Oggi Repubblica propone un agghiacciante reportage: in Iraq è caccia ai gay. "Fenomeno" umano esploso, comprensibilmente, con la caduta del regime baathista. Ed altrettanto comprensibilmentene sono iniziati i guai. Guai seri. Oltraggiato dalle potenti ma polverose autorità religiose, perseguitato dalle giovani ed impreparate istituzioni, allontanato dalle imbarazzate comunità familiari. L'omosessuale iracheno deve affrontare questo. Una storia che a noi sembra vecchia di secoli (ma in realtà molto più recente!). Eppure inevitabile, prevedibile. Le rivoluzioni non si fanno in pochi mesi e quelle culturali sono le più complesse, le più dure e sanguinarie che l'umana specie debba affrontate. Ed a pagarne le conseguenze peggiori sono sempre le minoranze. Ma il cammino, forse, è iniziato. Riprendo l'articolo: "Sempre più spesso per strada capita di incontrare donne senza velo. [...] Le famiglie si radunano nei parchi per un picnic, e sono sempre più numerosi quelli che escono di sera." Non sono queste, notizie per cui esultare? Poche righe, vero, poco significanti, forse, ma non danno un senso alle decine di migliaia di vittime di questa terribile ed ingiusta (ma quale guerra non lo è) guerra? Fino a pochi anni, ma che dico!, fino a qualche mese fa, in quanti le avrebbero pensate realistiche, possibili? Chi mai avrebbe potuto scriverle con Hussein al potere, senza rasentare la follia od una perversa adorazione per un regime tanto cinico ed atroce?
Per chi non ha avuto la sfortuna di seguirlo in diretta. Oggi, 7 Aprile, 2009, Tg1 delle 13, la giornalista legge il dispaccio di redazione in cui si esaltano gli ascolti record delle trasmissioni RAI dedicate all'immane sciagura che è il terremoto abruzzese.
Mi arrendo! D'ora in avanti lascerò che la Gazzetta perseveri indisturbata nella sua masochistica opera di rincoglionente imbonimento filocalcistico. Il malato è incurabile. Dopo il terzo oro europeo della Cagnotto, dopo l'incredibile vittoria del Treviso Volley in Champions League, i sintomi sembrano avvalorare inconfutabilmente la cronicità irrisolvibile della patologia: titolissimi in onore dell'ennesima inutile giornata di campionato. E' troppo per il fegato di chiunque. Si chiuda il sipario.
Non stupitevi, ma questo è il titolo che l' "Indipendent" ha scelto oggi per un articolo sul nostro Presidente della Camera. Intestazione che ha colpito anche me, stiamo parlando di una testata liberal, filo laborista, nata da una costola del Times e - mio parere - prodotto di ottima qualità.
"Fini è il leader che la sinistra non ha mai avuto. Rischia di diventare l' arma con cui Berlusconi concretizzerà la sua più alta aspirazione: rendere l'opposizione un'inutile formalità".
Prevedibile, stamani in Europa, tutti i giornali menzionavano le recenti gaffes di Berlusconi. Alcuni addirittura, stilano un elenco delle sue marachelle più eclatanti. In Italia - cosa ancor più prevedibile - blog grillini e frustrati giornali d'opposizione hanno dato priorità da attentato terroristico a come la colorita informalità del nostro premier ci assoggetti con regolare periodicità alle risate delle ben più contegnose diplomazie internaziolnali. Tanto che lo stesso leader pidiellino si è visto costretto a dichiarare "mi calunniano". E per una volta, forse!, non ha tutti i torti. In effetti il rimprovero della Regina, l'imbarazzante "attesa" della Merkel, sono materia da giornali gossippari, mica da testate d'informazione. A meno che non si voglia fare di necessità, malizia e peranto non si voglia usare questi fatterelli di poco valore diplomatico come pretesto per schermaglie e delegittimazioni di parte. Infatti, ora che la Merkel ha pazientemente aspettato che Silvio terminasse la telefonata, mentre da casa Windsor fanno sapere che i rapporti con l'amministrazione Berlusconi sono più che mai floridi, a rimanere impressa nella mente dei cittadini europei sarà invece la foto in cui italia usa e russia (chiamiamoli così che è più facile) si abbracciano amichevolmente. Dando l'immagine di tre fratelli affiatati, pronti a discutere pacificamente le sorti del proprio vicinato. E' vero, il nostro grande capo presumibilmente verrà messo in disparte, eppure la sua astuzia mediatica ci lascerà credere l'esatto contrario. Mentre tutto il resto l'avremo già scordato.
Ieri Tania Cagnotto vinceva una medaglia d'oro agli Europei di nuoto. Eppure la Gazzetta odierna se ne dimentica (?!). E, ad onesti titoloni trionfalistici (per una volta che potevamo permettercelo noi italiani!) preferisce un misero/miserrimo "Adriano Ciao". Così anche quei pochissimi sportivi italiani che meriterebbero per davvero quei riconoscimenti giornalistico mediatici - che in altri paesi sarebbero naturale conseguenza di quelli sportivi - vengono spodestati in onore delle marachelle recidive ed infantivi di quegli eroi culattoni e pettinati che prendono il nome di "calciapalloni". Ovviamente dell'inter.
Nessun altro avrebbe potuto descrivere con maggiore, orrido, fervore, l'odierna situazione economico/finanziaria. Vignetta di Martin Rowson, per il "The Guardian" di oggi.
Torna italia.it Per 200 euro te lo faccio meglio. _______________________________________________________________
Dico davvero! E' che mi rode, ma giusto un pòchino, assistere inerme ad un tale sperpero di sonante danaro pubblico. Iniziato qualche anno fa con Rutelli (50 milioni) ed oggi rinvigorito dal progetto del sottosegretario al Turismo, "tale" Michela Brambilla (che ovviamente ha chiesto altri 50 milioni). Dunque, 50 milioni + 50 milioni sarebbero 100 milioni. Cifra immensa, utile per portare a termine un'infinità di rinnovamenti strutturali -ahi! veneranda, italia quanto avresti bisogno di un bel lifting!, e se avanza qualcosa, perché non pensare a qualche "opera di bene"? Ed invece no! Quest'invidiabile gruzzoletto servirà a rinnovare quell'utilissimo portale web del quale nessuno sentiva la mancanza: italia.it. Costato 200 miliardi di lire, pieno di bug (errori tecnici) e mai aperto! Che aggiungere? Per duecento euro, te lo faccio meglio. Dico davvero!
Pensieri illumina(n)ti! _____________________________________________________________________ Ma quale crisi economica?! "Penso che gli americani insistano col gigantizzare le cose, perché a "cervelli rettiliani" piacciono le cose fatte in grande".
Scienziato francese, durante un intervento radiofonico
Ogni giorno che passa, mi accorgo con lucidità crescente, che PD made in USA e PD all'amatriciana sono quotidianamente più prossimi:
Il Dipartimento di Giustizia dell'ammiraglio Obama ha annullato processo e sentenza (per corruzione) a carico di Ted Stevens. (ex) Senatore Repubblicano che la Procura aveva sollevato dall'onorevole scranno.
Grillo lancia una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua fra l'incredulità generale. (Corriere della sera)
Per carità, non sia mai! Una volta, una soltanto, l'on. Grillo doveva onorarci di un confronto vero e diretto con le persone che da 4 anni spupazza comodamente coccolato dalle le pagine del proprio megagalattico blog. Per carità... Non sia mai che per una volta ci dimostri cosa sia un'idea, come per essa di dovrebbe combattere -> discutere. Democraticamente intendo: dialogare per davvero, almeno a quattro occhi! Una volta... una soltanto doveva farlo! Non sia mai... Quanto è facile sbraitare tranquillamente catafratto dallo schermo del proprio monitor. Quanto è facile parlare di libertà, di giustizia, addirittura di verità, quando si è i soli incontestati/incontestabili a farlo. Quanto è facile fuggire via quando si devono centellinare i minuti per le volgarità o, se si è grillosamente vanitosi, limitare il numero di pirmi piani. Quanto è facile essere Beppe Grillo oggi! Eppure non ci voleva molto. Forse c'era quasi arrivato. Sarebbe stata la prima volta. Chissà quando ricapiterà. Se ricapiterà. Fino ad allora la democrazia se ne sarà fatta una ragione.
"Il Primo Ministro non ha poteri!". Quest'affermazione di Berlusconi ha un alto valore pratico. Cerca gli strumenti con cui sciogliere il Parlamento (del quale al momento è soltanto il Presidente) e la frase diventa un mezzo con cui ricattare i suoi alleati. Uno dei tanti obiettivi... il prossimo sarà raggiungere il 51% dei consensi alle Europee. Andiamo avanti!
Conclusione di un articolo pubblicato oggi su "The Guardian".
Quale sarebbe il souvenir da conservare come ricordo per la nascita del PDL? Una matriosca a forma di Silvio, al cui interno ne trovereste fagocitate di più piccole rappresentanti i vari premier avvicendatisi negli ultimi 15 anni. La bambola conserva al suo esterno un messaggio che farà preoccupare i critici ed entusiasmerà i seguaci: Berlusconi non è più uno tra i diversi contendenti politici, ma il padrone indiscusso di una nazione intera.
Non per niente, da quando ètornato al potere per la terza volta, l’opposizione ha iniziato a sciogliersi come neve alpina in piena estate. In meno di un anno l’Unione si è spaccata, il principale partito rivale ha sostituito il suo leader e – grazie all’impatto di una crisi economica globale su una società in cui politica e finanza sono inestricabilmente legate – Berlusconi ha ottenuto un immenso potere su tutte quelle banche ed imprese in difficoltà.
La trasformazione del PDL, da alleanza elettorale a partito vero e proprio è solamente l’ultimo passo di una marcia trionfale. Verso la realizzazione di un sogno politico dove Berlusconi è Leader ed arbitro. Lontano dal destino toccato al suo rivale Veltroni, vittima della sua reputazione di insulso indeciso. Una paura rimane: che Berlusconi estrapoli il termine “libertà” affinché lo legittimi a fare qualsiasi cosa egli voglia. Il Primo Ministro non è infatti abituato ad essere interpellato dai suoi seguaci. Ora che il suo principale “rivale” interno è stato zittito con l’elezione a Presidente della Camera, il nostro Magnate ridanciano e perennemente abbronzato è diventate un vero e proprio Cesare. Ed in vista non ci sono Bruto.
L’Europa ha la memoria corta. Eppure tutti dovrebbero sapere che la storia della segregazione iniziò proprio a Venezia. “Ghetto”, termine che probabilmente prende origine da un’industria del ferro un tempo ubicata in città. Era l’anno 1516 ed il senato cittadino stabilì che tutti gli ebrei veneziani fossero confinati in questo quartiere. Fu così che nacque il primo ghetto del mondo.
La Roma papalina seguì a ruota: nel 1555 gli ebrei furono confinati in un’area chiusa ermeticamente e collegata con l’esterno da due ingressi ben sorvegliati, sbarrati al tramonto, riaperti all’alba. Diverse furono le restrizioni interne: bandita la circolazione moneta “Cristiana”, unica forma di commercio permessa fu il baratto di tessuti. A rendere logico ed accettabile tutto ciò furono i pregiudizi e le discriminazioni, molle innestate verso l’inevitabile genocidio: il 16 Ottobre 1943, 100 soldati tedeschi circondarono il getto romano e sequestrarono 1.022 ebrei tra uomini, donne e bambini. Spediti ad Auschwitz, a ritornare furono in 17.
Come ci si può dimenticare questa lezione? Eppure ancora una volta sembra che l'Italia si voglia prestare all’ennesimo esperimento sulla segregazione residenziale. Si tratta di un paragone difficile, eppure non mancano le relazioni tra i pregiudizi che anticiparono le persecuzioni ebraiche e l’odierno trattamento degli zingari.
Il loro immenso, sconnesso, accampamento fuori Roma, noto col nome di “Casilino 900”, potrebbe sconvolgere qualsiasi visitatore a causa delle condizioni disastrose in cui versa. Ma non c’è limite al peggio ed il nuovo campo di “Castel di Decima”, con le sue file di capannoni prefabbricati, lontani miglia e miglia da qualsiasi cosa, appare, se è ancora possibile, ancor più deprimente. Eccezion fatta per le antenne TV e per l’accoglienza dei bimbi intenti a giocare per strada, sembra un luogo di detenzione. Reso ancor più tale da recinti freschi e dalla presenza di poliziotti a sorvegliarne gli ingressi. Nel mese di Febbraio, il Prefetto della capitale, con la motivazione di dover necessariamente fronteggiare l’emergenza, ha stabilito nuove, severe, norme per regolare la vita all’interno dei sette campi cittadini: recintati e posti sotto sorveglianza della polizia. Sebbene la residenza dovrebbe essere temporanea, preludio ad una futura integrazione, non ci sono indicazioni su chi deve essere fatto uscire e su chi viene buttato dentro. Il sindaco di Milano ha annunciato regole simili, in più ha imposto la chiusura obbligatoria del campo alle 10 di sera. Le proteste non sono mancate, ma subito zittite.
Anche il sindaco di Venezia, politico progressista, scrittore e professore di filosofia, ha recentemente dichiarato che nuovi accampamenti sorgeranno a distanza di sicurezza dalle zone “non-zingare”.
Ad allarmarci è proprio l’insistente volontà di giungere ad un allontanamento. Gli accampamenti veneziani rischiano di trasformarsi in un ghetto moderno, lasciando i suoi abitanti in preda a futili ostilità, se non peggio. Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso, è stato acclamato per aver pronunciato “Voglio una rivoluzione, voglio che spariscano tutti i bambini che rubano”. Gentilini è chiaramente un leghista, così come il ministro dell’interno. Pare che i politici non vogliano ascoltare. La storia ci ha insegnato che a dimostrazioni odio, spesso seguono gesti di violenza.
Ringhio gattuso si taglierà lo stipendio, ma voi non scaldatevi troppo! Ovviamente è solamente una proposta, forse una provocazione ammiccante nei confronti di qualche collega frignone. E presumibilmente tale rimarrà, anche quando lo stato maggiore della più grande industria milanese di calcio vintage dovesse chiederne conto direttamente all'attore calabrese. Ciò nonostante, giornali e forum di tutta la penisola calcistica strimpellano già chilometriche lodi in onore di questo San Francesco contemporaneo. Così un giorno potremo ricordarlo come colui che nel pieno della più terribile crisi finanziaria che il mondo abbia mai conosciuto, voleva ridursi lo stipendio da 5 milioni netti di Euro l'anno, a 4.5 milioni netti di Euro l'anno.
Seguendo un lavoro tutt'altro che certosino ho raccolto (vedi foto sotto) 4 delle ultime 7 prime pagine dalla "Gazzetta dello sport". Vi tralascio le restanti tre (i nomi "Ibra" o "Mou" comparivano comunque a nitidissime, ampie, lettere). E' inutile dirlo: si commentano da sole. Sebbene la settimana sia stata segnata da diversi eventi sportivi di portata internazionale - campionati di nuoto ed atletica (in entrambi record straordinari), i nostri giornali preferiscono giganteggiare con titoloni sugli imbarazzanti mal di pancia di "ibracadabra" (). Ora... non chiedo che in italia si parli di sport puliti, magari un pochino "veri"; sarebbe pura utopia. Piuttosto, mi rimane inutile consolazione dimostrarvi come - allo stesso modo che per la politica - anche nel calcio a decidere cosa sia vero, giusto, ma anche bello e straordinario, o più semplicemente a scegliere cosa accada, come accade - e con una propaganda che un qualsiasi Mao invidierebbe - sono i poteri calcistici: Massimo Moratti.
"L'assemblea (del PD) ha capito che era molto meglio evitare l'inutile ordalia delle primarie." (Il mattino 02/09)
Chi ha pronunciato questa frase? Dall'impietosa ademocraticità delle due parole "inutile" ed "ordalia"diremmo tutti Silvio Berlusconi. Vero?! Niente affatto! Anche se poco ci manca. Il vero autore è tale Nicola Latorre, senatore pugliese del PD e berlusconiano di serie B.
Avete compulsato il libro, per lui avete frequentato interminabili seminari, ora preparatevi ad assistere al musical.
Alcuni produttori Cinesi stanno tentando di trasformare "Das Kapital" (Il Capitale) in un'opera teatrale. Se Marx approverebbe o meno un lavoro destinato a sfamare la nuova borghesia cinese, è materia su cui speculare. Ma il regista, He Nian, rassicura che unirà elementi tipici dei musical di Broadwai o Las Vegas a rappresentazioni educative: "lo stile non importa, ciò che conta è che le sue teorie non verranno distorte". A garantire sul "rigore intellettuale", l' "arruolamento" di Zhang Ju, noto professore dell' Università di Fudan. Insomma, una vera sfida. Sebbene in passato, due opere di scrittori contemporanei a Marx, Dickens ed Hugo, come lui critici verso il sistema societario del diciannovesimo secolo, siano già diventate musical di grande successo: stiamo parlando di "Oliver" e de "I miserabili". A differenza dei due celebri romanzi però, Il capitale, non è favorito da una trama avvincente.
"Opponendosi alla diffusione dei condom, il Papa sembra voler dimostrare che, per lui, il rispetto per i Dogmi, conti più della vita degli Africani". (Rebecca Hodes, Nyt 18/03/2009)
Non scherzo, ne sono vittima di un delirium alcolico. Il problema è che ci troviamo da un lato, un partito, inqualificabile quando agisce ed orripilante quando parla (il Pdl), ma forte è coerente nel saper dare ad un solo uomo quel diritto monarchico all'autodeterminazione. Dall'altro lato invece c'è una sua fotocopia, uscita male, malissimo, composta da gente che parla di sovranità degli aderenti ma rigetta primarie e dialogo, che parla di carta costituente ma delle sue disposizioni se ne fotte (chiedi a fassino ed alle sue rielezioni), che invita all' innovazione, al rinnovo, ma tutt'al più si rinnova come ostello per il meglio della geriatria italica, o più candidamente come condotto fondamentale per i più putridi canali di quella fogna paludosa che è la politica nazionale. Crisafulli e Latorre ne sono il più nitido esempio.
Ho trovato il modulo tramite il quale sarà possibile richiedere la partecipazione di George W. Bush a eventi, cerimonie ed amenità varie. Finalmente il "pantalone" del mio teatrino di marionette no profit, avrà il suo volto...
Sarebbe dovuto essere una settimana terribile per Berlusconi – vedi sotto la voce “Mills”, un terremoto che avrebbe turbato i sogni di qualsiasi altro premier d’occidente – e invece no... per Silvio è stata la settimana della consacrazione. Dell’investitura assoluta a Premier massimo, affrancato persino da quella mezza calzetta del Pd, oggi resa ancor più lisa dalla imbarazzante elezione di Franceschinetti…
Non esageriamo però. Frugare nelle ferite di un malato terminale com'è l'opposizione italiana, sarebbe da codardi o masochisti (che Franceschini/Fassino abbiano gli stessi gusti di Max Mosley?). Sappiamo tutti che la causa principale di questo stato di diritto alla rovescia è quella legge, casualmente studiata ad hoc, per garantire l’immunità del Primo Ministro italiano. Cose da Venezuela.
Niente primarie per il PD. Il voto è tratto. Come come? Dite che non sarebbero state attendibili? E che importa. L'elezione plebiscitaria (oligarchica -> fassiniana) di Franceschini prova ancora una volta che a decidere le sordi dei nostri rappresentanti non è la volontà del cittadino elettore, bensì le necessità politiche delle concentrazioni di potere economico. Comunque andrà a finire, il PD oramai è morto, Franceschini non è da meno e l'Italia segue a ruota.
"Sette volte Primo Ministro d'Italia, nonostante avesse avuto legami con la mafia."
E' la vistosa didascalia comparsa ai piedi di un articolo (indovinate di chi parla?) pubblicato oggi dal "Guardian". Altro che i camuffamenti del Corriere.
Il disastroso esperimento del "Veltronissement" continua la sua marcia involutiva, regalando un invidiabile distacco di 9 punti al suo sfidante, il perfetto sconosciuto Cappellacci. E mentre più fallimentare pacchetto elettorale che mamma italia ricordi, offre così ennesima prova della propria inettitudine sociale, noi ribadiamo le nostre condoglianze anticipate: tanto ci addolora assistre il pargolo PD, nel suo status di malato cronico - se non terminale - sappiamo che troppo avvilente sarebbe per Veltroni staccarsi la spina. Ma noi non pretendiamo che arrivi a tanto... in totale libertà ed autonomia morale, gli chiediamo solamente una cosa... che si alzi dal letto.
"E' il nostro folle, insano progetto: attraversare l'India con un caravan di auto ad energia solare e camion alimentati da Jatropha. Una strada fattibile per la soluzione dei problemi climatici? Il mondo ha bisogno di idee folli, le risposte convenzionali non funzionano più" (dal Nyt di oggi 15/02/2009)
Oggi, giornata cruciale per il mondo ...mentre in Italia ci si interroga circa le possibilità di una legge sul testamento biologico, i G7 stanno studiando impellenti strategie per uscire da una crisi terribile e disastrosa, noi invece decidiamo di supportare il rinomato Guardian in una causa vitale: la guerra delle brassicacee. Incapaci di scegliere tra il cavolfiore britannico ed un salutare broccoletto nostrano.
Il 50% di questo Blog non si presta all'annuale giornata del marketing dei sentimenti, denominata "san Valentino". Ritiene che l'amore sia materia assai più squisita di un paio di topolini - tra l'altro disegnati maluccio - abbracciati su di una luna - tra l'altro cucita maluccio - ove vige il monito "I love You" - Goebbels seppe fare di meglio - e che i bigliettini perugina siano alquanto obsoleti, sostituiti ormai dalle irresistibili frasi stampate sulle bustine di zucchero o sullo scadente biscotto del cucciolone motta.
Epitetato – assai banalmente - as the black Kennedy. Che di suo tutto vuol dire, ovvero non vuol dire nulla. Sarà l’uomo delle battaglie civili? O lo stesso della guerra in Vietnam? – colui che ci ha martellato puntualmente e per due anni con il jingle “change”, sembra aver fatto la sua scelta: continuando a sostenere che (così come aveva fatto la CIA, "visibilmente" politicizzata dall'amministrazione Bush) l’Iran persevera nei suoi approvvigionamenti nucleari e che dall’Iraq no, non se ne andranno.
Allora più che Kennedy Nero… Obama pare essere diventato il Mastella mulatto.
Non mi aspettavo celebrazioni imperiali. Eppure fin'ora l'unico a menzionarlo è stato il ciambellone (per i tecnici l'header) di Google. Giornali, tv, radio ciarlatani e ciambellani vari hanno preferito un rispettoso (?) silenzio. Peccato... o forse meglio così.. ricordare il bicentenario dalla nascita dell'uomo che più di ogni altro ha rivoluzionato il nostro modo di interpretare il mondo non è cosa per Barbara D'urso o Enrico Vaime. Del filantropo - tra i più combattivi intellettuali a battersi per l'abolizione della schiavitù - scrittore - The voyage of the beagle fu da subito un successo straordinario - dello scienziato, ricercatore meticoloso ed instancabile - le sue indagini sterminate, hanno interessato dai lombrichi alle teorie sulla formazione della barriera corallina. Innovativo e per questo discusso. Ribelle, come definire altrimenti colui che in piena età Vittoriana ci ha insegnato che delle bacche possono conservarsi in pieno oceano per poi colonizzare un'isola remota, anche dopo mesi di navigazione e che le femmine di alcune specie selezionano i loro compagni per mezzo di fattori estetici. "Ridicolo" è stato definito... e lo sarebbe ancora oggi, se 50 anni dopo la sua scomparsa qualcuno non avesse scoperto la biologia molecolare.Che dimostra come, a partire dal Dna, l'evoluzione naturale operi, iniziando dai geni. E siamo certi che oggi, fosse qui tra noi, riderebbe compiaciuto per tutto questo, ma di certo non ne sarebbe sorpreso.