sabato | by Stefano Reves S. | ,


Pillola liberal- democratica

Leggo spesso le urla postparto elettorale dalle sinistre critica, antagonista, massimalista. Personalmente posso solamente intuire il dolore lacerante di una gestazione portata avanti con troppe complicazioni e conclusasi con l’a borto spontaneo che tutti conosciamo. Eppure piuttosto che rivitalizzare un corpo denudato da tanta, troppa, incoerenza, lacerato dall’incapacità di applicare un’ideologia morta nell’attuale contesto sociale, qualcuno preferisce portare avanti una campagna di simil-infibulazione. Parlo della sinistra popolana, quella che difende la “democrazia dal basso”, che si autodefinisce "la sinistra partigiana", che vota referendum anticostituzionali (perché promossi 3 mesi dopo l’inizio di una campagna elettorale). Quella che infine promuove petizioni da spedire alla CE con l'intento di rispedire Berlusconi ad arcore ancor prima ancora che il cavaliere possa sedere nuovamente sulle tribolate poltrone di Palazzo Chigi. Perché, se non si era ancora capito, è (solo) Berlusconi il “despota bavoso”, il premier “dal più basso senso morale ed istituzionale” che l’italia abbia mai avuto. Mentre la sinsitra caviale & champagne, quando va bene, commenta l'esito del volere popolare con un “subiamo un’altra puntata di questa farsa”. A quanto pare la rinverginita M.me gauche non ha ancora avuto modo di capire che, la vera democrazia non si basa sulla sopportazione del volere popolare, quando la tolleranza è tipica di un regime ammorbidito, ma trae godimento dalla sua totale, indiscriminata, accettazione.


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