domenica | by Stefano Reves S. | , , ,


Ricapolitichiamo

“E’ fragile, pertanto ricattabile”-> quindi crollerà. Presto, ovviamente…
Parola di uno che dice di scrivere bene: Eugenio, santone, Scalfari. L’eroe dell’intellettualismo laico/riformista (parole sue, sue prerogative), il feroce saraceno della dottrina liberale e permissivista, divenuto la guardia svizzera dell’integrità morale come unica credenziale per reggere sulla sommità del potere politico. Le sue armi, tutt'altro che ortodosse, lo stillicidio gossipparo, di per se comprensibile – da che mondo è mondo, l’opposizione ha sempre cercato qualsiasi occasione per delegittimare chi sta al potere – nel concreto presume d’essere la sola risposta ai quotidiani fendenti (legali, mediatici, emotivi) del Cavaliere. Checché se ne dica, il Premier regge saldamente al timone e continuerà a rimanervi malgrado quintali di golosi pettegolezzi sulla sue problematiche relazionali. Solletico... per il Capo di Governo più longevo e con il più largo consenso elettoral-parlamentare che la nazione abbia mai conosciuto. Risposte concrete ci vogliono, il coraggio di tuffarsi nel buio dell’autonomia intellettuale, la voglia sincera di cercare una differenziazione umana e strategica saranno indispensabili strumenti per chi vorrà un giorno, non troppo remoto, sostituire il nocchiero d’arcore. Ma di questi presupposti non sembrano preoccuparsi in tanti; non nel PD, che per la sua interna campagna elettorale, sta remando contro tutto ciò che un tempo (solamente 2 anni fa) gli permetteva di autoinvestirsi come "unica risposta al PDL": primarie e rinnovamento, ovvero selezione interna, dal basso, e rottura con i parametri obsoleti della prima repubblica. Ne bersani ne franceschini rispondono a questi criteri. Ahinoi. Resta da capire dove sfocerà l’apprezzabile exploit di Fini. Se è vero che il co-fondatrore del PDL si sia reso protagonista della più severa e solida invettiva contro l’amministrazione interna del suo partito, è altrettanto indispensabile che le sua urla arrivino a scuotere quella parte dell’establishment alleato, che continua a coccolarsi nel tepore di un potere che non potrà durare in eterno. Peccato, per questo motivo, la crescita dell’apprezzamento, non coincide con un aumento dei consensi. Berlusconi stia tranquillo. I suoi cani da guardia sono già al lavoro per smantellare e ridicolizzare quanto di più coraggioso Fini aveva imbastito. Il suo partito storico, è oramai trasformato in una sorta di riproduzione nostalgica della peggiori oligarchie novecentesche, mentre Fini il caudillo autoritario ed incontestabile. Insomma, il PDL ed il Silvio Berlusconi d'oggi.


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martedì | by Stefano Reves S.


Parole Nob(e)li

Mohamed ElBaradei ha invitato la comunità internazionale a non prendere decisioni affrettate sull'Iran. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha così clamorosamente smentito le parole del ministro degli esteri italino Gianfranco Fini, affermando che l'indagine sul programma nucleare di Teheran sta facendo progressi e che è quindi opportuno pazientare prima di trarre conclusioni. ElBaradei ha anche sollecitato Teheran a una maggiore trasparenza per tranquillizzare la comunità internazionale che il suo programma nucleare è a scopi civili e non finalizzato allo sviluppo di armi atomiche. «Finché vi sono progressi, finché non rileviamo un pericolo chiaro e attuale, continuiamo a lavorare... prima che si prendano misure più stringenti», ha detto il direttore generale in un intervento all'Università di Harvard. Insomma, l'Iran non è una minaccia all'umanità, come ha dichiarato il ministro degli esteri italiano Fini dopo le minacce, a parole, a Israele del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. Nei prossimi giorni vi sarà a Ginevra la riunione del consiglio dei governatori dell'Aiea, che dovrà decidere se deferire l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu per eventuali sanzioni. Da Gerusalemme Fini e il ministro degli esteri israeliano Shalom si sono espressi a favore di questa ipotesi. Ma ElBaradei ieri ha assicurato che «nonostante la sciagurata retorica» degli iraniani, Teheran «continua a collaborare con l'Agenzia». Un rapporto pubblicato il 2 settembre da ElBaradei affermava che alla data di fine agosto l'Iran aveva prodotto nell'impianto di Isfahan 6,8 tonnellate di uranio convertito in forma gassosa (Uf6), che secondo gli esperti in teoria potrebbe essere utilizzato, dopo il processo di arricchimento, come propellente di una singola bomba. Non si sa quanto Teheran ne abbia prodotto dopo il dopo rapporto Aiea del 2 settembre. Tuttavia, diplomatici vicini all'Agenzia Onu ritengono che quelle 6,8 tonnellate di Uf6 siano insufficienti ad alimentare le centrifughe per l'arricchimento del materiale, e questo solleva dubbi sulla capacità di Teheran di dare seguito alla minaccia di riprendere anche la parte più controversa del ciclo di lavorazione del combustibile nucleare: l'arricchimento dell'uranio. La Francia, che insieme a Gran Bretagna e a Germania ha mediato per conto dell'Ue con Teheran, fino alla rottura dello scorso agosto, ha rinnovato la minaccia di portare il dossier Iran all'attenzione del Consiglio di Sicurezza. Elbaradei martedì sera aveva chiesto a tutti i paesi che hanno l'atomica la riapertura dei negoziati sul trattato, da anni in situazione di stallo, sulla proibizione della produzione di materiale atomico destinato all'industria bellica. El Baradei partecipando all'Assemblea generale dell'Onu e presentando la relazione annuale dell'Aiea aveva detto: «È essenziale fare passi avanti per eliminare sia l'accesso sia la produzione di materiale destinato alle armi nucleari». I negoziati in vista del Trattato erano stati approvati dalla stessa Assemblea Generale nel 1993, ma non sono mai riusciti ad entrare nel vivo.

Chiunque preferisca credere alle parole dell ''Oil Tanker'' e del figlio di un'altro ''Oil Tanker'' è libero di farlo.
Fonte articolo11.org foto wikipedia


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lunedì | by Stefano Reves S.


Approfitto di questo post per fare pubblicità al suo ultimo libro ''Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba''. Gianni Minà ripercorre le piu' orribili stragi compiute dal Terrorismo degli antricastristi, coadiuvati e supportati dal governo Statunitense. Eventi che fino ad oggi hanno fatto registrare ben 3.500 morti, e circa 10.000 feriti. Su tutti, la storia di cinque agenti segreti cubani arrestati negli Usa perché sospettati di ''possibili attività sovversive'', ed ivi segregati e torturati.
Una storia che non fa bene all'immagine del governo Bush Jr., costantemente impegnato nella lotta allo ''Scomodismo''.
Di seguito pubblico un suo interessante contributo su
chi può divenire Eroe e chi no.
Perché Quattrocchi E' un eroe e Di Celmo no?

L'indecente uso elettorale che la destra e alcuni mezzi di informazione hanno fatto e stanno facendo delle immagini dell'assassinio di Fabrizio Quattrocchi in Iraq, mi spinge a una riflessione come cittadino e come giornalista.
Il coraggio e la dignità mostrati dal contractor genovese al momento della morte hanno convinto il nostro Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, a definirlo un eroe, aggiungendo che dovrebbero vergognarsi tutti quelli che all'epoca di quell'esecrabile episodio mostrarono perplessità per il mestiere scabroso che Quattrocchi stava svolgendo in Iraq. Nel migliore dei casi quello di coprire le spalle a manager e uomini d'affari occidentali che vanno a portarsi via l'ultimo brandello di ricchezza della terra di Babilonia.
Fini sarebbe credibile, in questa teorizzazione se, in tutti questi anni “terroristici”, si fosse ricordato di usare le stesse parole per i milioni di esseri umani che, ogni giorno, lasciano questo mondo e i loro cari con coraggio e dignità per colpa del terrorismo economico e di stato, messi in atto da molte nazioni, anche definite democratiche.

Del terrorismo economico, che annichilisce la maggior parte dell'umanità e di quello di stato, che condanna all'esclusione e alla repressione intere popolazioni, non si occupa mai, per esempio, Magdi Allam, che sul Corriere della Sera invoca la guerra santa per il terrorismo di matrice islamica, ma dimentica di lanciare la stessa fatwa a organismi come Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, che esprimono nelle loro logiche e nelle ricette economiche che impongono alle nazioni più povere la stessa spietatezza di Al Zarqawi.

Ma c'è qualcosa di più che mi lascia perplesso: nel 1999 un giovane imprenditore italiano, Fabio Di Celmo, fu dilaniato, all'Hotel Copacabana dell'Avana, dall'esplosivo messo da Ernesto Cruz Leon, un povero disgraziato salvadoregno ingaggiato per 10mila dollari, per conto della Fondazione Cubana-americana di Miami, da Luis Posada Carriles. Questo famigerato personaggio, un vero e proprio Bin Laden latinoamericano, era, per conto della CIA, la mente di questa attività dinamitarda che voleva mettere in crisi il turismo cubano, prima fonte di entrata del paese. Non a caso Posada Carriles, che fece esplodere, nel '76, un aereo civile della Cubana de Aviacion, che partecipò, nello stesso anno, all'organizzazione dell'attentato mortale a Washington ai danni di Orlando Letelier, ex Ministro degli esteri del governo di Salvador Allende, vive ora, protetto dalla famiglia Bush, a Miami, dove (dopo essere stato processato e condannato a Panama e poi fatto fuggire) ha chiesto asilo politico, invocando per il suo caso addirittura “il segreto di stato”.
Eppure, per le trame infami di terroristi di fiducia del governo di Washington come Posada Carriles, più di 3500 persone, in questi anni, ci hanno rimesso la vita, per attentati organizzati in Florida ed attuati a Cuba, senza commiserazione alcuna dell'Occidente.
Fabio Di Celmo non ebbe neanche il tempo, come Quattrocchi, di dire come voleva morire. Fu spazzato via dal mondo senza che il governo del suo paese, l'Italia, si sia mai ricordato di lui. Non faceva il contractor , come i 15mila colleghi di Quattrocchi che lavorano in Iraq, anche con compiti inquietanti come quello di interrogare prigionieri senza tutela, per liberare da queste sgradevoli incombenze l'esercito degli Stati Uniti, tanto chiacchierato per i metodi usati ad Abu Ghraib e a Guantanamo. Di Celmo portava solo aiuto all'economia di un paese costretto da quasi 50 anni a soffrire per un immorale embargo degli Stati Uniti. Ora la sua opera di volontariato la continua il padre Giustino, ottantaquattrenne.
Se è giusto, come ha deciso il Comune di Roma, dedicare una via a Fabrizio Quattrocchi, vittima ed esempio di un'insensata prepotenza subita, credo sia morale promuovere la stessa iniziativa per Fabio Di Celmo, a meno che non ci sia differenza fra terrorismi e ci siano quelli “buoni” perché convenienti alle politiche del governo degli Stati Uniti, pervicacemente teso a cancellare la Revolucion cubana, e quelli “cattivi” perché messi in atto, invece, da quello che viene chiamato terrorismo islamico. Il terrorismo è abbietto sempre e le sue vittime hanno diritto all'attenzione sempre.
Per questo se il governo italiano avesse la famosa dignità di cui abbiamo parlato, avrebbe già chiesto al governo degli Stati Uniti, l'estradizione di Luis Posada Carriles, mandante dell'assassinio di Fabio Di Celmo, come è stato fatto per i militari argentini della dittatura. Forse il Ministro degli esteri Fini, per coerenza dovrebbe pensarci.
Da Il Manifesto, 15 Gennaio 2006


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martedì | by Stefano Reves S. | , ,


Fini e suini

“Due fenomeni non paragonabili, quel gruppo neonazista va messo in galera e rieducato […] Ma l’episodio di Torino è molto più grave perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni contro israele”. Questo è il parallelo fatto da Fini tra l’assassinio di Verona e le proteste alla Fiera del Libro di Torino. Tra un brutale omicidio e la più insignificante delle proteste. Tra l’apoteosi della follia pseudo estremista ed il chiacchiericcio ideologico di vecchie comari al barbecue delle vergini. Tra le lacrime e la disperazione di 5 famiglie distrutte dal dolore per una tragica scomparsa e gli sbadigli per il solito, sistematico boicottaggio, chiaramente fallimentare. Questo è quanto riferito durante la prima uscita ufficiale dalla terza carica più importante dello Stato Italiano. Auguri, Italia!


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domenica | by Stefano Reves S. | ,


Fini, la guida che manca alla sinistra



Non stupitevi, ma questo è il titolo che l' "Indipendent" ha scelto oggi per un articolo sul nostro Presidente della Camera. Intestazione che ha colpito anche me, stiamo parlando di una testata liberal, filo laborista, nata da una costola del Times e - mio parere - prodotto di ottima qualità.


"Fini è il leader che la sinistra non ha mai avuto. Rischia di diventare l' arma con cui Berlusconi concretizzerà la sua più alta aspirazione: rendere l'opposizione un'inutile formalità".




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sabato | by Stefano Reves S.


Un piccolo dubbio
Bossi-Fini, una legge che funziona

Dunque, cari signori che avete voluto, votato e difeso la legge Bossi-Fini, vorrei essere sicuro di aver capito bene. Ricapitoliamo. In Italia, dopo la grande sanatoria del 2002, si entra solo su chiamata. I datori di lavoro, una volta l'anno, si presentano alla posta e chiedono di far entrare le persone che - residenti all'estero - intendono assumere. Domanda e offerta di lavoro coincidono alla perfezione, perché i tecnici del ministero - che mica stanno lì a pettinare le bambole - analizzano il mercato e poi stabiliscono i flussi di ingresso: servono 170mila immigrati, entrano 170 mila immigrati. Chi cerca di infilarsi abusivamente in Italia finalmente viene intercettato alla frontiera ed espulso. Ma sul serio, non come si faceva prima. Di conseguenza, essendo il sistema perfetto, clandestini da queste parti non ce ne sono più. Guardate che ho studiato, sono sicuro che le cose stanno così. Solo una domanda, ma sottovoce, giusto per fugare ogni ombra di dubbio. Ma allora, questi qua che per giorni sono stati in fila come bestie davanti agli uffici postali, chi diavolo sono?
Di Giancarlo Mola


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giovedì | by Stefano Reves S.



DINOSAURI!

Tra pochi mesi la Corte Suprema deciderà se reinserire nelle scuole lo Studio della Bibbia, e quindi della tesi Creazionista, accanto alle teorie Evoluzioniste di Darwin e Wallace. Già, perché nel 1986 un decreto esecutivo decise per l’abolizione di ogni insegnamento con fini religiosi in tutti gli istituti pubblici Americani. A vederlo così, il processo sembrerebbe più che legittimo ( l’idea del mondo plasmato da un intervento divino in soli 6 giorni è qualcosa di veramente incantevole e suggestivo), se non fosse per il vero fine ultimo di questo particolare evento: Un gruppo di capitalisti americani ha creato una iniziativa, con sede a Seattle, nota come ‘’Intelligent Design’’, col fine di dimostrare che la scienza non riesce a spiegare l’evoluzione, pertanto occorrerebbe credere in un ente intelligente esterno al mondo e insegnare questa presunta teoria scientifica in tutte le scuole. Neanche a dirlo I promotori di questa iniziativa sono strenui fiancheggiatori di Bush, l’uomo che (sarà un caso) ha tagliato le tasse ai ricchi ed ha preso molte iniziative quanto mai gradite ai conservatori reazionari, solitamente appartenenti alla Chiesa Battista. Setta religiosa che interpreta la Bibbia alla lettera, quindi si discosta dall’ipotesi che la terra abbia più di seimila anni (cosa dimostrata empiricamente), rifiutando anche le, relativamente recenti, considerazioni di Pio XII e Giovanni Paolo II secondo cui la teoria evoluzionista non comprometterebbe il disegno intelligente, ma ne sarebbe diretta conseguenza. E’ facile capire che la propaganda anti Darwin nasce da importanti centri di potere, e che purtroppo sta divenendo sempre piu' patognomica di una situazione veramente grave: ultimo sintomo è stato avvertito la scorsa settimana durante la trasmissione di Lerner, quando una lettera di Buttiglione invitava gli insegnanti ad ''evitare'' certi argomenti, mentre alcuni studenti di ‘’Alleanza Studentesca’’ intervenivano in diretta accusando gli evoluzionisti di essere dei cantastorie. A colpire era il fatto che nessuno degli studenti sembrava avere conoscenze precise di ciò contro cui protestavano:
Diciamo subito che la selezione naturale è un semplice fatto demografico, sappiamo che in ogni popolazione vi sono caratteri determinati geneticamente (dal Dna), colore della pelle degli occhi, e soprattutto la predisposizione o la resistenza a certe malattie e la capacità di avere figli. Se vi è resistenza ad una certa malattia, la resistenza (ereditaria) ad essa tenderà ad aumentare con le generazioni future, semplicemente perché coloro che hanno facilità a contrarla soccomberanno e lasceranno meno discendenti dei più resistenti Questo è solo un esempio della selezione naturale, il ragionamento è ben più complesso, infatti nella generazione successiva vi saranno individui resistenti, perché i figli dei genitori più resistenti sono anch’ essi più resistenti, rispetto ai figli dei genitori meno resistenti. Tutto ruota attorno a questo discorso che per alcuni potrebbe sembrare un semplice scioglilingua, per altri potrebbe essere troppo complicato, quindi dopo averlo abbandonato è giusto che taccia.
Ma a questa gente non interessa la verità, preferiscono imbottire i ragazzini di favole, piuttosto che presentare loro quella che a 13 anni sarebbe una pericolosissima droga: l’uso del metodo scientifico. Meglio affidarsi a certi ‘’fondamentalismi’’ religiosi che vedono la scienza come diretta concorrente, pertanto cercano di annientarlo o almeno di oscurarlo, a discapito di quelli che dovrebbero essere i veri fini della religione e su tutte proprio la risoluzione delle disuguaglianze e delle rivalità sociali.
Se poi vi recherete in certi parchi naturalistici, dove Mostrano Noé che imbarca due uova di dinosauro (U.S.A.), oppure andrete a vivere in certe nazioni dove il ministro dell’Istruzione (vedi L. Moratti) elimina dal programma di studio l’Evoluzionismo (è successo sul serio in Italia lo scorso anno, ma fortunatamente solo per poco tempo), allora potrete rendervi conto personalmente che non tutti i Dinosauri si sono estinti, anzi hanno raggiunto proprietà antropomorfe davvero sorprendenti, l’importante è che non sia avvenuto grazie all’Evoluzione.


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martedì | by Stefano Reves S.



SEMPLICEMENTE GIANFRANCO!

Un uomo per ogni stagione, è la frase che più identificherebbe il bravo smargiasso bolognese. Colui che prima si dichiara amico degli extracomunitari, pronto addirittura a concedere loro il voto, per poi diventare artefice (e carnefice) di una delle leggi più xenofobe mai concepite. Nonostante tutto Fini rimane forse, uno dei politici più noti, sicuramente il più autorevole e qualificato che il nostro governo (dura scelta eh!) possa offrire.
Personalmente non ho nulla contro di lui, contro quel pallido corpo segaligno, col tenero viso telegenico e dalla cadenzata parlata rassicurante. Ma, come penso molti, temo che dietro quel riuscito lavoro posticcio e mediatico, si nasconda ancora quella dura veste almirantiana che impassibile, sembra resistere a tutte le epoche, mantenendo intatto e vitale il savoir fare arrogante e distruttivo del fascista Doc. Forse leggendo questo suo bestiario molti altri saranno d’accordo con me

‘‘Cari camerati… il Msi, l’intero Msi rivendica fermissimamente il proprio diritto di esistere e di riferirsi al fascismo!’’ (24/01/88)
‘‘Non si può tacere di fronte al fatto che le nostre frontiere sono troppo aperte. Da esse entrano con facilità stranieri di tutti i tipi, spesso disponibili a diventare manovalanza per i terrorismo e per lo spaccio di droga’’. (10/05/88)
‘‘Romani! Camerati del Movimento sociale italiano, del Fronte della gioventù, del Fuan (…) contro la droga servono sì le buone leggi; contro la droga servono sì i comportamenti coerenti; ma contro la droga serve soprattutto avere fede! Credere! Nobilitare la propria vita!’’ (29/11/88)
‘‘Sono un post-fascista, come hanno scritto – ma sarebbe meglio dire: un fascista nato nel dopoguerra.’’ (30/12/88)
‘‘Cari camerati (…) non si può fingere di ignorare che in una società condizionata dai mass-media l’immagine individuale e collettiva conta moltissimo.’’ (12/01/90)
‘‘Il Msi è contro la società multirazziale.’’ (09/07/91)
‘‘Noi faremo una grande battaglia irredentista perché Istria e Dalmazia tornino all’Italia.’’ (05/08/91)
‘‘Senza bisogno di cambiare la legge, si può attuare l’applicazione – in casi particolari – del codice penale militare di pace, che prevede la pena di morte.’’ (05/08/91)
‘‘Noi non siamo razzisti, ma non ci scandalizziamo se qualcuno va in giro con la testa rasata!.’’( 03/03/92)
‘‘Se nel 1922 il nostro paese non divenne una repubblica sovietizzata fu merito del fascismo.’’ (29/03/92)
‘‘Le leggi razziali del fascismo furono un errore che determinò anche orrori. Lo stesso Mussolini ne era consapevole, tanto che non le applicò.’’ (30/09/92)
‘‘Mussolini è stato il più grande statista del secolo. E se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani.’’ (30/09/92)
‘‘Non ci casco più , non avrà mai una risposta. (A Enzo Biagi che gli chiedeva se avrebbe ancora definito Mussolini primo statista del secolo)’’ (08/02/95)
‘‘I naziskin sono autentici idioti, perché il razzismo è una bestialità. Ma è altrettanto folle l’idea di una società multirazziale.’’ (10/10/93)
‘‘Come sindaco (di Roma) non sarei una minaccia per gli omosessuali. Diverso è il mio giudizio morale, il mio profondo convincimento.’’ (04/12/93)
‘‘Sono contrario a concedere il voto amministrativo agli stranieri residenti in Italia (…) Non credo che l’ospite straniero possa avere gli stessi diritti dei cittadini italiani.’’
‘‘E’ giusto affermare senza reticenze che l’antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato.’’ (28/01/95)
‘‘Chi vota contro (il primo articolo del nuovo codice di An) esce.’’ (28/01/95)
‘‘Le elezioni padane? Un’ anticipazione del carnevale’’ (27/10/97)
‘‘Alleanza nazionale ribadisce in maniera chiara la scelta del modello occidentale e per la difesa del libero mercato’’ (08/11/97)
‘‘Se un maestro di scuola elementare è omosessuale non può fare il maestro, perché diseducativo per i bambini.’’ (08/04/98)
‘‘La sinistra ‘‘antagonista’’ rappresentata da ‘‘certi centri sociali, dagli squatter e dagli autonomi è l’unico serbatoio da cui possono attingere organizzazioni neobrigatiste o terroristiche.’’ (30/05/99)
‘‘Sarebbe un gravissimo errore sciogliere Forza Nuova.’’ (10/01/2001)
‘‘Repressione, questa la parola da usare, anche se non risulta politicamente corretta (riguardo alle politiche di azione nei confronti dei tossicodipendenti)’’ (22/01/01)
‘‘Mussolini il più grande statista del ‘900? Non lo direi più (11/01/02)

Frasi tratte dai vari quotidiani italiani, e raccolte da Stefano Marsiglia in ''Fini, Una storia nera'', foto Repubblica


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lunedì | by Stefano Reves S.


Ricevo, quindi pubblico
Quell' eccezione che diviene regola

Viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l’eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri – dobbiamo ammetterlo – sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell’esistenza, gioco e sesso.

Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto?

In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c’erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto – almeno pro-forma – sottoporli all’embargo sull’acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare – forse grazie alle sue nobili origini – le maglie dell’embargo.

Gli elicotteri dell’Agusta sorvegliavano dall’alto, e talvolta intervenivano, quando c’era il rischio che il famigerato battaglione Buffalo – composto dalla peggior feccia bianca sudafricana – non ce la facesse a raggiungere il “target” giornaliero di neri ammazzati come cani.

Non contento di tutto ciò – mentre si trovava sul suo panfilo al largo della Corsica, sul confine delle acque territoriali italiane in una calda estate degli anni ‘70 – il regal rampollo si rammentò che i suoi avi nascevano per censo già ammiragli: all’avvicinarsi di un’imbarcazione battente bandiera del Reich germanico, forse sopraffatto da atavici rancori, sparò con un Garand (arma da guerra, vietata la sola detenzione, pena anni 9 e mesi 6 di reclusione) contro il vascello nemico.

Risultato: un giovane turista tedesco morto dopo settimane d’atroci sofferenze.

Beh, direte voi, ma il Codice Penale, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, l’enciclica Pax Christi, il manuale delle Giovani Marmotte non affermano forse che chiunque, nobile o plebeo, uccida volontariamente deve essere condannato alla pena riservata agli omicidi?

Ma certo! Cosa credete, che il progresso del diritto dai tempi di Montesquieu sia acqua fresca? Perdinci! La corte francese (competente per territorio) si riunì e giudicò quell’atto infame.

Il processo fu però avocato dalla Procura Generale di Parigi: non era il caso di lasciare ai plebei giudici corsi il grave fardello di segnare il destino di un re. La città che aveva ghigliottinato Luigi XVI e Maria Antonietta non volle perdere il privilegio di rinnovare le proprie tradizioni: il re vada alla sbarra come un qualsiasi cittadino! Liberté Egalité Fraternité!

Una perfida fata morgana confuse – però – la lucidità di quei giudici: quando il boia stava già oliando la lama della ghigliottina, improvvisamente giunse, inaspettata, la piena assoluzione.

In Italia la sentenza non fu proprio ben accolta, vista anche la scarsa popolarità della monarchia sabauda; in uno spassoso fondo su “L’Espresso” Giorgio Bocca chiese di sospendere la disposizione transitoria che vietava l’ingresso in Italia agli eredi al trono maschi: “Tornate altezza, tornate” – scriveva – “vi troveremo anche un posto all’INPS, basta che non andiate più in giro per il mondo a farci fare queste brutte figure.”

Sì, forse abbiamo fatto bene – seppur tardivamente – a seguire il consiglio di Bocca, ma il guaio è che adesso il tormento l’abbiamo in casa!

Certo che il buon Principe – sempre sfuggito alle maglie della giustizia – se proprio “bandito” non è, dobbiamo almeno ammettere che ha accumulato nel corso degli anni un discreto “pedigree” giudiziario, solo che il rango ha offuscato tutto.

Se uno qualsiasi di noi avesse ucciso – senza ragione apparente – il figlio di un miliardario tedesco dove si troverebbe ora? Come minimo a sfogliare le albe con il sole a scacchi per qualche decennio: e poi raccontano che il “sangue blu” non porta vantaggi; domani stesso cercherò d’acquistare su Internet un titolo nobiliare, lo pagherò in una sola “botta” con il PostaPay.

C’è però un aspetto giuridico che vorremmo sottoporre all’attenzione del giudice Woodcock, ossia il problema della cittadinanza. Il real rampollo ebbe a lamentarsi pochi giorni or sono – nel bianco salotto delle Supreme Porte, ospite dell’Insetto – che «tuttora, non aveva la piena cittadinanza italiana».

Ma, allora, siamo in presenza di un cittadino extra-comunitario che ha contravvenuto alla legge Bossi-Fini, grazie alla quale – non dimentichiamo – schiere di pericolosi delinquenti con i piedi scalzi sono rispediti al mittente affinché non infettino l’italico stivale! E non finisce qui.

Una delle ultime “riforme” del governo Berlusconi inseriva nel corpus giuridico un concetto interessante: pene minori per gli incensurati e maggiorate per i recidivi.

Facciamo il punto: traffico d’armi ed omicidio (sul giudizio della corte francese, va beh…) ed oggi associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, collusione con la criminalità organizzata e sfruttamento della prostituzione. Sarebbe stato meglio se i giudici francesi l’avessero schiaffato dentro alla (ricostruita) Bastiglia: già, perché adesso siamo noi a dover togliere le castagne dal fuoco al rampollo Savoia.

Dunque dite di condannarlo? Gli unici Re imprigionati che ricordo furono Maria Stuarda, Giacomo I, Luigi XVI e lo zar Nicola II. Meglio non sfidare la Storia.

Dal punto di vista strettamente giuridico – se i difensori del Principe accettassero un consiglio – suggerirei di puntare sulla Bossi-Fini: in fondo, si tratterebbe solo di rispedire al mittente uno dei tanti sans papier che ingombrano le piazze italiane. Uno di più od uno di meno…sì, forse sarebbe la soluzione migliore: coperto dal pietoso velo della notte, il Principe potrebbe partire – incolonnato in mezzo ai Mahmud ed agli Hassan – da un aeroporto secondario con destinazione la Libia od il Marocco, con scalo straordinario a Ginevra. Sarebbe il primo extra-comunitario svizzero ad essere rispedito al mittente: sì, forse è l’unica soluzione onorevole.

Con i miei più cordiali saluti

Carlo Bertani


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sabato | by Stefano Reves S. | , , , , , , , , , , ,


"The Economist": nuova invettiva
contro il nostro Premier

Silvio, time to say addio

E’ stata una brutta settimana, persino per gli standard di Berlusconi. La sua azienda punita con un’enorme multa. Sua moglie all'inseguimento di un divorzio salatissimo. A breve ricomincerà il processo in cui è imputato per aver corrotto l’avvocato David Mills, mentre aleggiano nuove dichiarazioni sui suoi legami con la mafia. Infine questo finesettimana si terrà la manifestazione “No B. Day”. Berlusconi ha trasformato la sopravvivenza politica in un'arte, ma questa volta sarà dura anche per lui.

Il punto di vista dell’Economist su Berlusconi è stato sempre coerente. Nel 1993 abbiamo criticato il suo debutto politico. Nel 2001 lo abbiamo considerato “inadatto”. Nel 2006 abbiamo suggerito agli elettori italiani di dire “Basta!” al suo governo. E nel 2008 abbiamo supportato il candidato del centrosinistra. Fin’ora siamo stati molto cauti nel valutare l’impudico scandalo sessuale che lo ha recentemente coinvolto. Preferiamo giudicarlo su questioni molto più sostanziose: il conflitto d’interessi tra le sue attività ed il suo ruolo politico e le sue prestazioni da Presidente del Consiglio.
Gli eventi di questa settimana hanno lanciato un’oscura luce sul primo. La ripresa di diverse cause riguardanti lui ed i suoi soci, più una serie di altre questioni finanziarie e legali stanno distraendo il governo dalle sue responsabilità. Ed il danno è visibile. Nonostante la recente crisi, la recessione, l’attenzion sulle difficoltà economiche del paese si è estinta. E nonostante l’ammirevole crescita delle piccole aziende del nord, l’Italia continua malamente a perseverare nel suo immobilismo. Nel terzo quarto del 2009 il suo PIL è sceso al di sotto della media europea e si calcola che perderà 5 punti entro la fine del 2009. E Berlusconi è stato scandalosamente dilatorio nel dare risposte. A lungo ha negato che il paese sarebbe scivolato in una nuova recessione. Ha usato la difficile situazione finanziaria per giustificare gli scarsi aiuti fiscali, ben inferiori a quelli promossi dagli altri paesi europei. A differenza di altri politici, ben più seri, non è stato in grado di incoraggiare le riforme necessarie per favorire la ripresa di competitività del paese.
Il terzo governo Berlusconi ha inoltre perseguito un’eccentrica politica estera: accogliendo Putin, Gheddafi (questa settimana è toccata ad un nuovo dittatore, il leader bielorusso Alyaksandr Lukashenka. Sotto il governo Berlusconi l’Italia continua a perdere peso in Europa e nel Mondo.

In parte, grazie alle sue macchinazioni, il paese è sprovvisto di degni successori. “E’ meglio rimanere immobili con lui, che navigare nel caos con un nuovo leader” pensano in molti. Ma chi tra i vari ipotetici successori (Fini, Casini, Bersani) prenderà il suo posto dovrà portare a termine le trasformazioni che Berlusconi ha fermato il giorno della sua ascesa al potere. Se il Cavaliere uscisse di scena, oggi l’Italia sarebbe un paese migliore.


Se vuoi consultare l'articolo in lingua inglese clicca qui.


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domenica | by domenico



"Responsabilità" o "populismo"?
tante domande poche certezze...

Prodi, non ce l'ha fatta, nonostante il richiamo alla responsabilità istituzionale, il suo appello è caduto nel vuoto. Egli richiamava alla compattezza i suoi, anche ricordando l'attuale situazione nazionale(egregiamente descritta nel mahjong all'italiana), ma i "saltimbanchi" dell'udeur e i "pulcini" diniani hanno decretato la fine di questa esperienza di governo; adesso , dunque, quali scenari si prospettano dinnanzi ai nostri occhi??Bene, le domande sono tantissime ma le risposte, come sempre, scarseggiano.
Sarebbe opportuno un governo tecnico, oppure la cosa migliore è andare alle elezioni??
In questo senso due riflessioni sorgono spontanee, ovvero:
Ha senso ritornare alle urne per formare un parlamento deciso dalle segreterie dei partiti??
La nuova maggioranza avrebbe i numeri necessari anche al senato??
Non sarebbe, a mio parere, auspicabile un governo composto da personalità illustri come Monti, Draghi, Bassanini, Vaciago, Boeri , giustappunto per redarre un testo comune di riforma elettorale con soglia di sbarramento adeguata, premio di maggioranza anche al senato, e soprattutto il ritorno delle "preferenze"??
Ovvio, poi, sarebbe proprio il massimo se lo stesso governo tecnico mettesse mani anche all'impostazione istituzionale italiana, cercando di eliminare il bicameralismo perfetto, riducendo il numero dei parlamentari, conferendo maggiori poteri al premier...ops, scusate sto divagando da inguaribile ottimista, dimentico di vivere nella repubblica delle Banane, ormai tristemente nota in tutto il mondo.
Torniamo ai nostri questiti...
Berlusconi realmente otterrebbe la maggioranza anche al senato, sufficente per governare, per arginare i soliti tiratori scelti onnipresenti in ogni coalizione??
E Mr "ma anche" Veltroni, con il suo charme da salvatore della patria, riuscirebbe, in campagna elettorale, a far passare in secondo piano, la pessima eredità, che, in termini d'immagine, gli ha lasciato Prodi??
E l'elettorato di centro destra, si sente ancora rappresentato dall'eterno Berlusconi? Ricordiamo che solo poche settimane fa, lui, Fini e Casini non si guardavano piu in faccia...ah, già scusate anche stavolta richiamavo alla moralità politica, dimenticando la nostra amata repubblica(con la "r" minscola).
Tante domande, pochissime risposte, e mentre la nostra classe politica si accapiglia, e incartapecorisce le istituzioni, il paese va in malora.
W le banane!


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martedì | by Stefano Reves S.


riflessione estemporanea su Benito ed i suoi simpatici amici
Dicono del Fascismo, parte 2a

Riprendiamo dalla frase di Fini ‘’ è grazie al Fascismo che l’Italia non è divenuta Comunista’’. Come dire megli schiantarsi su di un muro a secco che contro un Tir.
Mussolini ha portato il Cinema, certo. Ma lo ha fatto, monopolizzandolo. Ha finanziato il teatro, soffocandolo. Ha sostenuto l’editoria, arruolandola. L’architettura, revisionandola. La Storiografia, falsificandola.
Insomma ad ogni sua azione corrispondeva un doppio fine, che nulla aveva a che vedere con il nostro ‘‘bene comune’’.
Tuttavia, e nonostante tutto, si è ancora convinti che ad oggi il Fascismo sia palesemente migliore del Comunismo. Peccato per quella piccola, sottilissima, differenza. La chiamano ‘’Teorizzazione Scientifica del Movimento’’. Quella che ha portato i Fasci a Marciare su Roma, ad occupare il Parlamento, a fare leggi truffa, ed a proporre al re, compiacente, le Leggi Razziali. Le stesse che hanno contribuito enormemente al massacro di 2 Miliardi di persone nel giro dei sei anni della Seconda Guerra Mondiale,.
Ed i tentativi, disastrosi, di imporre la follia chiamata ‘‘colonizzazione culturale’’?
Ma per comprendere in due parole il Fascismo basterebbe una frase del suo stesso fondatore, narrata in un piccolo aneddoto: l’imprenditore Giovanni Treccani, intento a redigere quella che sarebbe divenuta nel giro di pochi anni la più grande raccolta enciclopedica italiana, arrivato al lemma ‘’Fascismo’’ scrisse ''movimento politico con tendenze totalitaristiche''. Letto l’enunciato Mussolini prese una penna e, cancellata l’affermazione di suo pugno, la corresse all’incirca così ‘’il Fascismo è uno stato Totalitario’’.

Ah, un ultima cosa: quelli che oggi chiamamo Bar, allora non potevano essere chiamati Bar, ma prendevano quel goffo nome di ‘‘Qui si beve’’.

Serve altro per far mutare quel ‘‘Dicono’’ da tempo presente, a tempo imperfetto?

Fine.


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| by Stefano Reves S.


Pillole di ''Controcultura''
NE UCCIDE PIU' LA LINGUA CHE LA SPADA

Perchè quella banda di brutta gente per lo più ladra, ex fascista (ex?) quando non spudoratamente razzista (Bossi) malamente riciclata (vedi Fini e Fiuggi) insieme al suo megalomane tirannello mediatico paranoico si mette insieme e prende il potere, finisce come sapete che è finita. Ma se il nano malefico, come ora, finalmente lo chiamano almeno in internet si mette a chiamare i magistrati come li chiama (rossi e fuori di testa) la Confcommercio, gli ordini professionali, i partiti tutti come li chiama, insomma, tutti rossi con le mani sporche del sangue di cento miioni di morti, non riesci a capire perchè l'altra parte, quella che nella nostra pubblicità domenicale sul Manifesto (vedetela in pag. 3) abbiamo chiamato' il fratacchione democristiano e i suoi ipocriti pasticcioni con la coda di paglia' non provano nemmeno a chiamare l'altro campo con il nome che tecnicamente gli compete: una masnada di pericolosi ed illegali fascisti. Ci hanno lasciato letteralmente soli a gridare al regime (con il nostro libro NEL PAESE DI BERLUSCONIA) e solo nell'ultimo anno è uscita qualche parola come piuma leggera, nel teatro mediatico osceno. Se rossi eran tutte le persone civili, neri erano, oltre che imbroglioni, massacratori della Costituzione e clericofascisti, Perchè non l'hanno mai detto? perchè? Perchè mentre LUI strilla le sinistre (fino al Bertinotti al chachemire e fino alla moglie di D'alema che stringe la mano a Gelli) mormorano sommesse giaculatorie idiote sul loro esser capaci di governare... Insomma, è scontro tra clericofascisti che gridano come ossessi sui media per smuovere la trista Italia degli ignoranti rimasti mentre loro, cattocomunisti che fanno finta di essere statisti col birignao, tutti ipocriti e perbenino per raccattare il voto dell'ultimo borghesino, rischiano addirittura di perdere.
Se succede, io emigro, giuro.
Il Collettivo Malatempora


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venerdì | by Stefano Reves S.


L'articolo riprende le considerazioni fatte in questo post.
QUALCHE BUGIA FACILE, FACILE x2
Capitolo secondo... un ''Comunista''

E’ sorprendente ed assieme sconvolgente ammirare quanto il Presidente del Consiglio (e di chi potremmo parlare altrimenti?) sia così cocciutamente convinto di tutte le baggianate,che sì spara da sempre, ma di recente profila in maniera irrimediabilmente bulimica. Sorprendente perché immaginare un alto rappresentante dello Stato mentire così spudorata è cosa più che rara, sconvolgente perché i suoi orpelli sono di una tale, assurda, inconcludenza, che basterebbe un’analisi approssimativa e superficiale per appurarne la vera consistenza. E l’esame potrebbe farlo chiunque, non i soli Tecnocrati su cui Bobbio riversava molti dubbi. Un bambino, proprio uno spontaneo ed umile giovinetto in possesso di un’infarinatura, anche superficiale, su ostici argomenti quali sono addizioni e sottrazioni -materie che evidentemente appaiono ardue per gran parte degli italiani, anche per chi come Vespa o Mentana, avrebbe il compito professionale di rammentarne e rimproverarne i risultati al Premier- sarebbe in grado di porsi dinanzi al Capo del Governo e dirgli che:
Il cambio lira-euro sotto le 1.936.27£ ( che, come ricorda Berlusconi avremmo potuto spostare a 1.500£) sarebbe improponibile.
Come se avessimo scelto noi! La cifra ufficiale nasce nel 1996 (due anni prima dell’Euro), dopo che la Lira venne riammessa nel Sistema Monetario Europeo (SME). Avendo preso il Marco Tedesco come valuta di riferimento, abili negoziatori del Governo di allora (Prodi) riuscirono a far raggiungere alla nostra moneta un valore di 990£, quando il ‘’trenino dell’Euro’’, il quale ormai prossimo alla partenza avrebbe fatto volentieri a meno di noi, proponeva una soglia di 960£. Per avere un livello di 1.500, in quel momento il cambio con il Marco avrebbe dovuto essere di 750 Lire. Ammesso che fosse possibile, questo avrebbe significato una cosa sola: uscire nuovamente dallo Sme per non entrarci più.
Se la matematica non è un’opinione, allora facendo due conti potremo capire se siamo stati bistrattati rispetto a tutte le altre nazioni:
1€ = 1936.27, 1 Marco all’epoca erano 989.99£, oggi 1€ vale 1.95583 marchi. Moltiplicando 989.99 (cambio Marco-Lira) per 1.95583 (Euro-Marco), si scoprirà una cosa straordinaria: che 1 Euro in Germania vale in Marchi esattamente quanto vale per noi in Lire.
Prendendo il Franco Francese: prima dell’ Euro valeva 295.182 lire, oggi 1 Euro è il controvalore di 6.55957 vecchi Franchi. Di conseguenza anche in Francia 6.55957 Franchi equivalgono a lire 1936.29. E lo stesso varrebbe per tutte le altre monete d’Europa.
Il nuovo Governo del 2001 ha ereditato un debito spaventoso.
Che Ca***ta!(per fini morali cerco di non Bestemmiare, ma certe volte…) I Governi di centro sinistra hanno ridotto la cifra, la peggiore d’Europa e una delle ultime al Mondo, dal 124 al 110% del Pil. Il Governo attuale l’ha lasciata quasi intatta, infatti è passata dal 110 ad un misero 109%. Al contrario sembra molto chiaro il tentativo da parte della Cdl di inquinare le acque, per rovinare i piani in seguito ad una vittoria dell'Unione.
Abbiamo ridotto le tasse a Tutti.
Questo se non sbaglio è stato il primo punto del ‘‘Patto con gli Italiani’’, ed in un certo senso è vero, ma prima di ricevere le vostre canee lasciatemi finire: il punto è che il governo Berlusconi non agisce mai direttamente sul cittadino ma, in quella che potremmo definire la ‘’catena fiscale’’ colpisce gli anelli intermedi. E chi c’è negli anelli intermedi? I Comuni, e le imprese di pubblica di utilità (Telecom, Enel, etc..). Dopo aver visto rosicchiati i già pochi fondi che ricevevano, o in seguito all’aumento delle imposte sulle loro infrastrutture (Tassa del Tubo) cosa potrebbero fare questi Enti se non riversare le loro magagne direttamente sul cittadino? Le conclusioni sono chiare, noi ci rimettiamo gli stessi soldi che avremmo rimesso con tutti gli altri Governi, forse anche qualcosina in più, ma un vantaggio c’è: Berlusconi potrà andare per l’ennesima volta negli studi di ‘‘Porta a Porta’’, e dire che loro non hanno mai messo le mani in tasca agli Italiani.

Ora dovremmo aver sfatato tutti i Cavalli di Battaglia del Premier, quindi non disperate. Domani sera, durante la trasmissione ‘‘l’Incudine’’ qualche giornalista di buona volontà (ho da poco visto lo spot, dice che ci saranno i redattori più autorevoli d’Italia) prenderà in mano questi dati e li sbatterà in faccia al premier. Statene certi che lo farà!

Foto Pinocchio


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