venerdì | by Stefano Reves S. | , , ,


Gov. doesn’t Rock

Epitetato – assai banalmente - as the black Kennedy. Che di suo tutto vuol dire, ovvero non vuol dire nulla. Sarà l’uomo delle battaglie civili? O lo stesso della guerra in Vietnam? – colui che ci ha martellato puntualmente e per due anni con il jingle “change”, sembra aver fatto la sua scelta: continuando a sostenere che (così come aveva fatto la CIA, "visibilmente" politicizzata dall'amministrazione Bush) l’Iran persevera nei suoi approvvigionamenti nucleari e che dall’Iraq no, non se ne andranno.
Allora più che Kennedy Nero… Obama pare essere diventato il Mastella mulatto.


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| by Stefano Reves S. | , , ,


La verità sull'Iran
Dal New York Times, 17/01/08,
articolo di William O Beeman, traduzione di Stefano Reves

‘’Bush reclama unità contro l’Iran, nel frattempo già d’accordo a cooperare con l’Agenzia Nucleare’’

Il Presidente Bush continua a colpire un cavallo morto con i suoi tentativi di persuadere il mondo arabo a prendere una posizione ostile nei confronti dell'Iran.

Gli stati arabi della regione di Golfo sono legati profondamente all’ Iran da ataviche cravatte etniche e storiche, in particolare gli Emirati arabi sono ricettacolo per centinaia di milioni di dollari (e di euro) di investimenti iraniani.

Potenti famiglie di commercio attraversano il Golfo, con membri in Iran ed arabia. L'idea che un piccolo jawboning, seppur ad opera di un presidente degli Stati Uniti, possa cambiare configurazioni vecchie di secoli è patentemente assurda.

Come prima cosa, gli Stati Uniti farebbero bene a comprendere la cultura delle regioni nelle quali sperano di mantenere il controllo, per poi lavorare tenendo conto delle mappe culturali esistenti, piuttosto che tentare di far rivoltare contro nazioni come quelle con cui gli iraniani hanno relazioni interdipendenti e di vecchia data.


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