giovedì | by Stefano Reves S.


Diamo il buon esempio!

Bravo ed opportuno Casini nel ricordare che bisogna dare il buon esempio: non può, non deve vincere il fanatismo islamico. Peccato che allo stesso tempo e modo non può, non deve vincere l’integralismo cristiano. Perché si risolve nella sagace retorica del forlanista la differenza tra chi estremista appare, diviene, condotto spesso involontariamente ed inconsciamente, e chi, schiavo dell’inafferrabile Opus Dei, estremista lo è davvero. Ed è così che appare, non meno pericolosa, l’iniziativa del Pera teocon, dei redivivi neocon che, con straordinaria sofistica, riescono a far passare il Crocifisso per Laico. Una serie impossibile di salti mortali, compiuti ed alternati tra retori e benpensanti, fideisti e conniventi. Ed il loro successo è evidente: A è divenuta non A .

Laicità, scritta con L maiuscola, non è il diffamato, alterato, Laicismo: semplicemente è la capacità di saper distinguere tra ciò che ragione di Fede, e ciò che è ragione di Stato.
Sì!, Non sbaglia Casini, il buon esempio bisogna darlo. E' necessario che lo stato guardi con distacco Moschee e Minareti, lo stesso distacco con cui uno stato democratico (democratico per definizione) dovrebbee osservare la Chiesa, affinché per essa non ci siano differenze o privilegi, solo una considerazione paritaria ed egualitaria di dignità; così che l’equazione non finisca con‘‘medioriente:Islam = occidente:Cristianesimo’’.
Ma vallo a spiegare al Presidente della Camera, all’uomo che vede uno stato ‘‘Laico si, ma mai senza Dio’’, o al Calderoli, quel simpatico volto porcino, che annualmente si impegna nell’abluzione sul sacro Po.
Ed il Papa, almeno lui, dovrebbe avere rammarico per questa mistificante e preoccupante omologazione assolutistica del vero. Sì, dovrebbe.