Prevedibile, stamani in Europa, tutti i giornali menzionavano le recenti gaffes di Berlusconi. Alcuni addirittura, stilano un elenco delle sue marachelle più eclatanti. In Italia - cosa ancor più prevedibile - blog grillini e frustrati giornali d'opposizione hanno dato priorità da attentato terroristico a come la colorita informalità del nostro premier ci assoggetti con regolare periodicità alle risate delle ben più contegnose diplomazie internaziolnali. Tanto che lo stesso leader pidiellino si è visto costretto a dichiarare "mi calunniano". E per una volta, forse!, non ha tutti i torti. In effetti il rimprovero della Regina, l'imbarazzante "attesa" della Merkel, sono materia da giornali gossippari, mica da testate d'informazione. A meno che non si voglia fare di necessità, malizia e peranto non si voglia usare questi fatterelli di poco valore diplomatico come pretesto per schermaglie e delegittimazioni di parte. Infatti, ora che la Merkel ha pazientemente aspettato che Silvio terminasse la telefonata, mentre da casa Windsor fanno sapere che i rapporti con l'amministrazione Berlusconi sono più che mai floridi, a rimanere impressa nella mente dei cittadini europei sarà invece la foto in cui italia usa e russia (chiamiamoli così che è più facile) si abbracciano amichevolmente. Dando l'immagine di tre fratelli affiatati, pronti a discutere pacificamente le sorti del proprio vicinato. E' vero, il nostro grande capo presumibilmente verrà messo in disparte, eppure la sua astuzia mediatica ci lascerà credere l'esatto contrario. Mentre tutto il resto l'avremo già scordato.
Ieri Tania Cagnotto vinceva una medaglia d'oro agli Europei di nuoto. Eppure la Gazzetta odierna se ne dimentica (?!). E, ad onesti titoloni trionfalistici (per una volta che potevamo permettercelo noi italiani!) preferisce un misero/miserrimo "Adriano Ciao". Così anche quei pochissimi sportivi italiani che meriterebbero per davvero quei riconoscimenti giornalistico mediatici - che in altri paesi sarebbero naturale conseguenza di quelli sportivi - vengono spodestati in onore delle marachelle recidive ed infantivi di quegli eroi culattoni e pettinati che prendono il nome di "calciapalloni". Ovviamente dell'inter.
Nessun altro avrebbe potuto descrivere con maggiore, orrido, fervore, l'odierna situazione economico/finanziaria. Vignetta di Martin Rowson, per il "The Guardian" di oggi.
Torna italia.it Per 200 euro te lo faccio meglio. _______________________________________________________________
Dico davvero! E' che mi rode, ma giusto un pòchino, assistere inerme ad un tale sperpero di sonante danaro pubblico. Iniziato qualche anno fa con Rutelli (50 milioni) ed oggi rinvigorito dal progetto del sottosegretario al Turismo, "tale" Michela Brambilla (che ovviamente ha chiesto altri 50 milioni). Dunque, 50 milioni + 50 milioni sarebbero 100 milioni. Cifra immensa, utile per portare a termine un'infinità di rinnovamenti strutturali -ahi! veneranda, italia quanto avresti bisogno di un bel lifting!, e se avanza qualcosa, perché non pensare a qualche "opera di bene"? Ed invece no! Quest'invidiabile gruzzoletto servirà a rinnovare quell'utilissimo portale web del quale nessuno sentiva la mancanza: italia.it. Costato 200 miliardi di lire, pieno di bug (errori tecnici) e mai aperto! Che aggiungere? Per duecento euro, te lo faccio meglio. Dico davvero!
Pensieri illumina(n)ti! _____________________________________________________________________ Ma quale crisi economica?! "Penso che gli americani insistano col gigantizzare le cose, perché a "cervelli rettiliani" piacciono le cose fatte in grande".
Scienziato francese, durante un intervento radiofonico
Ogni giorno che passa, mi accorgo con lucidità crescente, che PD made in USA e PD all'amatriciana sono quotidianamente più prossimi:
Il Dipartimento di Giustizia dell'ammiraglio Obama ha annullato processo e sentenza (per corruzione) a carico di Ted Stevens. (ex) Senatore Repubblicano che la Procura aveva sollevato dall'onorevole scranno.
Grillo lancia una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua fra l'incredulità generale. (Corriere della sera)
Per carità, non sia mai! Una volta, una soltanto, l'on. Grillo doveva onorarci di un confronto vero e diretto con le persone che da 4 anni spupazza comodamente coccolato dalle le pagine del proprio megagalattico blog. Per carità... Non sia mai che per una volta ci dimostri cosa sia un'idea, come per essa di dovrebbe combattere -> discutere. Democraticamente intendo: dialogare per davvero, almeno a quattro occhi! Una volta... una soltanto doveva farlo! Non sia mai... Quanto è facile sbraitare tranquillamente catafratto dallo schermo del proprio monitor. Quanto è facile parlare di libertà, di giustizia, addirittura di verità, quando si è i soli incontestati/incontestabili a farlo. Quanto è facile fuggire via quando si devono centellinare i minuti per le volgarità o, se si è grillosamente vanitosi, limitare il numero di pirmi piani. Quanto è facile essere Beppe Grillo oggi! Eppure non ci voleva molto. Forse c'era quasi arrivato. Sarebbe stata la prima volta. Chissà quando ricapiterà. Se ricapiterà. Fino ad allora la democrazia se ne sarà fatta una ragione.
"Il Primo Ministro non ha poteri!". Quest'affermazione di Berlusconi ha un alto valore pratico. Cerca gli strumenti con cui sciogliere il Parlamento (del quale al momento è soltanto il Presidente) e la frase diventa un mezzo con cui ricattare i suoi alleati. Uno dei tanti obiettivi... il prossimo sarà raggiungere il 51% dei consensi alle Europee. Andiamo avanti!
Conclusione di un articolo pubblicato oggi su "The Guardian".
Quale sarebbe il souvenir da conservare come ricordo per la nascita del PDL? Una matriosca a forma di Silvio, al cui interno ne trovereste fagocitate di più piccole rappresentanti i vari premier avvicendatisi negli ultimi 15 anni. La bambola conserva al suo esterno un messaggio che farà preoccupare i critici ed entusiasmerà i seguaci: Berlusconi non è più uno tra i diversi contendenti politici, ma il padrone indiscusso di una nazione intera.
Non per niente, da quando ètornato al potere per la terza volta, l’opposizione ha iniziato a sciogliersi come neve alpina in piena estate. In meno di un anno l’Unione si è spaccata, il principale partito rivale ha sostituito il suo leader e – grazie all’impatto di una crisi economica globale su una società in cui politica e finanza sono inestricabilmente legate – Berlusconi ha ottenuto un immenso potere su tutte quelle banche ed imprese in difficoltà.
La trasformazione del PDL, da alleanza elettorale a partito vero e proprio è solamente l’ultimo passo di una marcia trionfale. Verso la realizzazione di un sogno politico dove Berlusconi è Leader ed arbitro. Lontano dal destino toccato al suo rivale Veltroni, vittima della sua reputazione di insulso indeciso. Una paura rimane: che Berlusconi estrapoli il termine “libertà” affinché lo legittimi a fare qualsiasi cosa egli voglia. Il Primo Ministro non è infatti abituato ad essere interpellato dai suoi seguaci. Ora che il suo principale “rivale” interno è stato zittito con l’elezione a Presidente della Camera, il nostro Magnate ridanciano e perennemente abbronzato è diventate un vero e proprio Cesare. Ed in vista non ci sono Bruto.
L’Europa ha la memoria corta. Eppure tutti dovrebbero sapere che la storia della segregazione iniziò proprio a Venezia. “Ghetto”, termine che probabilmente prende origine da un’industria del ferro un tempo ubicata in città. Era l’anno 1516 ed il senato cittadino stabilì che tutti gli ebrei veneziani fossero confinati in questo quartiere. Fu così che nacque il primo ghetto del mondo.
La Roma papalina seguì a ruota: nel 1555 gli ebrei furono confinati in un’area chiusa ermeticamente e collegata con l’esterno da due ingressi ben sorvegliati, sbarrati al tramonto, riaperti all’alba. Diverse furono le restrizioni interne: bandita la circolazione moneta “Cristiana”, unica forma di commercio permessa fu il baratto di tessuti. A rendere logico ed accettabile tutto ciò furono i pregiudizi e le discriminazioni, molle innestate verso l’inevitabile genocidio: il 16 Ottobre 1943, 100 soldati tedeschi circondarono il getto romano e sequestrarono 1.022 ebrei tra uomini, donne e bambini. Spediti ad Auschwitz, a ritornare furono in 17.
Come ci si può dimenticare questa lezione? Eppure ancora una volta sembra che l'Italia si voglia prestare all’ennesimo esperimento sulla segregazione residenziale. Si tratta di un paragone difficile, eppure non mancano le relazioni tra i pregiudizi che anticiparono le persecuzioni ebraiche e l’odierno trattamento degli zingari.
Il loro immenso, sconnesso, accampamento fuori Roma, noto col nome di “Casilino 900”, potrebbe sconvolgere qualsiasi visitatore a causa delle condizioni disastrose in cui versa. Ma non c’è limite al peggio ed il nuovo campo di “Castel di Decima”, con le sue file di capannoni prefabbricati, lontani miglia e miglia da qualsiasi cosa, appare, se è ancora possibile, ancor più deprimente. Eccezion fatta per le antenne TV e per l’accoglienza dei bimbi intenti a giocare per strada, sembra un luogo di detenzione. Reso ancor più tale da recinti freschi e dalla presenza di poliziotti a sorvegliarne gli ingressi. Nel mese di Febbraio, il Prefetto della capitale, con la motivazione di dover necessariamente fronteggiare l’emergenza, ha stabilito nuove, severe, norme per regolare la vita all’interno dei sette campi cittadini: recintati e posti sotto sorveglianza della polizia. Sebbene la residenza dovrebbe essere temporanea, preludio ad una futura integrazione, non ci sono indicazioni su chi deve essere fatto uscire e su chi viene buttato dentro. Il sindaco di Milano ha annunciato regole simili, in più ha imposto la chiusura obbligatoria del campo alle 10 di sera. Le proteste non sono mancate, ma subito zittite.
Anche il sindaco di Venezia, politico progressista, scrittore e professore di filosofia, ha recentemente dichiarato che nuovi accampamenti sorgeranno a distanza di sicurezza dalle zone “non-zingare”.
Ad allarmarci è proprio l’insistente volontà di giungere ad un allontanamento. Gli accampamenti veneziani rischiano di trasformarsi in un ghetto moderno, lasciando i suoi abitanti in preda a futili ostilità, se non peggio. Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso, è stato acclamato per aver pronunciato “Voglio una rivoluzione, voglio che spariscano tutti i bambini che rubano”. Gentilini è chiaramente un leghista, così come il ministro dell’interno. Pare che i politici non vogliano ascoltare. La storia ci ha insegnato che a dimostrazioni odio, spesso seguono gesti di violenza.
Ringhio gattuso si taglierà lo stipendio, ma voi non scaldatevi troppo! Ovviamente è solamente una proposta, forse una provocazione ammiccante nei confronti di qualche collega frignone. E presumibilmente tale rimarrà, anche quando lo stato maggiore della più grande industria milanese di calcio vintage dovesse chiederne conto direttamente all'attore calabrese. Ciò nonostante, giornali e forum di tutta la penisola calcistica strimpellano già chilometriche lodi in onore di questo San Francesco contemporaneo. Così un giorno potremo ricordarlo come colui che nel pieno della più terribile crisi finanziaria che il mondo abbia mai conosciuto, voleva ridursi lo stipendio da 5 milioni netti di Euro l'anno, a 4.5 milioni netti di Euro l'anno.
Seguendo un lavoro tutt'altro che certosino ho raccolto (vedi foto sotto) 4 delle ultime 7 prime pagine dalla "Gazzetta dello sport". Vi tralascio le restanti tre (i nomi "Ibra" o "Mou" comparivano comunque a nitidissime, ampie, lettere). E' inutile dirlo: si commentano da sole. Sebbene la settimana sia stata segnata da diversi eventi sportivi di portata internazionale - campionati di nuoto ed atletica (in entrambi record straordinari), i nostri giornali preferiscono giganteggiare con titoloni sugli imbarazzanti mal di pancia di "ibracadabra" (). Ora... non chiedo che in italia si parli di sport puliti, magari un pochino "veri"; sarebbe pura utopia. Piuttosto, mi rimane inutile consolazione dimostrarvi come - allo stesso modo che per la politica - anche nel calcio a decidere cosa sia vero, giusto, ma anche bello e straordinario, o più semplicemente a scegliere cosa accada, come accade - e con una propaganda che un qualsiasi Mao invidierebbe - sono i poteri calcistici: Massimo Moratti.
"L'assemblea (del PD) ha capito che era molto meglio evitare l'inutile ordalia delle primarie." (Il mattino 02/09)
Chi ha pronunciato questa frase? Dall'impietosa ademocraticità delle due parole "inutile" ed "ordalia"diremmo tutti Silvio Berlusconi. Vero?! Niente affatto! Anche se poco ci manca. Il vero autore è tale Nicola Latorre, senatore pugliese del PD e berlusconiano di serie B.
Avete compulsato il libro, per lui avete frequentato interminabili seminari, ora preparatevi ad assistere al musical.
Alcuni produttori Cinesi stanno tentando di trasformare "Das Kapital" (Il Capitale) in un'opera teatrale. Se Marx approverebbe o meno un lavoro destinato a sfamare la nuova borghesia cinese, è materia su cui speculare. Ma il regista, He Nian, rassicura che unirà elementi tipici dei musical di Broadwai o Las Vegas a rappresentazioni educative: "lo stile non importa, ciò che conta è che le sue teorie non verranno distorte". A garantire sul "rigore intellettuale", l' "arruolamento" di Zhang Ju, noto professore dell' Università di Fudan. Insomma, una vera sfida. Sebbene in passato, due opere di scrittori contemporanei a Marx, Dickens ed Hugo, come lui critici verso il sistema societario del diciannovesimo secolo, siano già diventate musical di grande successo: stiamo parlando di "Oliver" e de "I miserabili". A differenza dei due celebri romanzi però, Il capitale, non è favorito da una trama avvincente.
"Opponendosi alla diffusione dei condom, il Papa sembra voler dimostrare che, per lui, il rispetto per i Dogmi, conti più della vita degli Africani". (Rebecca Hodes, Nyt 18/03/2009)
Non scherzo, ne sono vittima di un delirium alcolico. Il problema è che ci troviamo da un lato, un partito, inqualificabile quando agisce ed orripilante quando parla (il Pdl), ma forte è coerente nel saper dare ad un solo uomo quel diritto monarchico all'autodeterminazione. Dall'altro lato invece c'è una sua fotocopia, uscita male, malissimo, composta da gente che parla di sovranità degli aderenti ma rigetta primarie e dialogo, che parla di carta costituente ma delle sue disposizioni se ne fotte (chiedi a fassino ed alle sue rielezioni), che invita all' innovazione, al rinnovo, ma tutt'al più si rinnova come ostello per il meglio della geriatria italica, o più candidamente come condotto fondamentale per i più putridi canali di quella fogna paludosa che è la politica nazionale. Crisafulli e Latorre ne sono il più nitido esempio.