mercoledì | by Stefano Reves S. | , ,


dedicato ai ''Sapienzani''
Sul Dialogo...


La democrazia è discussione, ragionare insieme; è, socraticamente, filologia. Chi odia discutere, il misologo, odia la democrazia, forma di governo discutidora. Alla persuasione preferisce l´imposizione. Maestro insuperabile dell´arte del dialogo, cioè della filologia, è certo Socrate, cui si deve la denuncia di due opposti pericoli. Vi sono - dice - "persone affatto incolte", che "amano spuntarla a ogni costo" e, insistendo, trascinano altri nell´errore. Vi sono poi però anche coloro che "passano il tempo nel disputare il pro e il contro, e finiscono per credersi i più sapienti per aver compreso, essi soli, che, sia nelle cose sia nei ragionamenti, non c´è nulla di sano o di saldo, ma tutto va continuamente su e giù". Dobbiamo guardarci da entrambi i pericoli, l´arroganza del partito preso e il tarlo che nel ragionare non vi sia nulla di integro. Per preservare l´onestà del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche, quelle che li manipolano, travisano o addirittura creano o ricreano ad hoc. Sono regimi corruttori delle coscienze «fino al midollo», quelli che trattano i fatti come opinioni e instaurano un «nichilismo della realtà», mettendo sullo stesso piano verità e menzogna. Gli eventi della vita non sono più «fatti duri e inevitabili», bensì un «agglomerato di eventi e parole in costante mutamento (su e giù, per l´appunto), nel quale oggi può essere vero ciò che domani è già falso», secondo l´interesse del momento (Hannah Arendt). Perciò, la menzogna intenzionale - strumento ordinario della vita pubblica - dovrebbe trattarsi come crimine contro la democrazia. Né intestardirsi, dunque, né lasciar correre, secondo l´insegnamento socratico. Il quale ci indica anche la virtù massima di chi ama il dialogo: sapersi rallegrare di scoprirsi in errore. Chi, alla fine, è sulle posizioni iniziali, infatti, ne esce com´era prima; ma chi si corregge ne esce migliorato, alleggerito dell´errore. Se, invece, si considera una sconfitta, addirittura un´umiliazione, l´essere colti in errore, lo spirito del dialogo è remoto e dominano orgoglio e vanità, sentimenti ostili alla democrazia.
(G.Z. dal Convegno Nazionale del CIDI il 4 marzo 2005)


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martedì | by Stefano Reves S. | , , ,


Annullata la visita del Pontefice alla Sapienza
Quando la libertà diviene Illiberale

Sarà per il passato colmo di misteri (gioventù hitleriana?) e di incarichi ambigui (Prefetto per la dottrina della Fede), sarà per il manto di oscurantistico pensiero che il mondo anticlericale e sinistrorso gli hanno addossato sin dal giorno precedente la salita al soglio Pontificio, sarà perché è semplicemente “The Pope’’, dalle 17.15 di questo pomeriggio anche Lui è ufficialmente vittima delle incapacità (‘’involontà’’) diplomatico-democratiche delle sinistre universitarie. Quelle che assorbono il pensiero di gran parte dei movimenti studenteschi, delle radio e dei dispacci di Ateneo. Quelle cui aderiscono buona parte dei professori italiani nonché insigni rettori (in primis lo stesso di LaSapienza 3, sebbene sia tra i fautori dell’invito al Papa). Quelle che stasera hanno scritto la morale in una favola dal finale tragicomicamente vergognoso. Domattina il Papa non presenzierà all’apertura dell’anno accademico, mentre il mondo Libero e Liberale già da stasera piange per quello che è un vero e proprio scippo del ‘’libero pensiero’’. Un furto gratuito di qualcosa che dovrebbe chiamarsi ragione comune e che, non per nulla, ha come necessità inalienabile quella di far affidamento su termini come confronto e dialogo. E non importa che rischi di presentarsi contrastante o corrosivo. Il dibattito, soprattutto quando avviene tra idee discordi è la più gratificante e riuscita formula di maturazione umana e civile.

Ma il sapere, ovviamente quello vero , come si sa è indiscutibile prerogativa di certi ambienti di sinistra che, compiaciuti per la loro concezione totalitaristica della democrazia… stasera festeggiano per qualcosa che, ci auguriamo, divenga presto un boomerang a danno della loro immagine, domattina persevereranno col difendere qualcosa che non ha diritto di chiamarsi Laicità e forse nemmeno Laicismo e nel dare al dialogo lo stesso valore che il mio fruttivendolo dà a delle pessime banane.


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