzurre dei nostri Cipputi miliardari scendono in campo, la questione del "facciamo la pace" si propone anche a noi.
Alle 21 di questa sera, dovremo scegliere fra quattro possibilità: 1) guardare distrattamente le nostre pipette di gesso giocare contro i leoni del Ghana, 2) non guardarli proprio e andare a vedere quel pallosissimo film che la signora tanto vorrebbe vedere, 3) guardarli sperando che siano sbranati e ridotti a polpette o 4) guardarli sperando che vincano, tifando.
Restare indifferenti in uno stadio è altrettanto impossibile, oltre che ridicolo, come tuffarsi in mare con l'impermeabile e dunque posso scegliere soltanto fra tifare per la strage dei cristianucci a opera dei leoni o sperare che vincano (o pareggino, che è sempre "un buon risultato" come direbbe sicuramente l'allenatore dopo la partita con quelle acute disamine che rendono il calcio il gemello della filosofia kantiana).
Tifare contro la squadra che comunque porta il nome della mia nazione e che, mi piacca (pochissimo) o no porta anche il mio nome, mi pare, per dirla poeticamente, da pirla. Un calcio italiano che ha resistito a due Coree, a figure da cioccolatai in tutto il mondo, a sconfitte umilianti in Portogallo non verrebbe risanato da una strombatura per opera dei Ghanesi. Sarebbe un calcio comunque sordido e in più sconfitto.
Perdonarli, bacini sempre esclusi, è altrettanto improponibile, perché non sappiamo ancora bene quali dita questi giovanotti abbiano intinto nel barattolo della marmellata sporca e alcuni di loro hanno ancora le mani molto appiccicose.
Rimane, e la propongo, la soluzione della tregua. Non pace, non volemose bene, non "torna a casa Lassie" e vedi di riportarmi Moggi e Galliani in bocca, ma armistizio per due settimane. Il tempo per essere rimandati tutti a casa, probabilmente dal Brasile dopo una penosa qualificazione come secondi ottenuta grazie a cabale di numerologia stile Sacchi 94, Bearzot 82 o Trapattoni 2002 salvato, ricordiamocelo, non da Del Piero o Totti, ma da una Croazia che riuscì a farsi eliminare dal già eliminato Ecuador.
Una prova accettabile di questi giocatori, compreso persino quello che si è montata la testolina rapata da passerotto e si crede Achille quando invece è lui il tallone d'Italia, non li assolverebbe né li condannerebbe. Sarebbe soltanto una prova di professionalità, di dignità, di amor proprio e non soltanto di amor pecuniae.
Questa Nazionale non ha mai vinto nulla, si è qualificata battendo robetta di seconda e le amichevoli, per piacevoli che siano, contano come i frigoriferi in Antardite, sono oggetti di arredamento inutili. Consideriamoli in libertà vigilata, in ora d'aria, in permesso, e, sempre senza perdonare nessuno, ricordiamo che sono per lo più bambini cresciuti nel fisico ma rimasti nella stoppia, arricchiti dal lavoro della gambe ma non dallo sviluppo del cervello, ai quali la ricchezza non ha necessariamente dato maturità, essendo ormai largamente dimostrato anche da nomi illustri che avere soldi non rende per forza responsabili o intelligenti, come diciamo noi che non abbiamo soldi.
Dunque io spero che l'Italia vinca, questa sera e la prossima volta, perché da una sconfitta non avrei nulla da guadagnare altro che quel sapore acido di una specie di vendetta, che è sempre un cibo a me molto indigesto. E non vedo perché le porcherie di Alì Moggi e dei suoi amici debbano ricadere su di me e sui giocatori che, a differenza per esempio del Del Piero o Cannavaro o Buffon, dalla Juventus o dalla Gea non hanno mai ricevuto favori. Tagliarmi certe appendici per far dispetto a Lotito o a Pairetto non mi sembra un'idea brillante.

Abbiamo almeno la certezza che non saranno aiutati dagli arbitri e dagli sventola biancheria lungo le linee, che le partite non saranno moggificate o bergamizzate e oggi nessun procuratore sano di mente spera di piazzare un proprio rappresentato nella sgangherata e corrotta Lega di Adriano "Stiamo facendo molto bene" Galliani.


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venerdì | by Stefano Reves S.


Il Bastone del Maestro

Discepolo: Maestro, quando avrò conosciuto la verità sarò felice?
Maestro: No figliuolo, quando avrai conosciuto la verità sarai libero dal pensiero di essere felice.

Storia Giapponese.


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| by Stefano Reves S.


In questi giorni ho avuto modo di ''gustare'', tramite giornali, e Blogs, fiumi di acrimonia riversati contro il nuovo segretario della Camera. Mi pare giusto dar alito a qualcuno che provi a scoccare una freccia in suo favore:
Il nuovo Sergio D'Elia

C’è un pericolosissimo ex terrorista nel Parlamento italiano. Si chiama Sergio D’Elia, ha scontato dodici anni di carcere per aver fatto parte di Prima Linea. Ma il pericolo non viene dagli errori del suo passato, metabolizzati, digeriti, e soprattutto pagati dietro le sbarre. È il suo presente che rischia di essere scomodo: una vita dedicata alla militanza non violenta, alle campagne contro i maltrattamenti ai detenuti , alle battaglie - pacifiche, sempre - contro la pena di morte (è tra gli ideatori della nota iniziativa ''Nessuno tocchi Caino'', ndr). Per questo qualcuno può temerlo. Nel coro di chi rappresenta la coscienza del Paese, la voce del "nuovo" Sergio D’Elia è fra le più preziose.
G. Cadalanu


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giovedì | by Stefano Reves S.


Solite nuove da Google Zhongguo

"La versione del motore di ricerca Google.com è attualmente bloccata in quasi tutte le province del paese mentre la versione cinese, censurata, Google.cn resta ancora accessibile. Nel frattempo, gli utenti che fanno ricorso ai software concepiti negli Stati Uniti per aggirare la censura on-line fanno sempre più fatica ad utilizzarli. Reporters sans frontières condanna questo filtraggio sistematico e senza precedenti e deplorano il fatto che il 17esimo anniversario del massacro di Tiananmen, lo scorso 4 giugno, abbia coinciso con un ulteriore aumento del controllo da parte delle autorità nei confronti di Internet e dei suoi utilizzatori. Era prevedibile che Google.com sarebbe stato progressivamente soppiantato dalla versione censurata cinese del motore di ricerca, lanciata nel gennaio 2006. Google è allora entrata a far parte del gruppo delle società occidentali che hanno apertamente accettato di piegarsi davanti alla censura governativa del Net cinese. E' molto triste osservare come gli utilizzatori cinesi siano oggi costretti ad affrontare una vera e propria guerra tecnologica contro la censura per riuscire ad accedere ai siti proibiti dalle autorità. Da una settimana, gli utenti di numerose grandi città cinesi fanno sempre più fatica a connettersi alla versione internazionale non censurata di Google. Il 31 maggio, il sito è stato totalmente inaccessibile in tutto il paese. Questa censura web ha in seguito colpito anche Google News, poi i server di posta elettronica Google Mail. Oggi, gli utilizzatori cinesi sono dunque costretti a utilizzare le versioni cinesi e censurate di questi servizi. Inoltre, dallo scorso 24 maggio, le autorità sono riuscite a neutralizzare quasi completamente i software utilizzati dagli utenti per aggirare la censura. Dynapass, Ultrasurf, Freegate e Garden Networks sono usati da circa 100.000 utenti per accedere alle informazioni disponibili sulla Rete mondiale ma bloccate nel Paese. Secondo Bill Xia, dissidente in esilio negli Stati Uniti e creatore di Dynapass, il blocco governativo di questi software non è mai stato così efficace. Xia ha affermato che Pechino si è sicuramente avvalsa di grandi risorse tecnologiche e informatiche per riuscire nel suo intento".

Fonte Reporters senza frontiere, per l'articolo integrale (in inglese) clicca qui.


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| by Stefano Reves S.


Dopo ''Camicie Verdi'', questo mese escono altri quattro ''difficili'' film impegnati.
''Cassette'' dall’Iraq

‘‘Il miglior documento (sia libro che film o articolo) sulla guerra in Iraq’’, così il New York Times giudica ‘‘Tapes from the war’’, indipendente film denuncia, realizzato da tre giovani riservisti statunitensi, ed insignito come miglior film al prestigioso ‘‘Tribeca Festival’’, la rassegna di film indipendenti ideata da Robert De Niro.
La pellicola mostra come la crudele realtà di guerra ove documentata con serietà, e senza omissioni, possa essere ben più atrocemente ‘‘fantasiosa’’ del miglior blockbuster. Dagli improvvisi attentati Kamikaze ai blindati statunitensi, ad una jeep americane che investe, squarciando in due, il corpo di una povera passante. Tutto mostrato senza remore. Anche quando le telecamere si soffermano sulle immancabilmente macabre‘‘folklorerie belliche’’ dei militari alleati. In questo caso potremo divenire testimoni di lacrimevoli scene, in cui dei soldati si divertono nell’ assistere allo spettacolo offerto dal brandellato corpo di un giovane iracheno, squartato da un cane randagio. Tanto, ‘‘almeno avrà la pancia piena’’, è il commento del ‘‘democratizzatore’’.

Altri tre film sull’ Iraq sono ‘‘La breve vita di Jose Antonio Gutierrez’’, presentato al Sundance film Festival, racconta la vita del primo soldato americano morto in Iraq, arruolatosi nella speranza di divenire cittadino statunitense e ‘‘Iraq in fragments’’ di James Longley, resoconto di due anni passati al fronte. Film costato al registra anche un breve periodo in carcere. Ultima pellicola ‘‘The cult of suicide bomber’’, di Robert Baer (la cui vita ha ispirato ''Syriana'' con Gorge Clooney). Nel film la matrice religiosa degli attentatori suicidi viene ridimensionata, sostituita da un’ attenta analisi della ‘‘logica strategica’’.
Quattro testimonianze straordinarie, del miglior giornalismo freelance. Da non perdere e, ove possibile, continuare a diffondere.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Short new
Ennesima sconfitta in Tribunale per Berlusconi

Annullata in Cassazione la multa inflitta lo scorso anno a Piero Ricca. L' irriverente giornalista, famoso per le plateali escursioni mediatiche, che nel 2005 fu punito con 500 Euro di ammenda per aver dato del ‘‘Buffone’’ al di allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La sentenza, che gli costò la condanna ‘‘per avere offeso l'onore e il decoro di Silvio Berlusconi’’, è stata invalidata quando l’estrema Corte ha stabilito che l’invettiva ‘‘non va condannata in quanto si tratta solo di una "forte critica’’.

Nella foto Berlusconi chiede a dei Carabinieri di identificare l' uomo (foto a destra Piero Ricca) che lo ha ''insultato''.


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| by Stefano Reves S.


Palmarès carcerario

Qualche dato
61.392 i carcerati complessivi. 207 i penitenziari, la cui capienza massima è di 46 mila posti. Degli oltre 61 mila reclusi, il 36 % rimane in attesa di giudizio, il 29,8 ‘‘appellante’’. All’interno delle strutture, spesso per ogni letto ci sono due detenuti, altre volte quattro (che a questo punto pare doveroso chiamare ‘‘prigionieri’’) si alternano su tre letti. Il 70% delle strutture non ha acqua. Il 30% è affetto da Hiv ed epatite B, il 27% è a rischio tubercolosi. 10.000 i malati di epatite C. A ciò si aggiunge la carenza di molti tra i servizi fondamentali, sanità decente, psicologi, operatori civili.
Casue? Le ultime finanziarie, che hanno tagliato fondi fino ad oltre il 40%. E soprattutto i giochini populistici dei bravi ‘‘Clementi’’ di turno, buoni per raccattare qualche votino, pessimi per proporre un valido emendamento che, dopo ormai cinque anni di discussioni, sia in grado di superare l’esame parlamentare. Pare infatti che anche l’ultima proposta del neoministro della Giustizia, non abbia scosso gli animi degli Onorevoli, più di quanto non fosse accaduto per l’ultima discussione, vecchia di soli sei mesi.
Possibili rimedi
Io non ho soluzioni fulminee, pappine pronte in 24h. Le stantie ricette dell’ amnistia e dell’indulto servirebbero a ben poco. Spesso solo a chiudere le porte carcerarie da un lato, ed a riaprirle dall’altro.
Piuttosto andrebbero fatti saggi ragionamenti lungimiranti, per soluzioni fattibili realmente, oneste e durature. In primis una depenalizzazione per reati non gravi, da sostituire con soluzioni alternative. Poi sarà necessario ridurre i tempi della giustizia, elementarizzando, celerizzandone le componenti burocratiche. Ed ancora approvare la riduzione del quorum per deliberare provvedimenti di clemenza (ad oggi superiore a quello per modificare la Costituzione), elemento presente nel programma del centrosinistra.

Insomma, il materiale c’è, è tanto, ed è ora che si abbandoni il narcisismo mediatico, e si sostituisca con la sincera volontà di trovare, una volta per tutte, quella soluzione unanime, condivisa.

‘’ci vuole la luce per vedere nel buio, e guardare oltre’’ (Giovanni Paolo II).


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martedì | by Stefano Reves S.


In appendice, il testo in versione originale.
Il Bastone del Maestro, I

Ottenere cento vittorie in cento battaglie non è prova di suprema abilità, sconfiggere il nemico senza combattere è prova di suprema abilità.


獲得一百次勝利在一百次爭鬥不是至尊能力測試, 擊敗敵人沒有戰鬥是至尊能力測試

Sun Tzu, l' Arte della Guerra. (anche se nella versione originale il testo rimane eponimo)


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| by Stefano Reves S.


Tiro fuori la mia anima sincretistica per dar luce ad una fresca iniziativa che, spero, gradirete.
Il Bastone del Maestro

Nuova rubrica per l' Espertone. Si intitolerà ''Il Bastone del Maestro''. Perché come la gruccia dell' eremo saggio, proverà a colpirti, risvegliando il sano orgoglio, e la dignità di Guerriero dell Anima.
Una raccolta di rapidissime, immense, frasi. Riflessioni immortali o discorsi impareggiabili.
Testimonianze, insegnamenti di vita da comprendere, assimilare lentamente, e provare a mettere in pratica.

Inizierò con uno dei capisaldi della mia modestissima cultura.


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| by Stefano Reves S.


Consigli per gli acquisti
CAMICIE VERDI

E’ uscito da poco un ‘‘esilarante’’ Dvd, contenente una ricca crestomazia video (ma soprattutto audio!) leghista. Si intitola ‘‘Camicie Verdi’’, edito da Mikado e girato da Claudio Lazzaro, ex giornalista (pentito?) del Corriere della Sera.
Dalle stentoree urla di Bossi ‘’è inutile il tricolore. Lo metta al cesso!’’(ad una signora che pavesava il balcone di casa con la bandiera d’Italia, ndr), ‘’abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore!’’, alle chaplinate dell’ inossidabile Borghezio ‘‘non siamo merdaccia levantina o mediterranea, noi la Padania bianca e cristiana… Non ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda!’’.

Un film comico-tragico, un' ora e un quarto di spassosissimo turpiloquio, ammorbante xenofobia, e distinta istigazione alla peggior violenza. Per conoscere meglio, un possibile futuro Senatore a vita della Repubblica, ed i più grandi costituzionalisti d’Italia.

P.S.
Solitamente non divulgo informazioni sulla mia vita privata. Non esiste nulla di meno interessante e piu' noioso. Ciò nonostante vorrei condividere quello che per me, per questo Blog, e spero per tutti coloro che lo seguono, è un modesto, ma importante successo. Qualche giorno fa, sono stato contattato da colui che considero uno dei pochissimi ''magni maestri'' del giornalismo mondiale, che in laconiche parole ha esternato apprezzamento per il mio Post contro la riforma federativa.
Perdonate l' eccesso di vanagloria.

Nella foto Corrado Augias con Robert Kennedy, pochi giorni prima del suo assassinio.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Alcuni ''NO'' (ed un ''bho!'') dal Senato

Come promesso riporto alcune rapidissime considerazioni sul prossimo Referendum, rilasciatemi personalmente da diversi Senatori della Repubblica:

A parte il caos delle 20 piccole patrie, la gatta (per la fretta di pagare il ricatto della Lega) ha fatto i gattini ciechi; sarebbe un continuo ricortso alla Corte Costituzionale e contiene incongruit annche rispettoalla logica leghista determinando reali accentramenti su numerose questioni. Bisogner impegnarsi a fondo, visto che altri stanno sottovalutandolo. Buon lavoro, Sen. Nando Rossi (Verdi-CI)

Il referendum confermativo anche se convocato per una data poco felice a motivo della stagione estiva per allora gi iniziata, un appuntamento molto importante. La proposta di riforma costituzionale della Cdl stata approvata dalle Camere con una maggioranza inferiore a quella richiesta (due terzi) per entrare subito in vigore. E quindi giusto che siano i cittadini ad esprimersi. Personalmente, come deputato allora in carica, ho votato contro la proposta di riforma, giudicandola sbagliata nel metodo e in gran parte del suo contenuto. Quindi voter no al referendum e far campagna per il no, ed anche per far andare le persone al voto. Naturalmente penso che debba esserci una informazione quanto pi corretta possibile, e mi auguro che, con i limiti generali dell'informazione del nostro paese, cos avvenga in effetti. (Sui partiti che vanno in contrasto con la costituzione storico-politica del loro movimento, ndr) Ne penso tutto il male possibile. Veda, io sono di estrazione democristiana, in quanto cattolico democratico, ed ora sto (bene) nella Margherita, e penso che star altrettanto nel Partito Democratico, anche se in certe regioni non sar una cosa facile realizzarla. Ma a parte questo, io non mi capacito (o meglio, mi capacito, ma ne traggo giudizi molto pesanti !) di come ex Dc anche autorevoli, o simpatizzanti di quel partito, siano finiti in formazioni che tradiscono apertamente tutta la storia del loro movimento. E quella storia ha nella Costituzione, e nella Costituente, uno dei suoi capisaldi ! Del resto, De Gasperi perse le elezioni del 1953 (c.d. legge truffa) per meno voti di quanto abbia perso ora Berlusconi. Ma si guard bene, bench sollecitato da alcuni, a chiedere di ricontare i voti: "Sarebbe un'offesa verso gli elettori", disse. E aveva ragione ! Tutto ci la dice abbastanza lunga sulla situazione politica attuale, su "quei partiti" e sul referendum...
Sen. Egidio Banti (Ulivo)

vale sicuramente la pena fare la campagna per il no al prossimo referendum sulla modifica della costituzione varata dal centro destra. Una riforma che non risolve ma aggrava i problemi di funzionamento del ns sistema istituzionale. Una riforma che aumenta le incertezze sulla garanzia di uguaglianza nei diritti alla salute, all'istruzione qualunque sia il luogo di residenza dei cittadini. Un No che apra una stagione di concordia nazionale unica in grado di consentire una riforma condivisa delle parti della costituzione che richiedono un cambiamento al passo con l'Europa.
Sen. Antonio cabras (Ulivo)

Non ho capito la gentile domanda...
Sen. Paolo Guzzanti (thò!, Forza Italia)


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venerdì | by Stefano Reves S.


Per questo simbolo voteremo
In tutela della Costituzione

Non siamo feticisti quarantottini, neanche sciovinisti assertori delle trascendentalità di quel testo. Comprendiamo bene che la forza democratica della Costituzione consiste proprio nella possibilità che essa offre di esser rivisitata, quindi revisionata. Ciò nonostante non intendiamo difenderla nelle sue imperfezioni, Io per primo sai quanti punti rettificherei personalmente? (in primis un riferimento alla laicità che a differenza della Costituzione francese nella nostra manca), bensì tutelarla dalle follie localistiche di celtici Onorevoli, e dall’ acquiescenza cointeressata di partiti che, in barba alla costituzione storico-politica del loro movimento, ne tutelano il gioco.
Non è forse questo il vero relativismo?

Lasciamo sì che la Costituzione venga revisionata, ma da dotti Costituzionalisti, non da porcellosi bofonchioni padani in vacanza al lago.

P.S.
In questi giorni mi sono aggirato per i meandri di Palazzo Madama, riuscendo a strappare dalla bocca di qualche illustre Senatore, fugaci considerazioni sul Referendum. Lunedì ne rendo nota.


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giovedì | by Stefano Reves S.


Fenomenologia di Oriana Fallaci
Una Dan Brown italiana

Perché Dan Brown italiana? Perché in comune hanno una cosa sola, l’unica che consente loro di esser idolatrati come estreme divinità del loro genere: la fortunosa capacità di far passare per immensi capolavori della letteratura, o nel caso della Fallaci della pseudo-storiografia, romanzata secondo i dettami che si addicono ad una nobile newyorkese che vive avulsa nel suo attico di Manhattan (ma di ciò non sentirete mai e poi mai parlare nei suoi testi, che credete?) , tremende bubbole infarcite di cultura ‘‘pop’’, adepte del merchandising occidentale o filo-occidentalista.
Vale la pena fermarsi sul contenuto dei loro due testi più celebri? Se persino un bambino delle scuole elementari saprebbe rilevarne continue incongruenze (Dan Brown), falsità storiche (ancora Dan Brown), od inconcludenti, sconclusionate millanterie apologiste, sovente autoreverenzialistiche. Arroganti, irrazionali testi premonitori del futuro grottesco che ci aspetta (please complete OR---A): l’eurabia!!, tanto paventata, pare più l’incubo infantile che da sempre ne cruccia l’ animo. ogni giorno sempre più rancoroso.
E nonostante le recenti marachellose minacce dinamitarde (nel vero senso della parola), degne di una brigatista doc, in fondo confido di rispettarla come donna, quella che pur di documentare la tragicità della guerra ha rischiato più volte di rimetterci la vita. Ammetto persino di esser rimasto incantato sin nelle prime letture dalla sua prosa così pugnace e struggente.
Per tutto il resto… davvero carino il tuo nuovo patio! Dico sul serio.


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