sabato | by Stefano Reves S. | , , , , ,


Il Giudizio Politico

La pressione che il Presidente del Consiglio avrebbe esercitato su un commissario dell’Agcom per chiudere la trasmissione “Annozero” mette in luce una modalità degenerata nel rapporto tra politica e informazione della Rai. Tra potere politico e servizio pubblico. E anche tra il vertice del governo e il membro di una commissione chiamata ad essere garanzia, terza, istituzionalmente “super partes”. […] L’impegno del capo del governo per mettere a tacere un programma televisivo attraverso un organismo che dovrebbe essere di tutela supera un confine. Scavalca una frontiera di opportunità e di stile. Rivela una dismisura che, chiunque abbia a cuore la libertà d’informazione non può che accogliere con preoccupazione.

e quello dei tribunali

Certo non si possono chiedere alla magistratura dosaggi nei tempi e nei modi del suo intervento. Ma una norma di elementare garantismo, troppo spesso dileggiato come un pretesto o un lusso che non possiamo permetterci, esige che in uno Stato di diritto le sentenze non siano pronunciate preventivamente dalla politica e dal sistema mediatico. La minaccia delle sbrigative “pedate” che dovrebbero raggiungere le persone coinvolte (e a che titolo del resto un parlamentare come Di Pietro può invocare l’epurazione del direttore del Tg1?) come al solito travolge garanzie e costituzionali presunzioni d’innocenza.

Un conto è il giudizio politico su eventuali pressioni indebite esercitate su un commissario di un organo di garanzia. Un altro è il giudizio dei tribunali. La mescolanza dei due piani è il veleno che intossica la politica (P. italiana da troppi anni.
(P. Bat.)


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lunedì | by Stefano Reves S. | , ,


Par condition

Volete sapere come sia fa ad aggirare quella foglia di fico chiamata “par condition” (così crede si dica il princino Emanuele Filibusta)? Se ci si chiama Berlusconi e si ha il pieno controllo del Minzuculpop Rai, si fanno comizi in favore dei propri candidati alle regionali, ripetendo slogan rifritti e facendo banale propaganda politica senza una sola notizia dentro, spacciandoli come interventi del Presidente del Consiglio quando sono soltanto comizi. I propri domestici del TG1 prontamente ti dedicheranmo i primi cinque minuti dell’edizione principale (ore 20, domenica) quando gli ascolti sono più alti et voilà, la foglia di fico vola via. Nessun contraddittorio, nessuna pari opportunità, neppure la finzione dell’equilibrio che la ridicola norma dovrebbe imporre e che ha steso il sudario sulle trasmissioni politiche. Non c’è neppure bisogno di farsi una leggina su misura col rinforzo al cavallo o di chiamare il dottor Balanzone, l’avvocato Mavalà, per inventarsi un’interpretazione. Un domestico alla direzione del TG1 vale più di cento leggine. Andate a votare, andate a votare, andate a votare.
(V. Zuc)


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