sabato | by Stefano Reves S. | ,


Oh no, Steve Ballmer!

Quest'uomo si chiama Steve Ballmer, carismatico leader Microsoft, è una delle persone più potenti al mondo. Trentunesimo tra i ricconi planetari secondo Forbes, è celebre, più che per le capacità amministrative, per le ''bizzarrie'' improvvisate nel bel mezzo di convegni aziendali.
Non crederete ai vostri occhi:



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venerdì | by Stefano Reves S. | , , , , , ,


PRIMI NUMERI SULLA (dalla) XVI LEGISLATURA.

DUE SETTIMANE D’ATTIVITA, PIU’ DI MILLE DISEGNI DI LEGGE DEPOSITATI ALLE CAMERE. COSSIGA CAPOFILA CON 50 PROPOSTE. UN ESERCITO DI STAKANOVISTI? SCORRENDO LE PROPOSTE "PRIMARIE" DIREMMO UNA MASSA DI PAZZOIDI SFACCENDATI. PERCHE’ NELL’EMICICLO DOVE SI DOVREBBE PARLARE (e ci auguriamo si parlerà) DI LIBERALIZZAZIONI, DOVE SI DISCUTERANNO LA RIFORMA COSTITUZIONALE E LE SORTI DEL PAESE TUTTO, OGGI INCONTRIAMO L’ON. STIFFONI (LN) CHE PROMUOVE L’ “ISTITUZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEI BONIFICATORI”. IL SEMPREVERDE COSSIGA SOSTENITORE DELL’AMNISTIA PER TERRORISTI ED EVERSIVI. I SOLITI RADICALI (PORETTI) SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLA CANNABIS, L’INEVITABILE PERLA LEGHISTA,CHE SUGGERISCE DI RENDERE LAMPEDUSA “ZONA FRANCA”. IMMANCABILE IL PIDDINO LEGNINI ACCOMPAGNATO DA UN DECRETO SULLE “MISURE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI PIZZAIOLO”. OD IL PIDIELLINO RUSSO CHE CONSIGLIA L’APERTURA DEL MUSEO REGIONALE PER LA PASTA. ED ANCORA, UNA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE, PER L’ ETICHETTATURA DELL’ITALIA COME “ZONA LIBERA DA ARMI NUCLEARI”. CE N’E’ PER TUTTI I GUSTI E PER TUTTE LE REGIONI. NELLA MIA OSTUNI AD ESEMPIO SI SOSTIENE L’APERTURA DI UNA CASA DA GIOCO STAGIONALE.
QUESTI SONO I PRIMI NUMERI. SIA CHIARO, QUELLI “IMPORTANTI”.


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giovedì | by domenico | , ,


Oil for food, or food for oil?

In un periodo in cui le cifre delle grandi variabili economiche sembrano impazzite, è opportuno fare delle accurate riflessioni, e soffermarsi su argomenti molto delicati.
Assistiamo ormai quotidianamente all'aumento sistematico della domanda di petrolio dai paesi emergenti, che inesorabilmente fa schizzare verso l'alto il prezzo del barile di petrolio, (aumentarne la produzione non se ne parla, se no come li fanno i mega villagi nel Dubai??) materia prima ormai sacra della quale tutte le moderne economie (purtoppo) sono assuefatte, piu che dipendenti.
E di pari passo, molti economisti, teorici, ambientalisti spingono per le risorse rinnovabili (giustissimo) alle quali si affianca il famigerato biodiesel, ovvero un carburante ottenuto da oli vegetali e grassi animali analogo al gasolio. La riflessione dell'espertone si concentra su questo punto. Bene.
Ad oggi, ormai, anche le cifre relative alle coltivazioni di mais, granturco, e affini, seguono il folle trend, non a caso, i prezzi sono saliti vertiginosamente (oltre il 40%), proprio perchè si dedicano intere piantagioni alla coltivazione di mais. Dunque tanti produttori stanno cancellando vecchie colture a favore dei nuovi prodotti da destinare a combustibili, con pesanti ripercussioni anche sui
prezzi finali dei prodotti alimentari(pasta,farina,riso), e la storia ci insegna che quando al popolo comincia a mancare il pane, si innescano pericolosi meccanismi "rivoluzionari".
Ma qual'è il reale impatto che il biodiesel apporto all'ambiente? Quanto conviene, in termini di bilancio energetico, bruciare biodiesel piuttosto che gasolio??
Sono, in molti a teroizzare che se questa produzione assume quantita' globali, perde ogni senso e convenienza economica oltreche' ambientale, basti pensare che, la riduzione di Co2 nell'aria derivante dall'utilizzo di biodiesel, prodotto da X ettari di terreno, è minore rispetto all'ossigeno, che avrebbe prodotto una "foresta" impiantata in quegli X ettari. Senza contare poi le ripercussioni sui prezzi dei raccolti a cui oggi assistiamo, ed ancora "l'indotto" di esigenze (sprechi) energetici e idrici derivanti dalla messa a coltura di queste immense piantagioni.
Occorre un'attenta riflessione degli organismi internazionali, su questi punti, proprio perchè ne va di mezzo il cibo, il Nostro combustibile. Se sin da adesso, se ne fa un uso cosi distorto facendone salire i prezzi, ora che i Paesi emergenti vorranno "mangiare meglio", cosa faremo??Mangeremo petrolio...?


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mercoledì | by Stefano Reves S. | ,


vano tentativo anche su ebay
Alitalia, svenduta ed invenduta

Alla fine non ho resistito alla goliardata. "SVENDO ALITALIA" è il titolo della mia inserzione comparsa qualche giorno fa su ebay. Nulla di nuovo, sia chiaro, se non nella volontà di irritare chi ben conosciamo e di farci due risate. Peccato che l'annuncio stato rimosso dopo due ore a causa del contenuto - volutamente - polemico e fazioso.
Per la cronaca in pochi minuti, l'asta aveva raggiunto quota 1.50 €. E' stato bello finché è durato.
Di seguito riporto il testo integrale dell'offerta:

"Nonostante l’oneroso prestito di 300 milioni di euro garantitomi con disinteressata generosità da Voi contribuenti italiani, mi vedo costretto a pubblicare questo mesto annuncio.

Recentemente una fertile e competente società francese aveva ingiustamente tentato di acquisirmi facendo appello alle infamanti e tiranniche regole del libero mercato. Con prontezza il nostro establishment politico ha legittimamente fermato la trattativa, impedendo di fatto che ad un tracollo disastroso diventasse una mite ma sostanziosa riaffermazione.

Dunque, causa inarrestabile crisi finanziaria, per la quale voi onesti e prodighi cittadini sborsate quotidianamente un milione di euro, ma soprattutto per scongiurare nuove OPA (acronimo di offerta pervertita ed autocratica) di bolscevichi illiberali, mi vedo costretto a pubblicare questo annuncio su circuito di stato, così da tutelare l’unico principio su cui dovrebbe basarsi la vendita di un inestimabile patrimonio nazionale. L’italianità.
Non sono richieste esperienze, credenziali o fedine penali di alcun tipo. L’offerta comprende il “pacco” completo. No transalpini perditempo.

Durante la transazione verranno garantite trasparenza e professionalità che contraddistinguono l'Italia in tutto il mondo, Per qualsiasi chiarimento contattatemi dalle 25 in avanti e chiedere di Aristide o di Silvio."


P.S.
Oggi ridiamo. Domattina ci sarà da piangere. Pubblicherò un articolo sui primi sprechi della XVI legislatura. Sprechi cartacei e d'intelligenza. Capirete il perché.


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martedì | by Stefano Reves S. | , ,


Fini e suini

“Due fenomeni non paragonabili, quel gruppo neonazista va messo in galera e rieducato […] Ma l’episodio di Torino è molto più grave perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni contro israele”. Questo è il parallelo fatto da Fini tra l’assassinio di Verona e le proteste alla Fiera del Libro di Torino. Tra un brutale omicidio e la più insignificante delle proteste. Tra l’apoteosi della follia pseudo estremista ed il chiacchiericcio ideologico di vecchie comari al barbecue delle vergini. Tra le lacrime e la disperazione di 5 famiglie distrutte dal dolore per una tragica scomparsa e gli sbadigli per il solito, sistematico boicottaggio, chiaramente fallimentare. Questo è quanto riferito durante la prima uscita ufficiale dalla terza carica più importante dello Stato Italiano. Auguri, Italia!


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lunedì | by Stefano Reves S. | , ,


Pubblicità criminali

Macché ingannevoli, queste sono pubblicità pericolose. Criminali.
Stamattina su USA TODAY, uno dei migliori quotidiani di cronaca al mondo, campeggiava la seguente reclame.
Una foto-segnaletica scattata all'attrice Jessica Lohan dopo il suo arresto per guida in stato di ebrezza, associato alla protesta di un'azienda distributrice di liquori. L'oggetto in discussione è il ''breathalyzer", la nuova tecnologia che dovrebbe inibire l'accensione delle automobili a chi avesse alzato troppo il gomito. Come riporta il titolo "una buona idea per Jessica, pessima per noi".
E le giustificazioni sono a dir poco ingannevoli, disoneste, incoerenti con l'adorabile motivetto a piè di pagina: "bevi responsabilmente, guida responsabilmente". Fin qui nulla da ridire, se non fosse per la perla di saggezza accompagnata nella didascalia: "l'installazione di queste apparecchiature in ogni macchina significherà la fine per chi beve responsabilmente. Niente più champagne ai matrimoni. Niente più vino a tavola, ne birra alle cenetra amici".

Definire il tutto deprecabile equivarrebbe a condividere la banalità di certe psico-argomentazioni, degne nemmeno del MughiniSgarbi vs. Grillo (tra cani grossi non si mordono). Eppure non posso esimermi dal criticare l'aver garantito spazio così rilevante a motivazioni tanto basse. Parliamo della prima pagina su uno dei più letti quotidiani al mondo. Dove purtroppo ben si sa, sulla sicurezza il prestigio sa sorvolare, quando chi finanzia non si può comandare.


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domenica | by Stefano Reves S. | ,


George's peak

Dopo la lingua coniata dal premier italiano il Silviospeak, it's time for George's peak. Meglio di un idioma, la lingua idiota, più smagliata che smagliante, a volte sconfortante dello statista che entrerà alla storia (tralasciando Iraq ed Afghanistan) come colui che conciliò l'Europa con l'Albania. Godiamoci George all'apice (peak) della sua genialità.

Iniziamo con…
«Troppi buoni dottori hanno perso il lavoro. Troppi ginecologi non riescono più a praticare il loro amore con le donne in tutto questo paese»
(Poplar Bluff, Missouri, 6 settembre 2004).

Questa sembra scritta da De la Rochefoucault:
«Secondo il mio giudizio, quando gli Stati dichiarano che ci saranno gravi conseguenze, e poi non ci sono gravi conseguenze, ciò crea conseguenze avverse».
(Per difendere la sua decisione di invadere l’Iraq, 8 febbraio 2004).

Muhamuhamuha:
«Se gli iraniani dovessero avere un’arma nucleare, potrebbero proliferare».
(Washington, 21 marzo 2006).

No comment:
«Questo mio viaggio in Asia comincia qui in Giappopne per un importante motivo.. Comincia qui perché, ormai da un secolo e mezzo, l’America e il Giappone hanno formato una delle più grandi e durature alleanze dei tempi moderni».
(Tokio, 18 febbraio 2002).

Roba da pazzi:
«Non mi rallegra affatto che Hamas ha rifiutato di annunciare il suo desiderio di distruggere Israele»
(Washington, 4 maggio 2006).

Nemmeno Aldo Biscardi:
«C’è sfiducia a Washington. Sono francamente sorpreso di quanta sfiducia esiste in questa città. Me ne dispiace, e io lavorerò duro per cercare di elevarla».
(Alla National Public Radio, 29 gennaio 2007).

Davvero interessante:
«Questo è George Washington, il primo presidente naturalmente. La cosa interessante di lui è che l’anno scorso ho letto tre – tre o quattro libri su di lui. Non è interessante?».
(Il 5 maggio 2006, mostrando a un giornalista tedesco l’Ufficio Ovale).

Se lo dici tu, ci fidiamo:
«La verità è, se ci pensate con attenzione, che Saddam sarebbe ancora al potere se fosse il presidente degli Stati Uniti, e il mondo sarebbe in forma molto migliore».
(St.Louis, Missouri, 8 ottobre 2004)

Una chicca:
«Le nostre importazioni provengono in sempre maggiore quantità dall’estero».
(Beaverton, Oregon, 25 settembre 2005).

Could you translate?
«Che sia cristiana, ebrea, musulmana o indù, la gente ha udito la chiamata universale ad amare il prossimo come amerebbero essere chiamati loro stessi».
(Washington, 8 ottobre 2003).

La scoperta:
«Wow! Il Brasile è grosso!».
(Davanti a una carta del Brasile all’incontro con il presidente Lula da Silva, Brasilia, 6 novembre 2005).

Certo che no!
«Avete dei negri anche voi?»
(al presidente brasiliano Fernando Cardoso, 8 novembre 2001).

A volte mi fa paura:
«Abbiamo speso un sacco di tempo a parlare dell’Africa, come è dovere. L’Africa è una nazione che soffre di incredibili malattie».
(Gotheborg, Svezia, 14 giugno 2001).

Concludo con… non si può smettere di ridere:
«Sono onorato di stringere la mano ad un valoroso cittadino iracheno che ha avuto le mani tagliate da Saddam Hussein».
(Washington, 25 maggio 2004)


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sabato | by Stefano Reves S. | , , , ,


il New York Times oggi si interroga sulle...
Tasse all'italiana

Qual è l’atteggiamento della gente nei confronti delle tasse. Gli italiani rispondono con qualcosa del tipo “Perché dovrei pagarle io se nessun altro lo fa?” Nel bel paese l’evasione è talmente comune che categorie come i locatori di appartamenti sono abituate ad imporre due affitti: il primo corrispondente all’ammontare effettivo, il secondo molto più basso, sottoposto ai vincoli amministrativi. Entrambi con il beneplacito delle autorità. Sconcertante.
Ma in settimana, sebbene per poche ore, tutto è venuto a galla per merito di una “tecnologia trasparente” a cui da queste parti non sono abituati. Il Governo Prodi ha infatti diffuso i dati sulla dichiarazione dei redditi per quei 40 milioni di italiani che hanno pagato le tasse nel 2005.
Esito: pagina web immediatamente intasata, cosa che però non ha impedito agli italiani di spiare il reddito del proprio vicino o della celebrità di riferimento.
Alcune associazioni di consumatori hanno elogiato questo esercizio di trasparenza. Da molte altre però aspramente criticato, tanto che il sito è stato chiuso dopo poche ore dalla pubblicazione.
“E’ una follia” “una scelta fatta da imbecilli” “sarà pericolosissimo pagare le tasse adesso”. Questa è la voce di Beppe Grillo, il comico per cui le invettive antigoverno sono diventate comprovato strumento di profitto.
Ma la legge è stata rispettata, almeno secondo Visco.
Il Governo uscente di Prodi in questi due anni ha contribuito ad alleggerire la difficile condizione dell’economia nazionale introducendo nuove tasse, mentre Berlusconi, premier da una settimana, tempo fa disse che gli italiani evadevano le tasse perché alla fine i servizi offerti dallo stato rimanevano comunque carenti, adesso invece decanta abbattimento delle imposte e cancellazione delle leggi truffa.

Sebbene il sito in questione sia stato oscurato, oggi le tabelle sui redditi continuano a circolare in rete, come cereali pronti ad essere macinati da sguardi curiosi, primo passo per l’accettazione della trasparenza.


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venerdì | by Stefano Reves S. | , , , , , ,


articolo da "The Economist"
MAMMA MIA x2
ennesima disamina spietata sull'Italia, ma con barlumi di speranza

INCREDIBILE, il cavaliere è tornato. [...]
(nel 2006, ndSR) Furono il conflitto d’interessi e l’aggrovigliata rete di procedimenti penali a suo carico che ci spinsero a giudicare Berlusconi "unfit" inadatto. Oggi la nostra posizione non è cambiata. Quando ribadisce che i magistrati andrebbero sottoposti ad accertamenti per valutarne la sanità mentale, oppure quando uno dei suoi più stretti collaboratori, un senatore (tal Marcello Dell'Utri, ndSR) che, in contrasto con una condanna per associazione mafiosa, definisce eroe un uomo condannato per omicidio premeditato, allora sussistono buone ragioni per ritenere che il Sig. Berlusconi non dovrebbe guidare questo paese.

Oggi la più grande sfida per Berlusconi non riguarderà il suo conflitto d’interessi, i suoi processi o la Mafia. Bensì il tremendo stato dell’economia italiana. Non per nulla i patemi finanziari sono stati il terzo motivo per cui il partito dei disillusi ha scelto di votare per il centro-destra. La categoria ha rimproverato al governo uscente di non aver fatto nulla per loro, eccetto che aumentare le imposte. Ed oggi, nonostante le passate esperienze con gli “indiscreti”(mia libera interpretazione del termine tawdry) governi Berlusconi, molti italiani continuano a credere nella favola che lo ha reso l’uomo più ricco d’Italia. Sperano ancora di poterne attingere.

Gli italiani hanno ottime ragioni per preoccuparsi della situazione economica. Negli ultimi vent’anni la penisola è diventata indiscutibilmente il vero malato d’Europa. Il fmi prevede che nel biennio 2008/09 l’economia nazionale maturerà di un irrilevante 0.3%, il tasso di crescita più basso d’Europa e tra i paesi del G8. Quest’anno il Pil è sceso per la prima volta sotto la media europea, mentre il prossimo anno avverrà il sorpasso della Grecia, così come è nel 2006 ci fu quello della Spagna. In un’economia internazionale in rallentamento l’italia rimane al margine per le sue deboli prospettive.

La congiuntura economica ha attraversato governi di destra e di sinistra. Le sue radici sono profonde e strutturali, ci vorranno anni per porvi rimedio. Secondo i watchdogs internazionali l’italia dovrà essere sottoposta alle riforme più pesanti tra i paesi avanzati. Ad oggi sindacati ed interessi personali hanno reso vano ogni tentativo di riforma. Le infrastrutture vanno sgretolandosi, gli investimenti sul clima inesistenti, l’inflazione in continua agitazione e la produttività particolarmente bassa. L’amministrazione pubblica è inefficiente e corrotta, specialmente nel sud, la montagna napoletana di rifiuti ne è ultima prova.

E’ il momento di liberalizzare

[...] Berlusconi ed il suo ministro delle finanze, nonché influente ideologo, Giulio Tremonti hanno la preziosa occasione di lavorare su qualche elemento positivo (imprese del nord ed esportazioni di qualità, ndSR), nonché un’enorme maggioranza per concretizzare ampie riforme. La domanda è se le faranno. L’assenza dell’estrema sinistra dal parlamento potrebbe far inasprire qualsiasi tentativo di confronto. Ma quando il governo dovesse riuscire nelle roforme, anche noi dovremmo riconoscere che persino lui è in grado di migliorare. Sfortunatamente ci sono buoni motivi per dubitare nelle credenziali della nuova amministrazione.

Tremonti ha indicato la globalizzazione come prima causa dei problemi italiani. La Lega Nord, dopo il buon risultato elettorale, è sempre più apertamente per il protezionismo e contro l’immigrazione. Per quanto concerne alitalia, la fallimentare compagnia di volo nazionale, Berlusconi intende difendere la possibilità di un investimento statale, nonostante rimanga insufficiente, piuttosto che sottoporre la compagnia alle leggi internazionali del mercato. Effettivamente, sia lui che Tremonti preferiscono criticare l’euro e la BCE invece di accettare che le malattie italiane abbiano origine endemica.

Ma non siamo pessimisti. Berlusconi sembrerebbe aver compreso, anche se con ritardo, la grave situazione in cui versano le finanze italiane. Una confortante maggioranza significa che adesso non avrà più scuse per tirar fuori le riforme. Questo sarà il suo più grande esame: sperando per amore d’italia, che lo passi.


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giovedì | by Stefano Reves S. | , , , ,


il Financial Times di oggi propone un'irrinunciabile chicca.
Traduzione mia, commentate voi...
MAMMA MIA x1
Berlusconi is back and so is Silviospeak (titolo originale)

Alle 23 lingue ufficiali della comunità europea bisognerà aggiungerne una 24esima. Il Silviospeak. Si Silvio è tornato, ancora una volta attirando teste e testate da tutta europa. Il futuro premier deve ancora formare un governo ma ha già lasciato in ansia Bruxelles su due questioni. La difesa di un'alitalia improduttiva e la nomina del commissario europeo per l’italia.
L’imprenditore miliardario ha stoppato le voci sulla trattativa Alitalia Airfrance/Klm sostenendo la possibilità di un acquisizione italiana. Il discorso è semplice, se un imprenditore non tira fuori i soldi, la si potrebbe nazionalizzare. Ha coniato un nuovo termine ‘”ziniare”, per descrivere le intimidazioni della Commissione, ansiosa di sapere se alitalia riceverà o meno ulteriori sussidi statali, svantaggiando così la concorrenza.

“Se dovessero continuare ad intimidirci potremmo decidere di statalizzare Alitalia, tramite le Ferrovie dello stato” precisando dopo “E’ una trattativa, non una decisione”.
Alcuni sostengono possa trattarsi di uno scherzo in quanto alle ferrovie mancano le risorse per l’acquisto.
Jacques Barrot, commissario EU ai trasporti, ha espresso dubbi sull' idea di un finanziamento per 300 milioni compilato come sussudio statale. Martedì la Commissione ha stabilito che la nazionalizzazione non sarebbe un problema fino a quando lo stato dovesse pagare il 50.1% di quote alitalia che non possiede a cifre di mercato. Ma data l’assenza di acquirenti stranieri una cifra di mercato sarebbe difficile da quantificare.


Sarà venuto un gran mal di testa a Barroso dopo aver ricevuto la richiesta da parte di Frattini per un prolungamento del permesso fino al 15 Maggio. La campagna elettorale ha rubato tempo, mentre ora attende la nomina a ministro degli esteri. La scorsa settimana Barroso ha riferito che se dovesse dimettersi, l’italia perderebbe una postazione sensibile come è il dicastero della giustizia, importante anche per questioni interne, dove dove verrebbe rimpiazzato da Barrot. Mentre al prossimo commissario italiano dovrebbe toccare il portfolio per i trasporti. Dal quale Rocco Buttiglione, ultima scelta di Berlusconi durante la scorsa legislatura, si ritirò nel 2004 dopo aver offeso il Parlamento Europeo con osservazioni sull’omosessualità e sul ruolo delle donne.
Pazienza per l’Italia ce n’è poca a Bruxelles. E dopo tutto il tempo trascorso con Berlusconi, Frattini farebbe bene a non mettervi più piede.

a domani per l'articolo dall'Economist


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Rispondo con due parole ad alcune critiche pervenute in questi giorni sul blog e nella mia casella di posta. Il sottoscritto non condivide necessariamente il pensiero del giornalista Filippo Facci. Ciò nonostante ha sentito l’impellente dovere di difendere l’onestà intellettuale e morale di un serio professionista, screditato perfino e questa è la cosa più ignobile, a livello personale. Potrei dire che, movente di tutto è la voltairriana affermazione“non son d’accordo con quanto dici, ma darei la vita per il tuo diritto ad esprimerlo”. Il cui meraviglioso messaggio finisce troppo spesso in bocca al bigottismo di chi, a mio parere, persevera nella sua opera di appropriazione, strumentalizzazione e logoramento di valori ed ideali, nei quali credo fermamente, ai quali appartengo e per cui continuerò a combattere con la autonoma, inscalfibile, fermezza di cittadino onesto.

Il messaggio arriverà a coloro che intendono ascoltare la sincera verità nelle mie parole.


P.s.

riprendiamo domattina con articolo dall'autorevole Economist che prende a pesci in faccia Berlusconi ed il futuro governo :D. A comprova dell'attendibilità di quanto riferito sopra.


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martedì | by Stefano Reves S. | , ,


La casta dei grillisti 1
Facci Filippo, perdonali (170 volte)
Quando "Beppegrillo.it" diventa madrassa per bulli e terroristi verbali

170 volte vergogna . No, non son diventato predicatore, né ho deciso di darmi alla kabala. Non avendo - per ora - acquisito capacità divinatorie vi spiego in maniera del tutto materialistica il significato di questo numero, fuoriuscito da una rapidissima ricerca sul blog più compulsato d’europa, neanche a dirlo beppegrillo.it. Qui ho rintracciato i resti di una civiltà lontana milioni di anni (luce, come minimo) da quella che oggi viene riconosciuta come l’italia liberale e democratica. Tra i reperti spicca un’infinita, a momenti divertentissima ridda di vituperi preistorici, minacce sconclusionate incastonate su preziose facce di bronzo, insulti (inutile dirlo: gratuiti) inconcludenti risalenti all'età delle banane. Tutti, neanche a dirlo 170, a carico di Filippo Facci.
Ma chi sarà mai Filippo Facci per meritare tanto disprezzo? Un assassino seriale? Un politico corrotto? Un dittatore sanguinario? No, molto peggio. Seguendo le cronache de “Il Giornale”, il monstrum dell’informazione italica, si tratterebbe un onesto giornalista, la cui terribile, imperdonabile colpa è lavorare seguendo un percorso intellettivo controcorrente, assai impopolare soprattutto per gli avventori dell’informazione digitalizzata. Ma la forza e la lealtà di Filippo, consistono proprio nella capacità, nella voglia di rispondere al grilloragno (parafrasando il suo folklore), con qualcosa che definirei un “contraddittorio indiretto”. L’unica arma con cui siamo autorizzati a confrontarci con le mura binarie, perché non siamo degni d'altro, di questa primitiva città proibita. Dimora-prigione-cimitero dell'isterico despota col berretto a sonagli.


Siatene certi. Questo è solo l’inizio. Per ora FACCIamoci due risate:



A FACCI LOPORTEREI ALLA SAGRA DEL MAIALE […] SIETE DELLE STALLE DI GIORNALISTI.

hai l'intelletualità di uno SCRONDO e sei piu scemo che bello

TOGLIAMO NUTRIMENTO A SERPI IN SENO E PARASSITI COME FACCI

Facci(a) di ca.zo con gli occhiali.

Facci, facci il piacere...........
VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

filippo 'ciccio' facci:

ciccio, facci gioire e godere annegando spasmicamente nella tua merd@!

MERDACCIA!!!

ci Facci felici sig.filippo
quando esce tiri lo sciaquone e ci avvisi così..veniamo a disinfettare

Facci, faccia di culo, anima di cloaca:

FACCI: MA CI "FACCI" IL PIACERE!!!

FUCKLIPPO FACCI

(fine - prima parte)


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lunedì | by Stefano Reves S. | , , , ,


L'importanza di essere Ministro (per i beni culturali)

Esprimo un desiderio. La mia proposta – provocazione (assai fanciullesca, non lo nego) da inviare a colui che redigerà il prossimo elenco dei ministri.

Che bello sarebbe un dicastero dell’arte, il ministero del petrolio italiano – rammenterò fino alla nausea che l’Italia da sola ha il 75% del patrimonio artistico mondiale, un tesoro inestimabile almeno quanto il petrolio grezzo - capitanato da un uomo che conosca davvero ed a fondo la storia del nostro talento creativo culturale, che sappia come valorizzare qualcosa che non ha eguali per quantità e spessore qualitativo.
Che bello sarebbe un ministero dei beni culturali guidato da un Philippe Daverio, che, di primo acchito non sarà fascinoso come la Carfagna, ma a ben guardarlo diventa assai più intrigante di quel “glamour team”(così come il Times ha definito l’onorevole accoppiata carfagna-prestigiacomo) che purtroppo toccherà sorbirci.


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domenica | by Stefano Reves S. | ,


Sunday breakfast
IL MIO MIGLIORE AMICOqual'è il problema, mai visto un delfino prima d'ora?


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sabato | by Stefano Reves S. | ,


Pillola liberal- democratica

Leggo spesso le urla postparto elettorale dalle sinistre critica, antagonista, massimalista. Personalmente posso solamente intuire il dolore lacerante di una gestazione portata avanti con troppe complicazioni e conclusasi con l’a borto spontaneo che tutti conosciamo. Eppure piuttosto che rivitalizzare un corpo denudato da tanta, troppa, incoerenza, lacerato dall’incapacità di applicare un’ideologia morta nell’attuale contesto sociale, qualcuno preferisce portare avanti una campagna di simil-infibulazione. Parlo della sinistra popolana, quella che difende la “democrazia dal basso”, che si autodefinisce "la sinistra partigiana", che vota referendum anticostituzionali (perché promossi 3 mesi dopo l’inizio di una campagna elettorale). Quella che infine promuove petizioni da spedire alla CE con l'intento di rispedire Berlusconi ad arcore ancor prima ancora che il cavaliere possa sedere nuovamente sulle tribolate poltrone di Palazzo Chigi. Perché, se non si era ancora capito, è (solo) Berlusconi il “despota bavoso”, il premier “dal più basso senso morale ed istituzionale” che l’italia abbia mai avuto. Mentre la sinsitra caviale & champagne, quando va bene, commenta l'esito del volere popolare con un “subiamo un’altra puntata di questa farsa”. A quanto pare la rinverginita M.me gauche non ha ancora avuto modo di capire che, la vera democrazia non si basa sulla sopportazione del volere popolare, quando la tolleranza è tipica di un regime ammorbidito, ma trae godimento dalla sua totale, indiscriminata, accettazione.


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venerdì | by Stefano Reves S. | , , , ,


Quando è troppo facile schierarsi per il V-day e lasciarsi insultare da Grillo
Mi piacciono i giornali italiani, apprezzo i redattori di parte e ne difendo la casta

Ieri sera ho preso parte ad un incontro sulla libertà di stampa, organizzato dai meetup per promuovere la campagna referendaria. Al di la del dibattito in se, della validità o meno dei tre quesiti suggeriti dal discusso leader movimentista fa un certo effetto assistere alla foga positiva e propositiva di tanti giovani che cotanta tracotante passione non sono in grado di far coincidere con una oggettiva e realistica considerazione della figura del giornalista, unico soggetto in discussione. Catalogato in tre filoni, il giornalista timoroso, quasi pusillanime, colui che non pensa alla notizia ma a come portare farina nel suo mulino e la pagnotta a casa. Seconda figura, il redattore indipendente o freelance, immolato e santificato con timido sdegno verso il sistema. Infine il giornalista lacchè. Quello che pur di fare carriera è disposto a disprezzare qualsiasi criterio che mamma deontologia impone. Il troppo bene ed il troppo male, dunque. La verità purtroppo è un’altra… il giornalista non è un’entità astratta, una categoria superomistica di valorosi cavalieri catafratti, in grado di fronteggiare le intemperie della mediocrità sociale. Semplicemente è un professionista, spesso un dipendente, ma ancor prima è il prodotto di un percorso umano conoscitivo. Un normale, banalissimo, individuo che, per quanto possa essere (o ritenersi) colto, educato, professionale, rimarrà sempre il depositario di una verità, che non è la “vera verità” con cui spesso il grilloragno si sciacqua facilmente la bocca, piuttosto la proiezione su carta di un’interpretazione consapevolmente faziosa e comprensibilmente limitata del lavoro di uomo che, proprio perché cosciente della delicatezza suo ruolo sociale, non può e non deve commettere l’unico errore imperdonabile per la sua categoria. Proporre verità inconfutabili.


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mercoledì | by Stefano Reves S. | ,


Onorevoli in fieri...

Di tutto parla
e nulla sa
al parlamento
trionferà
(A. Ghislanzoni)


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martedì | by Stefano Reves S. | , , , , ,


Tutta colpa delle cause

"vorrei parteicpare alla discussione delle cause, senza ricercare colpevoli"
(Nichi Vendola, ieri sera a 8 e mezzo)

Avrà una buona retorica Vendola, sputacchiosa ma credibile, sarà pure diventato il primo governatore comunista omosessuale della puglia ''sanfedista'', della repubblica italiana e dell'europa tutta, avrà persino affiancato Marco Bisceglia e le sue nobili battaglie, ma a quanto pare, non ha ancora capito che una causa appartiene comunque, inevitabilmente, a dei colpevoli.


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