e nulla sa
al parlamento
trionferà
(A. Ghislanzoni)
mercoledì | by Stefano Reves S. | Ghislanzoni, ministri berlusconi
martedì | by Stefano Reves S. | 8 e mezzo, colpevoli cause, Marci Busceglia, Nichi Vendola, sconfitta elettorale, sinistra arcobaleno
Tutta colpa delle cause
"vorrei parteicpare alla discussione delle cause, senza ricercare colpevoli" (Nichi Vendola, ieri sera a 8 e mezzo)
Avrà una buona retorica Vendola, sputacchiosa ma credibile, sarà pure diventato il primo governatore comunista omosessuale della puglia ''sanfedista'', della repubblica italiana e dell'europa tutta, avrà persino affiancato Marco Bisceglia e le sue nobili battaglie, ma a quanto pare, non ha ancora capito che una causa appartiene comunque, inevitabilmente, a dei colpevoli.
lunedì | by Stefano Reves S. | berlusconi, dell'utri, elezioni, putin
Discutendo con amici russi di politica italiana, mi sono sentito rinfacciare che noi siamo bravi a criticare Putin, a denunciare la deriva autocratica russa, le elezioni finte, l’avvento imposto dal Cremlino di Medvedev, la corruzione e la sgangheratezza industriale del loro Paese ma poi dimentichiamo che in Italia “avete Berlusconi”. Il quale sarà anche “amico” di Putin, ma non ha affatto una buona stampa nemmeno in Russia. Gli ho risposto che mi vergogno di un paese che vota ancora per uno come Berlusconi. Il quale, nel giro di 48 ore, è riuscito nell’ignobile impresa di chiedere la perizia psichiatrica per i magistrati che indagano - suppongo, su di lui - ha evitato accuratamente il confronto tv con Veltroni (ne sarebbe uscito schiacciato), in questo imitando perfettamente Putin e Medvedev, un atteggiamento arrogante, tracotante e assai poco democratico. Inoltre, dulcis in fundo ha detto no al patto bipartisan di lealtà repubblicana. Senza dimenticare che ha accusato di comunismo il suo avversario, il che ha fatto sghignazzare persino i miei amici russi; ha ricominciato con la solita lagna dei brogli elettorali, e lo ha gridato in tv, davanti a compiacenti giornalisti che evitano accuratamente di fare qualsiasi domanda imbarazzante (la differenza con gli Stati Uniti è mostruosa). Uno poteva pensare che avesse finito. Invece no, l’ineffabile Berlusconi che in qualsiasi altro paese sarebbe finito certamente non in parlamento (in America non sono affatto teneri con chi giustifica l’evasione fiscale o ha avuto società ombra come All Iberian alle Channel Islands) ha attaccato il Quirinale, perchè è l’unica istituzione che ancora per cinque anni non può papparsi, e ha avuto la spudoratezza di dire che in Italia manca “un regime di piena democrazia” perché la sinistra “occupa” tutto. Il bello è che almeno la metà degli italiani lo ascolta e lo andrà a votare: quando proprio una sistematica campagna d’acquisti ha fatto crollare prima il governo Prodi e ha poi inglobato persino fascisti dichiarati come Giuseppe Ciarrapico. Nemmeno dinanzi a questi metodi da repubbliche delle banane la gente ha aperto gli occhi: con la benedizione della Chiesa, crede o gli fa comodo di credere alle baggianate elettorali del capo di Forza Italia. Gli amici russi mi hanno preso in giro: “Vedi? Quasi quasi siete peggio di noi: almeno la Russia ha gas e petrolio…”.
Ho risposto: “Il nostro Paese ha ancora tanto da essere saccheggiato”. Non ho fatto in tempo a tornare a casa che aprendo il computer ho letto delle sconcertanti dichiarazioni di Marcello Dell’Utri, il braccio destro politico di Berlusconi. Inneggiava allo stalliere mafioso Vittorio Mangano (morto in stato di detenzione, peraltro condannato definitivamente all’ergastolo per omicidi e mafia) indicandolo quale “eroe” perchè non aveva fatto dichiarazioni “contro di me e Berlusconi”. Aveva tenuto la bocca chiusa: appunto, un eroe dell’omertà mafiosa. Così, Dell’Utri, pure lui condannato per fatture false e, in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa (nove anni) ha minacciato la vendetta: verranno riscritti i libri di storia cancellando la Resistenza.
Davvero, mi vergogno profondamente di dover convivere con gente come questa.
L. Coen
domenica | by Stefano Reves S. | Hillary Rodham Clinton, Michael Ramirez, Oil, satira
Iniziamo la settimana di Domenica, in perfetto english stile, all'ora del tè, ma con pasticcini americani.
La dipendenza
sabato | by Stefano Reves S. | Al Jazeera, Barbara Serra, BBC, berlusconi, Carfagna, elezioni 08, Le Figaro, Prestigiacomo, stampa estera, Time
Italiens
L'irriverenza di giornali e tv estere dopo le elezioni
-‘’Si prospetta un periodo colorito per la politica italiana, è sempre così quando c'è in giro Berlusconi (BBC)’’’
- "Certamente con Berlusconi al governo ci sarà di nuovo da ridere in Europa" ;
-L'età non lo avvizzisce, e le gaffe non fermeranno i suoi elettori (Figaro)
- E' tornato... il glamour team contro l'emergenza rifiuti (accanto due foto dell' On. Carfagna e dell' On. Prestigiacomo, nda) (Time).
- "Restiamo tutti sbalorditi in Europa quando ci rendiamo conto che dalla II guerra mondiale si sono succeduti 62 governi in Italia";
- "La politica italiana viene osservata all'estero perchè sappiamo che suscita ilarità"
- "A volte noi giornalisti all'estero ci chiediamo perchè parlare delle elezioni italiane.. tanto fra due anni ce ne saranno altre!" (Barbara Serra, Al Jazeera)
“Dopo il Giappone l’Italia è la naziona con la classe politica più vecchia del mondo e più passa il tempo più tale caratteristica si accentua” (Le Figaro).
venerdì | by Stefano Reves S. | Binyam Mohammed, CIA, Fandango, Thompson, Torture, Trevor Paglen
“Le leggi sono cambiate… non ci sono avvocati”
Dichiarazione di un funzionario CIA al detenuto Binyam Mohammed, prima della spedizione del prigioniero in Marocco per le torture. Dal libro: “Gli aerei della tortura” (di Trevor Paglen e A.C. Thompson, edito da Fandango), uscito in questi giorni: è un viaggio dell’orrore fra i dettagli del programma segreto Usa di deportazioni illegali. G.C.
giovedì | by Stefano Reves S. | berlusconi 2008, cariche europee, Frattini, parlamento europeo, Sarkozy
Berlusconi in Europa
Tredici milioni di italiani hanno deciso di rimandare Silvio Berlusconi a rappresentare il nostro Paese in Europa. Al di là delle facili battute sulle corna e le barzellette scollacciate ai vertici internazionali, è evidente che il ritorno della destra, e di questa destra supportata da una Lega forte, alla guida dell’Italia modifica profondamente gli equilibri europei. Il ribaltone avviene in un momento critico in cui l’Europa, superato il capo del Trattato di Lisbona, si prepara a rinnovare i propri vertici e a rifondare le proprie strategie.
Vediamo che cosa cambia.
1 - Innanzitutto, dopo le dimissioni del liberale belga Verhofstadt, la sconfitta del centrosinistra italiano toglie dalla scena l’ ultima forza politica europea che potesse dirsi davvero federalista.
2 - L’arrivo di Berlusconi spiana la strada alla conferma del suo amico Barroso alla testa della Commissione europea. Essa inoltre rafforza le ambizioni di un altro
3 - Il ritorno di Giulio Tremonti alla guida dell’economia, e l’affinità tra Berlusconi e Sarkozy, avranno senza dubbio come effetto di frenare le spinte liberiste e di accentuare quelle protezioniste per far fronte alla crisi economica.
4 - Più in generale, con la vittoria della destra, l’Italia si allinea a Francia, Germania e alla maggioranza degli altri Paesi europei dove sono al governo forze legate al PPE. Zapatero appare più che mai isolato anche perché Gordon Brown, ammesso che si possa considerare di sinistra, è ormai un’anatra zoppa.
5 - Infine una considerazione più “domestica”. Con la vittoria di Berlusconi, l’Italia si ritrova nella solita situazione di penuria di quadri politici di alto livello da proporre in Europa, proprio in un momento in cui si stanno per ridistribuire le poltrone del potere. Franco Frattini, che sarebbe stato uno dei pochi volti della destra spendibili in Europa, sarà ministro degli Esteri. Chi, nel PDL, potrebbe candidarsi al posto di ministro degli esteri dell’Unione, o di presidente del Parlamento europeo: due cariche a cui l’Italia potrebbe legittimamente ambire? E potrebbe il “nuovo” Berlusconi, almeno in questa occasione, scoprirsi un’anima bipartisan alla Sarkozy e appoggiare qualche esponente dello schieramento sconfitto? La risposta non tarderà ad arrivare.
Andrea Bonanni
mercoledì | by Stefano Reves S. | Benedetto XVI in america, preti pedofili
Il Papa negli States
L'America che Crede
Benedetto XVI sbarca in un’America coinvolta come non lo era da decenni nel rush finale per la scelta del sostituto di George Bush. Colui che tanto ha fatto in questi anni per inseguire l’ingombrante fantasma di George senior, riuscendo invece nel poco ambito intento di far disinnamorare gli americani dal teatrino amministrativo come mai nessun altro prima di lui, acciuffando il record di astensioni durante l’ultima tornata elettorale. Più della metà dei votanti. Eppure l’aria pare cambiata, Clinton e Obama non saranno Roosvelt e Keyenes ma stanno riuscendo nell’impresa più improba dallo scoppio della guerra irachena, far recuperare agli elettori la fiducia nelle istituzioni. Ed allo stesso modo Benedetto XVI non sarà Giovanni Paolo II, che nella sua ultima visita riuscì ad impressionare positivamente il 90%* dei cattolici d’America, eppure il 74% di sostenitori tra i credenti a stelle e striscie (29 milioni in tutto) sono pronti a dargli il benvenuto, quasi travisando gli innumerevoli tentativi dell'allora Cardinale Ratzinger, di insabbiare i ripetuti scandali sessuali, costati già alla diocesi romana 2 miliardi di dollari come rimborso per le vittime delle molestie. Beneplacito a parte, che qualcosa cambi nei restanti 5 giorni l’America che crede lo chiede ad alta voce: più tatto nelle questioni sociali, su tutti pugno di ferro per debellare una volta per tutte l’onta dei ‘‘preti pedofili’’. Questione legata inevitabilmente ad altri due delicatissimi punti su cui Benedetto XVI dovrà rispondere da queste parti, garantire il diritto di matrimonio ai prelati, offrire l’ingresso nel sacerdozio alle donne. Sette milioni di americani, tra i 29, quelli che non si riconoscono nell’istituzione religiosa, sono pronti a storcere il naso.
*questo ed i restanti dati provengono da un sondaggio del Washington post (Aprile 2008)
martedì | by Stefano Reves S. | berlusconi, elezioni 2008, vince pdl
Un'altra opportunità
Benvenuti nel 2001, verrebbe da dire ad uno che le chiacchiere in salsa Berlusconi non le digerisce affatto.Pertanto non azzardatevi a tirar fuori l’abbuffata di ieri, 141 porzioni di senatori pidiellini granellati con 23 lùmbard sarebbero da colica per il duodeno di ferro di Margaret Tatcher. Eppure chi avrebbe mai pensato che a fine giornata anche il digestivo più dannoso, Porcellum, si sarebbe rivelato il miglior peptico per questo disastrato stomaco emotivo. Severo e fazioso infatti, ma anche compassato e dall’altissimo gusto morale… non sto parlando del mio, o meglio anche, ma dell'opportuno supporto che la neonata opposizione vorrà e dovrà garantire alla maggioranza di Berlusconi. Felicissima ed astutissima come e più che mai, questa volta riuscirà, una volta per tutte, a risolvere le questioni giudiziarie del Boss ed a mettere una pietra tombale sul suo conflitto di interessi. Ma poco importa oggi. E’ ora di preferire l’italia che produce opportunità e che si rilanci in una direzione ben definita, all’italia dei fronzoli dell’etica irreprensibile e del giustizialismo. Per quanto mi faccia ribrezzo dirlo, ma mai porcellum elettorale fù toccasana migliore. Abbiamo una rotta. In fondo è questo ciò che contava. E poi mancano solo 5 anni al 2013, quando ipoteticamente finirà il ciclo Berlusconi e si chiuderà il calendario Maya.
domenica | by Stefano Reves S. | berlusconi, elezioni, paolo guzzanti, stefano reves, vittoria
Vincerando di Stefano Reves e Paolo Guzzanti
Vincerà Berlusconi. Dicono sia scontato… Scontati saranno i sondaggi, nonostante la loro inconsistente affidabilità (2006 docet). Scontato è lo sdegno scandagliato a tutte le profondità, scontati sono i milioni di chilometri tra gli italiani e le scontate indagini di Renato Mannheimer accanto a cui siederanno ab aeterno i soliti volti scontati, pronti a scontrarsi, era scontato, immersi tra fesserie infantili e fotocopiati programmi fotocopia. Non lamentatevi dunque se a fine giornata scontata sarà la mia rassegnazione, assieme all’intaccabile abulia che mi lega a questa poltrona a poche ore dalla chiusura dei seggi… Quando il mio voto è ancora tutt’altro che scontato.
sabato | by Stefano Reves S. | china, free tibet, tibet
giovedì | by domenico

Problem solving:
I problemi si risolvono a valle
Ci mancava solo lui, Mr prezzi! Antonio Lirosi, dal curriculum rispettabilissimo, è il nuovo paladino dei cittadini. Signori non disperate se il vostro potere d'acquisto sta diminuendo, e se gli stipendi non aumentando risentono dell'inflazione, da qualche settimana grazie al nuovo garante, oltre ad essere piu' tutelati, recupereremo anche il maltolto.
Ironia a parte, viene da chiedersi, il motivo per il quale si continuano ad "inventare" authority, per tutelare i piu disparati diritti, invece che, colpire i problemi dalla radice, con poteri e sanzioni reali.
Sembra assurdo ma in Italia, attualmente ci sono circa 15 authority, e risulta addirittura difficoltoso individuarle tutte, sia chiaro che, ognuna di esse, è dotata di un proprio apparato amministrativo. Partendo dal presupposto che settori vitali, meritano un'attività di vigilanza e garanzia peculiare, viene da chiedersi se frammentando i diversi settori(e limitandone i poteri) si raggiunge l'obiettivo, oppure, sarebbe opportuno e preferibile centralizzare un'unica e forte autorità centrale, con poteri sostanziali e forti.
Oggi abbiamo Consob,Isvap,Antitrust,Cnipa(informatica nelle PA),Agcom, e ancora le autority relative a elettricità e gas,privacy,fondi pensione,lavori pubblici, inolre esiste il garante del contribuente per il fisco e la burocrazia,per le società no-profit e onlus,per le fondazioni bancarie, per i trasporti, quella che tutela i diritti dei detenuti, e per finire quella guidata da Mr Prezzi...
Per rifletterci su, vi riporto la famosa storiella della "gara di canoa":
-Una società italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.
Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivo' il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro.
Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l'anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema.
Il gruppo di progetto scopri' dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano.
In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacita' gestionale: ingaggio' immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.
Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c'erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare.
Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei super visori e uno ai remi.
Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: "Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilita' ".
L'anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri.
La società italiana licenzio' immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.
La società di consulenza preparo' una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.
Al momento la società italiana e' impegnata a progettare una nuova canoa-.
martedì | by domenico

Le pastiche de Societe Generale
"Profumo" d'affari...
E' il 25 gennaio, quando si viene a scoprire tramite le varie agenzie di stampa, che la seconda banca di Francia, Societe Generale, ha scovato una truffa interna, dove, un abile broker ha causato una notevole esposizione, ai danni dell'istituto, sull'indice Euronext scommettendo su future e derivati.
La memoria riporta immediatamente al crack della pregiatissima "Banca della regina", ormai defunta Berings, quando Leeson, un suo operatore, dagli uffici di Singapore causo' perdite di 1,4 miliardi di dollari alla banca, e quindi la conseguente insolvenza, per aver malamente operato sul mercato dei derivati di Hong Kong.
Ma "il rimandare" è un' operazione "automatica" della memoria, non controllata nella sua immediatezza, dalla ragione. Esatto, perchè la ragione , e i successivi rumors, hanno portato alla luce fatti ben piu sconcertanti di una semplice "truffa".
Infatti si apprende ad oggi che, Jerome kerviel, ha operato "indisturbato", fino ad esporre la banca con 50 miliardi di euro, riuscendo ad eludere i controlli inforamtici interni, i controlli dei sistemi di vigilanza interbancari, la Banca Centrale Francese, grazie esclusivamente, alle sue competenze informatiche, accumulate durante gli anni passati nel backoffice di Socgen, proprio nei sistemi di monitoraggio interni.
Stop, un attimo. Puo' essere possibile tutto cio'? Puo' un perfetto mr "x" affossare un banca del genere, solo grazie alle sue capacità informatiche, e per il solo intento di "fare carriera", ovvero dimostrare le sue capacita di trading?? Ovviamente no.
Perchè lentamente viene fuori che l'Euronext aveva ampiamente avvisato il CDA di Socgen della "sproporzionata" esposizione sul mercato dei derivati, inoltre si apprende che la stessa banca abbia importanti affari legati alla crisi dei subprimes americani(denunciata esposizione per 2 mld).
Quindi si potrebbe pensare che la perdita di 5 miliardi di euro imputata a Kerviel, sia in realtà un toppa, un anzi un tappo, per non evidenziare quanto la Socgen sia coinvolta nella crisi americana, tale da far avere ripercussioni anche sul mercato europeo, che fino ad oggi è indicato da tutti come sano, o meglio, toccato solo marginalmente dal marasma USA.
Ma puntualmente Kerviel ammette di non essere stato il solo a "oscurare" tali operazioni, ma che godevano del benestare di "qualcuno", e soprattutto una banca "esperta in derivati" non puo non accorgersi di un coinvolgimento in Euronext del genere in 2 giorni, perchè per arrivare a tale livello ci vogliono mesi! Il quadro poi assume tinte ancora piu oscure, quando si scopre che un membro del CDA
Robert Day, ha venduto pochi giorni prima dello shock, 90 mln di euro di titoli della stesa Socgen.
Che sia stato un mega-piano, di qualche oscuro dirigente, tramite hedge found, sperduto dei paradisi fiscali, per fare soldi a palate, per poi fare ricadere tutto su un insulso trader interno(e sugli azionisti,ndr)?
Purtroppo difficilmente lo scopriremo, intanto i Manager dopo essersi visti respingere le dimissioni, stanno cercando di rimettere in piedi la banca, che ha accusato forti svalutazioni.
Per questo a Parigi c'è uno strano Profumo nell'aria, probabilmente quel Profumo si chiama Alessandro, l'AD di Unicredit, il colosso italiano, che è in piena campagna acquisti da svalutazioni. Infatti, nonostante le smentite, Profumo è realmente intenzionato ad espandere il suo impero, e dopo aver sondato il terreno USA, per Merril Linch, punta gli occhi su Societe Generale.
Dunque, per i francesi una grossa batosta, in ambito finanziario, per il quale in tanti si muovono su diversi fronti, ma l'impressione è che la partita sia ancora da giocare.
domenica | by domenico

"Responsabilità" o "populismo"?
tante domande poche certezze...
Prodi, non ce l'ha fatta, nonostante il richiamo alla responsabilità istituzionale, il suo appello è caduto nel vuoto. Egli richiamava alla compattezza i suoi, anche ricordando l'attuale situazione nazionale(egregiamente descritta nel mahjong all'italiana), ma i "saltimbanchi" dell'udeur e i "pulcini" diniani hanno decretato la fine di questa esperienza di governo; adesso , dunque, quali scenari si prospettano dinnanzi ai nostri occhi??Bene, le domande sono tantissime ma le risposte, come sempre, scarseggiano.
Sarebbe opportuno un governo tecnico, oppure la cosa migliore è andare alle elezioni??
In questo senso due riflessioni sorgono spontanee, ovvero:
Ha senso ritornare alle urne per formare un parlamento deciso dalle segreterie dei partiti??
La nuova maggioranza avrebbe i numeri necessari anche al senato??
Non sarebbe, a mio parere, auspicabile un governo composto da personalità illustri come Monti, Draghi, Bassanini, Vaciago, Boeri , giustappunto per redarre un testo comune di riforma elettorale con soglia di sbarramento adeguata, premio di maggioranza anche al senato, e soprattutto il ritorno delle "preferenze"??
Ovvio, poi, sarebbe proprio il massimo se lo stesso governo tecnico mettesse mani anche all'impostazione istituzionale italiana, cercando di eliminare il bicameralismo perfetto, riducendo il numero dei parlamentari, conferendo maggiori poteri al premier...ops, scusate sto divagando da inguaribile ottimista, dimentico di vivere nella repubblica delle Banane, ormai tristemente nota in tutto il mondo.
Torniamo ai nostri questiti...
Berlusconi realmente otterrebbe la maggioranza anche al senato, sufficente per governare, per arginare i soliti tiratori scelti onnipresenti in ogni coalizione??
E Mr "ma anche" Veltroni, con il suo charme da salvatore della patria, riuscirebbe, in campagna elettorale, a far passare in secondo piano, la pessima eredità, che, in termini d'immagine, gli ha lasciato Prodi??
E l'elettorato di centro destra, si sente ancora rappresentato dall'eterno Berlusconi? Ricordiamo che solo poche settimane fa, lui, Fini e Casini non si guardavano piu in faccia...ah, già scusate anche stavolta richiamavo alla moralità politica, dimenticando la nostra amata repubblica(con la "r" minscola).
Tante domande, pochissime risposte, e mentre la nostra classe politica si accapiglia, e incartapecorisce le istituzioni, il paese va in malora.
W le banane!
martedì | by domenico
Mahjong all’italiana…
Tecniche di disfattismo qualunquista
Inizio la mia attività di blogger ringraziando l’amico Stefano, per l’ospitalità, anche se virtuale, nel suo blog, ed auspicando che insieme si possano raggiungere risultati interessanti sul piano dell’informazione e degli “spunti socio-culturali”. L’ intento, infatti, sarà quello di stimolare e pungolare le fervide menti della blogserfa, senza soffermarsi sull’aspetto meramente cronachistico della realtà rilevata, ma ponendo attenzione verso quei lati meritevoli, oltre chè dell’attenzione, anche, e soprattutto, della “ragione” di chi legge.
Non è consuetudine, nel mio modo di fare e di pensare, adottare il disfattismo come pregiudizio base nell’analisi dei fatti, ma è quanto, superficialmente, emergerà da questa simpatica e goliardica (non troppo) operazione che mi appresto a presentare.
Prendo spunto dal celebre gioco del “Mahjong”, dove, comunemente, vengono utilizzate le tessere da domino, che presentano alle 2 estremità un numero; affinché sia possibile affiancare un'altra tessera è necessario che quest’ ultima presenti, ad una delle 2 estremità, un numero coincidente con la tessera alla quale ci si affianca.
Il mio scopo sarà giocare al mahjong “all’italiana”, cercando di “intessere” tutte le contraddizioni e i fattacci che ci rendono protagonisti nel mondo, bene…comincio!!
E come non farlo partendo dalla,ormai mitica, “monnezza".
In tutto il mondo parlano della MONNEZZA campana chiedendosi come mai ancora nessuno degli amministratori abbia dato le DIMISSIONI;
Le DIMISSIONI le ha date (finalmente ndr)il MINISTRO Mastella, dopo che l’intero udeur campano (moglie compresa) è risultato sotto indagine ed ai domiciliari;
Intanto in Parlamento, sempre per la monnezza, il MINISTRO Pecoraro ha evitato la sfiducia per un soffio, mettendo definitivamente il GOVERNO in crisi;
Crisi di governo continuamente accentuata dal ministro DI PIETRO, per le sue esternazioni in ambito giudiziario, dimenticando che lui è ministro del dicastero delle INFRASTRUTTURE;
A proposito di INFRASTRUTTURE che latitano da decenni, Ricordiamo i principali vettori di trasporto nazionale:ALITALIA e TRENITALIA;
Nonostante gli aumenti tariffari, TRENITALIA è sempre inefficiente e soprattutto in rosso, ne frattempo la “compagnia di bandiera” ALITALIA sta per essere ceduta;
ALITALIA, azienda tecnicamente fallita da anni è in preda alle follie dei sindacati, TRENITALIA che vede maturare il suo mostruoso debito,cosa hanno in comune?? In passato hanno avuto lo stesso amministratore CIMOLI;
CIMOLI che percepisce una buona uscita (calcio in culo,ndr) per lasciare Alitalia dal fidato amico PRODI;
PRODI che ormai è sempre rammaricato, non digerisce l’ascesa del suo successore VELTRONI;
VELTRONI che progetta la nuova legge elettorale con BERLUSCONI, per far fuori i piccoli partiti e per evitare il referendum;
BERLUSCONI, ormai affranto dall’impossibilità di essere immortale, non si perde d’animo ed attacca il ddl GENTILONI sulla riforma delle tv;
Il ministro GENTILONI che si appresta a prepare il solito pastiche con il Wimax, in quanto includenella gara d’asta anche le compagnie telefoniche,in evidente CONFLITTO D’INTERESSE;
Il CONFLITTO D’INTERESSE è il comune denominatore della Borsa italiana, che intanto vede riverberarsi su tutti gli indici gli effetti negativi della crisi-mutui americani, dove sono coinvolte anche BANCHE italiane;
BANCHE italiane, che intanto spacciando “derivati” come fossero bancomat, hanno indebitatomezza classe imprenditoriale e tantissimi enti pubblici, ormai in fase di FALLIMENTO….
Sarebbe opportuno fermarsi qui, anche perché le cose dette sono troppe, la carne al fuoco è tanta, e la pazienza comincia a scarseggiare.
venerdì | by Stefano Reves S. | guerra preventiva, Iran, politica estera, Usa
La verità sull'Iran
Dal New York Times, 17/01/08,
articolo di William O Beeman, traduzione di Stefano Reves
‘’Bush reclama unità contro l’Iran, nel frattempo già d’accordo a cooperare con l’Agenzia Nucleare’’
Il Presidente Bush continua a colpire un cavallo morto con i suoi tentativi di persuadere il mondo arabo a prendere una posizione ostile nei confronti dell'Iran.
Gli stati arabi della regione di Golfo sono legati profondamente all’ Iran da ataviche cravatte etniche e storiche, in particolare gli Emirati arabi sono ricettacolo per centinaia di milioni di dollari (e di euro) di investimenti iraniani.
Potenti famiglie di commercio attraversano il Golfo, con membri in Iran ed arabia. L'idea che un piccolo jawboning, seppur ad opera di un presidente degli Stati Uniti, possa cambiare configurazioni vecchie di secoli è patentemente assurda.
Come prima cosa, gli Stati Uniti farebbero bene a comprendere la cultura delle regioni nelle quali sperano di mantenere il controllo, per poi lavorare tenendo conto delle mappe culturali esistenti, piuttosto che tentare di far rivoltare contro nazioni come quelle con cui gli iraniani hanno relazioni interdipendenti e di vecchia data.
mercoledì | by Stefano Reves S. | democrazia, dialogo, socrate
dedicato ai ''Sapienzani''
Sul Dialogo...
La democrazia è discussione, ragionare insieme; è, socraticamente, filologia. Chi odia discutere, il misologo, odia la democrazia, forma di governo discutidora. Alla persuasione preferisce l´imposizione. Maestro insuperabile dell´arte del dialogo, cioè della filologia, è certo Socrate, cui si deve la denuncia di due opposti pericoli. Vi sono - dice - "persone affatto incolte", che "amano spuntarla a ogni costo" e, insistendo, trascinano altri nell´errore. Vi sono poi però anche coloro che "passano il tempo nel disputare il pro e il contro, e finiscono per credersi i più sapienti per aver compreso, essi soli, che, sia nelle cose sia nei ragionamenti, non c´è nulla di sano o di saldo, ma tutto va continuamente su e giù". Dobbiamo guardarci da entrambi i pericoli, l´arroganza del partito preso e il tarlo che nel ragionare non vi sia nulla di integro. Per preservare l´onestà del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verità dei fatti. Sono dittature ideologiche, quelle che li manipolano, travisano o addirittura creano o ricreano ad hoc. Sono regimi corruttori delle coscienze «fino al midollo», quelli che trattano i fatti come opinioni e instaurano un «nichilismo della realtà», mettendo sullo stesso piano verità e menzogna. Gli eventi della vita non sono più «fatti duri e inevitabili», bensì un «agglomerato di eventi e parole in costante mutamento (su e giù, per l´appunto), nel quale oggi può essere vero ciò che domani è già falso», secondo l´interesse del momento (Hannah Arendt). Perciò, la menzogna intenzionale - strumento ordinario della vita pubblica - dovrebbe trattarsi come crimine contro la democrazia. Né intestardirsi, dunque, né lasciar correre, secondo l´insegnamento socratico. Il quale ci indica anche la virtù massima di chi ama il dialogo: sapersi rallegrare di scoprirsi in errore. Chi, alla fine, è sulle posizioni iniziali, infatti, ne esce com´era prima; ma chi si corregge ne esce migliorato, alleggerito dell´errore. Se, invece, si considera una sconfitta, addirittura un´umiliazione, l´essere colti in errore, lo spirito del dialogo è remoto e dominano orgoglio e vanità, sentimenti ostili alla democrazia.
(G.Z. dal Convegno Nazionale del CIDI il 4 marzo 2005)
martedì | by Stefano Reves S. | dialogo, la sapienza, libero pensiero, papa
Annullata la visita del Pontefice alla Sapienza
Quando la libertà diviene Illiberale
Sarà per il passato colmo di misteri (gioventù hitleriana?) e di incarichi ambigui (Prefetto per la dottrina della Fede), sarà per il manto di oscurantistico pensiero che il mondo anticlericale e sinistrorso gli hanno addossato sin dal giorno precedente la salita al soglio Pontificio, sarà perché è semplicemente “The Pope’’, dalle 17.15 di questo pomeriggio anche Lui è ufficialmente vittima delle incapacità (‘’involontà’’) diplomatico-democratiche delle sinistre universitarie. Quelle che assorbono il pensiero di gran parte dei movimenti studenteschi, delle radio e dei dispacci di Ateneo. Quelle cui aderiscono buona parte dei professori italiani nonché insigni rettori (in primis lo stesso di LaSapienza 3, sebbene sia tra i fautori dell’invito al Papa). Quelle che stasera hanno scritto la morale in una favola dal finale tragicomicamente vergognoso. Domattina il Papa non presenzierà all’apertura dell’anno accademico, mentre il mondo Libero e Liberale già da stasera piange per quello che è un vero e proprio scippo del ‘’libero pensiero’’. Un furto gratuito di qualcosa che dovrebbe chiamarsi ragione comune e che, non per nulla, ha come necessità inalienabile quella di far affidamento su termini come confronto e dialogo. E non importa che rischi di presentarsi contrastante o corrosivo. Il dibattito, soprattutto quando avviene tra idee discordi è la più gratificante e riuscita formula di maturazione umana e civile.
Ma il sapere, ovviamente quello vero , come si sa è indiscutibile prerogativa di certi ambienti di sinistra che, compiaciuti per la loro concezione totalitaristica della democrazia… stasera festeggiano per qualcosa che, ci auguriamo, divenga presto un boomerang a danno della loro immagine, domattina persevereranno col difendere qualcosa che non ha diritto di chiamarsi Laicità e forse nemmeno Laicismo e nel dare al dialogo lo stesso valore che il mio fruttivendolo dà a delle pessime banane.
lunedì | by Stefano Reves S. | espertone, ritorno
Il sonno dell' Espertone genera mostri
Eccomi… non sapevo come, ne con che coraggio ripresentarmi a quello che per un anno e mezzo è stato l'accogliente perno della mia vita digitale. Eccomi… timoroso per quelli che saranno i vostri giudizi, terrorizzato dalla ruggine che inevitabilmente avrò accumulato dopo 9 mesi di silenzio disinteressato (dire disinteressato è dire poco…).
Eh già… 9 mesi… in fondo dire 9 mesi equivale a dire un anno, un anno in cui è successo un po’ di tutto… un anno in cui in fondo non è cambiato molto. Vince Sarkò, nasce il PD, al via le primarie americane, scandalucci scandalini, si impenna il costo della vita, la benzina, l’oro…, solito l’ ostracismo contro airfrance, etc… etc... Insomma… parafrasando il Lampedusa, è necessario che tutto cambi affinché tutto rimanga uguale. Io per primo tenterò di cambiare, provando a garantire continuità a questa creatura, cercando di mantenere intatte le peculiarità che l’hanno contraddistinta in un anno e mezzo di fervida attività. L’onestà intellettuale e la passione disinteressata di un occhio vigile e combattivo. Tenterò, tenteremo... di eguagliare i timidissimi successi che insieme abbiamo racimolato in passato, due pubblicazioni nell’homepage di Libero.it, uno specchio sul quotidiano Repubblica, la partecipazione di personaggi competenti ed autorevoli, ma prima ancora dei suoi lettori.
Se mi volete ancora, eccomi…