venerdì | by Stefano Reves S.


Un' amica della Lav ci invita a partecipare ad un' importante iniziativa. La pubblico con piacere.
Caro Pecoraro

Cari amici, vi chiediamo un aiuto urgente contro la nuova proposta di legge sulla caccia in deroga e sul calendario venatorio che stanno per esserevarati in Emilia Romagna.Mandate una mail agli indirizzi citati.Il testo è fornito solo a titolo di esempio.Prego tutti di spedire al più presto data l'urgenza inviando a tutti ivostri indirizzi. Fate il possibile , siamo proprio in estrema difficoltà.
Carla

Gli indirizzi e mail sono

segreteria.ministro@minambiente.it,
segpres@regione.emilia-romagna.it,
dmanca@regione.emilia-romagna.it,
marcobarbieri@regione.emilia-romagna.it

Al Ministro per l'Ambiente Pecoraro ScanioAl Presidente della Regione Emilia RomagnaVasco Erranie p.c.Al Capogruppo DSConsigliere Daniele Manca Al Capogruppo MargheritaConsigliere Marco Barbieri
Gli emendamenti approvati nella seduta del 28 giugno dalla CommissionePolitiche Economiche della Regione Emilia-Romagna hanno reso ancora piùevidente che i progetti di legge sul Calendario Venatorio e sulla Caccia in Deroga prendono in considerazione soltanto gli interessi deicacciatori a scapito della tutela della fauna selvatica.Solamente a titolo di esempio segnaliamo che il PDL sul calendariovenatorio, tra l'altro, consente la caccia alla Moretta che,confondendosi con la Moretta Tabaccata in gravissima diminuzione,contribuisce all'estinzione di quest'ultima.Inoltre permettendo la "braccata" al cinghiale sulla neve, consente asquadre di 30/40 cacciatori con più di 30 cani di terrorizzare tuttele altre specie, già stressate dalla difficoltà a sopravvivere incondizioni atmosferiche avverse. Il PDL sulla CACCIA IN DEROGA consente di sparare a cinque specieprotette con il pretesto dei danni senza rispettare nessuna dellecondizioni previste dalla Direttiva Europea che ha pochi mesi fa avviatouna procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia anche per leviolazioni compiute dall'Emilia Romagna.I progetti di legge andranno all'approvazione in Consiglio regionalemartedì prossimo.
Chiediamo un immediato Vostro intervento per ripristinare la legalità.
Distinti saluti (nome cognome, indirizzo)


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martedì | by Stefano Reves S.



200° Post
Dopo il Referendum

Data la, rara, sensibilità dell argomento, non ho mai avuto intenzione di volgarizzarlo con la concioneria politica. Ne intendo farlo oggi, con un risultato che (ci) soddisfa molto piu' di quanto fosse nelle previsioni piu' rosee. Per un semplice motivo.
Ieri non ha vinto Prodi, ne ha perso Berlusconi. Non ne è uscito rafforzato il Governo di centrosinistra, ne defraudata l'opposizione di Destra.

A trionfare è stata una sola cosa, la ragione comune. Assieme a qualche spiraglio di ottimismo, grazie ad un ritrovato (almeno così pare) senso civico auto-raziocinante.
Nient' altro.


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domenica | by Stefano Reves S.


Il voto!


''Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi. Raccolgaci un' unica bandiera, una speme:di fonderci insiemegià l'ora suonò.''

Fratelli d'Italia


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venerdì | by Stefano Reves S.


Sui parlamentari in meno

Rewind. Torniamo al mitico spot Mediaset. Il cavallo di battaglia della campagna referendaria forzista. Sì alla Riforma = meno parlamentari. Tralasciamo pure il populismo elettoralista, estremamente capzioso ma, almeno per me, ormai scontato, che sta accompagnando la politica promozionale targata Cdl, di cui questa pubblicità è prova più che lampante. Vi suggerisco una riflessione che dovrebbe smentire anche tali, ipotetici, vantaggi.

Perché invece che il numero di Parlamentari, non ne riduciamo le indennità?
La Costituzione non prevede alcun salariale, ne fisso, ne indicativo. Sono i furbetti di Palazzo a stabilire, con un decreto legge annuale, la loro busta paga. Che oggi si aggira attorno ai 20.000 Euro mensili.
Ecco, giustamente gli Onorevoli replicano ‘‘Sì, ma noi abbiamo le spese’’. Spese?
Ma con alloggio gratis, biglietti aereo, treno, autobus e metropolitana gratis, convenzioni mediche gratis, ristoranti gratis, tessere cinema gratis, e poi ancora giornali, piscine e palestre, francobolli, biglietti stadi, tutto gratis, quali sarebbero queste spese?

Comunisti al Governo, dove siete? Una volta tanto comportatevi da tali!


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giovedì | by Stefano Reves S.


Bravo, bravo… MASTELLA!

In un certo senso ci contavamo. Senza troppo fantasticare sapevamo bene che, prima o poi, avresti abbandonato l’ affannosa toga del buonista asettico, per riguadagnare quella dello spaccone fariseo . E' così che ci troviamo, dopo pochissimi mesi, ripiombati nel fardelloso ‘‘caso intercettazioni’’. Ricordate quando poco prima del voto Berlusconi volle proporre una legge che prevedeva persino l’ arresto per chi osasse pubblicare i tabulati delle chiamate? Cambia ministro ma il pastone sconclusionato ed ipocrita rimane uguale: gli ascolti, poco, clandestini che minerebbero la privacy, la, folle, proposta di avvisare i non indagati che le loro telefonate stanno per essere registrate, etc... etc...

Ma basta… le intercettazioni non minano l’ intimità di nessuno, piuttosto lo tutelano. Certificano che noi siamo onesti, e tutti gli altri fanno le solite porcate, che ormai ci lasciano freddi, a causa del recidivare quasi indifferenti. Indifferenti ma non irresoluti. Decisi ad urlare al Parlamento intero che: LE INTERCETTAZIONI NON SI TOCCANO!

Cosa sarebbero il caso Moggigate, o quello Fazio senza intercettazioni? Congetture, nient’ altro.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Il Bastone del Maestro

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti insultano, poi ti combattono, poi vinci.

Mohandas Karamchand (Mahatma) Gandhi, sulla nonviolenza


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| by Stefano Reves S.


Ricevo, quindi pubblico
Quell' eccezione che diviene regola

Viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l’eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri – dobbiamo ammetterlo – sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell’esistenza, gioco e sesso.

Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto?

In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c’erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto – almeno pro-forma – sottoporli all’embargo sull’acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare – forse grazie alle sue nobili origini – le maglie dell’embargo.

Gli elicotteri dell’Agusta sorvegliavano dall’alto, e talvolta intervenivano, quando c’era il rischio che il famigerato battaglione Buffalo – composto dalla peggior feccia bianca sudafricana – non ce la facesse a raggiungere il “target” giornaliero di neri ammazzati come cani.

Non contento di tutto ciò – mentre si trovava sul suo panfilo al largo della Corsica, sul confine delle acque territoriali italiane in una calda estate degli anni ‘70 – il regal rampollo si rammentò che i suoi avi nascevano per censo già ammiragli: all’avvicinarsi di un’imbarcazione battente bandiera del Reich germanico, forse sopraffatto da atavici rancori, sparò con un Garand (arma da guerra, vietata la sola detenzione, pena anni 9 e mesi 6 di reclusione) contro il vascello nemico.

Risultato: un giovane turista tedesco morto dopo settimane d’atroci sofferenze.

Beh, direte voi, ma il Codice Penale, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, l’enciclica Pax Christi, il manuale delle Giovani Marmotte non affermano forse che chiunque, nobile o plebeo, uccida volontariamente deve essere condannato alla pena riservata agli omicidi?

Ma certo! Cosa credete, che il progresso del diritto dai tempi di Montesquieu sia acqua fresca? Perdinci! La corte francese (competente per territorio) si riunì e giudicò quell’atto infame.

Il processo fu però avocato dalla Procura Generale di Parigi: non era il caso di lasciare ai plebei giudici corsi il grave fardello di segnare il destino di un re. La città che aveva ghigliottinato Luigi XVI e Maria Antonietta non volle perdere il privilegio di rinnovare le proprie tradizioni: il re vada alla sbarra come un qualsiasi cittadino! Liberté Egalité Fraternité!

Una perfida fata morgana confuse – però – la lucidità di quei giudici: quando il boia stava già oliando la lama della ghigliottina, improvvisamente giunse, inaspettata, la piena assoluzione.

In Italia la sentenza non fu proprio ben accolta, vista anche la scarsa popolarità della monarchia sabauda; in uno spassoso fondo su “L’Espresso” Giorgio Bocca chiese di sospendere la disposizione transitoria che vietava l’ingresso in Italia agli eredi al trono maschi: “Tornate altezza, tornate” – scriveva – “vi troveremo anche un posto all’INPS, basta che non andiate più in giro per il mondo a farci fare queste brutte figure.”

Sì, forse abbiamo fatto bene – seppur tardivamente – a seguire il consiglio di Bocca, ma il guaio è che adesso il tormento l’abbiamo in casa!

Certo che il buon Principe – sempre sfuggito alle maglie della giustizia – se proprio “bandito” non è, dobbiamo almeno ammettere che ha accumulato nel corso degli anni un discreto “pedigree” giudiziario, solo che il rango ha offuscato tutto.

Se uno qualsiasi di noi avesse ucciso – senza ragione apparente – il figlio di un miliardario tedesco dove si troverebbe ora? Come minimo a sfogliare le albe con il sole a scacchi per qualche decennio: e poi raccontano che il “sangue blu” non porta vantaggi; domani stesso cercherò d’acquistare su Internet un titolo nobiliare, lo pagherò in una sola “botta” con il PostaPay.

C’è però un aspetto giuridico che vorremmo sottoporre all’attenzione del giudice Woodcock, ossia il problema della cittadinanza. Il real rampollo ebbe a lamentarsi pochi giorni or sono – nel bianco salotto delle Supreme Porte, ospite dell’Insetto – che «tuttora, non aveva la piena cittadinanza italiana».

Ma, allora, siamo in presenza di un cittadino extra-comunitario che ha contravvenuto alla legge Bossi-Fini, grazie alla quale – non dimentichiamo – schiere di pericolosi delinquenti con i piedi scalzi sono rispediti al mittente affinché non infettino l’italico stivale! E non finisce qui.

Una delle ultime “riforme” del governo Berlusconi inseriva nel corpus giuridico un concetto interessante: pene minori per gli incensurati e maggiorate per i recidivi.

Facciamo il punto: traffico d’armi ed omicidio (sul giudizio della corte francese, va beh…) ed oggi associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, collusione con la criminalità organizzata e sfruttamento della prostituzione. Sarebbe stato meglio se i giudici francesi l’avessero schiaffato dentro alla (ricostruita) Bastiglia: già, perché adesso siamo noi a dover togliere le castagne dal fuoco al rampollo Savoia.

Dunque dite di condannarlo? Gli unici Re imprigionati che ricordo furono Maria Stuarda, Giacomo I, Luigi XVI e lo zar Nicola II. Meglio non sfidare la Storia.

Dal punto di vista strettamente giuridico – se i difensori del Principe accettassero un consiglio – suggerirei di puntare sulla Bossi-Fini: in fondo, si tratterebbe solo di rispedire al mittente uno dei tanti sans papier che ingombrano le piazze italiane. Uno di più od uno di meno…sì, forse sarebbe la soluzione migliore: coperto dal pietoso velo della notte, il Principe potrebbe partire – incolonnato in mezzo ai Mahmud ed agli Hassan – da un aeroporto secondario con destinazione la Libia od il Marocco, con scalo straordinario a Ginevra. Sarebbe il primo extra-comunitario svizzero ad essere rispedito al mittente: sì, forse è l’unica soluzione onorevole.

Con i miei più cordiali saluti

Carlo Bertani


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sabato | by Stefano Reves S.


MEDIASETTED

Avrete sicuramente visto lo spot adottato dalle reti Mediaset per promuovere l' evento referendario. Stupendo. Ora ho capito tutto! Penso proprio che voterò sì. Quanti gonzi andrebbero contro quell' ottima legge che promette un' ESCLUSIVA scrematura dei seggi parlamentari, ergo una netta riduzione dei nostri esborsi? Io no di certo.

Come... come dite?
Che la legge effettiva intende cambiare ben 53 articoli sui 139 complessivi? (il 38.1%). Che la vittoria dei ''Si'', sgretolerebbe le fondamenta dello Stato parlamentare? Che l' equilibrio tra tutti i suoi poteri andrebbe in frantumi? Che non esisterebbe piu' giustizia e solidarietà tra le Regioni? Che memoria comune, convivenza tra cittadini di un' unica Nazione vedrebbero il proprio volto sfigurato per sempre?

Suvvia, non dite 'porcate'! Che volete che siano tutte queste inezie, di fronte alla riduzione del numero dei Parlamentari!? Quisquilie, pinzillacchere...


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venerdì | by Stefano Reves S.


Due Storie

La prima è quella della sirenetta di Walt Disney, che da venti giorni sta sull'albero di noce ormai più famoso di Los Angeles (al secolo l'attrice Garyl Hannah).
La polizia l'ha tirata giù e arrestata insieme ad altre nove persone.
Volevano salvare 5.6 ettari di verde nel cuore di L.A. dove tra l'altro 35O famiglie ispaniche facevano i loro orti.
Prima era pubblica, la South Central Farm, poi il costruttore Horowitz ha fatto causa, lui aveva cacciato 5 milioni di dollari ma ora ne chiedeva 26 per cederla, alle solite.
Ci è andata anche Joan Baez, ha firmato anche Di Caprio, hanno raccolto 6 miliondi di dollari, ma non sono bastati, è arrivata la pula.
Il potere economico batte il mediatico uno a zero.

Ma consoliamoci con la seoconda storia.
A San Rossore, stupenda tenuta sulla foce dell'Arno volevano fare il solito villaggio ributtante, perchè la tenuta, dallo stato era passato alla regione che... gli intellettuali han firmato per fermare, il comune diceva di si ma il Tar ha detto di no.
Della serie: tutto il mondo è paese.
Malatempora


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giovedì | by Stefano Reves S.


Lasciatemi fare l' Antonio Socci per una volta
Perché!?, perché!!?, perché!!!?

Perché, dinanzi alle inenarrabili sofferenze, alle atroci e sempre piu' crudeli ingiustizie, che ogni giorno si registrano nel Mondo, proprio sotto gli occhi di noi tutti, la Chiesa si occupa quasi esclusivamente di Pacs? Di come fara appurare come ''innaturali'', quindi quasi volutamente ''illegali'', gli omosessuali? Qei, deprecabili, immondi, perversi, cittadini di serie B.
PERCHE'!?, PERCHE'!!?, PERCHE'!!!?

Forse nel tentativo di riguadagnare quell' Autorità statuale, perduta sì ma solo in parte, che tanta nostalgia suscita nei ruininai? Nella speranza di riallineare sotto la propria disciplina l'intera Curia, e non solo, il cui ordine è minato dalle sempre piu' numerose, ''biricchine'', scorribande peccaminose dei suoi accoliti?
Maybe. Una possibilità, come infinite altre.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Per quelli che fanno loro esclusiva, l'idea di demos kratia
La Democrazia degli altri

Se la Democrazia è, oltre che una forma di governo fondata sull' esercizio del diritto di voto, la libera e responsabile discussione pubblica dei temi politici che riguardano la collettività, allora se ne possono tintracciare le radici anche nella storia dell' India antica (moghul Akbar), dell' Africa, dell' Asia orientale e sudorientale.
Aneddoto
340 A.C. circa, India, Alessandro Magno, nel tentativo di chiedere ad un gruppo di filosofi jainisti perché non prestassero attenzione al grande conquistatore, ricevette la seguente risposta, che metteva in discussione la ''leggittimità'' dell' ineguaglianza: ''Re Alessandro, ogni uomo possiede solo quella parte di terra sulla quale poggia i propri piedi. Tu sei un uomo come il resto di noi, tranne per il fatto che sei sempre indaffarato e impegnato in nulla di buono, lontano miglia e miglia dalla tua patria, un fastidio per te stesso e per gli altri!... Presto sarai morto, e allora possiederai solo la terra sufficiente a seppellirti''.
Il rimprovero, dal sapore egualitaristico, lasciò il conquistatore, in raro stato di ammirazione.


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martedì | by Stefano Reves S.


BASTA!

Alle teleimbonizioni, ai ciarlamaghi, agli pseudo-santoni. Basta!. Alle vere Wanna Marchi. Le TELEVISIONI! Tutte. Con tutti i loro canali.
Sono loro che ogni giorno ci propinano quintali delle peggiori corbellerie negromantiche. Le cloache dell’ astuta ignoranza.
Saranno a decine, ma che dico, a centinaia!, i fattucchieri che proprio in questi istanti, stanno somministrando, dietro discutibili imbellettamenti da circo, letali prodotti della peggior stregoneria da mercatino dell’ usato. E di chi è la colpa? La loro? Assolutamente no!
Degli emittenti. Di tutti gli emittenti. Delle piccole televisioni, quelle che assicurano loro spazio, perché garanzia di ascolti certi. Dei giornali, che spesso permettono annunci tra i più osceni. Dei canali nostri. Quelli che NOI finanziamo. E che almeno due volte al giorno permettono la messa in onda degli oroscopi, o la partecipazione a TUTTI i programmi più seguiti degli ‘‘otelminidi’’ tra i più svariati.

C’è chi pensa con la condanna di Wanna Marchi (tra l’altro oggi LIBERA perché in attesa di Appello, che non avverrà prima di due, tre anni, benché sia stata condannata pesantemente in Primo Grado) tutto sia finito. Invece è ora che si comincia sul serio. Ad EPURARE. Il sistema. Ma prima ancora la sua psicologia del lucro.
BASTA!


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lunedì | by Stefano Reves S.


''Appoggio'' completamente una riflessione di Vittorio Zucconi sul Campionato del Mondo di Calcio, che ci appropinquiamo ad incominciare.
Armistizio sì, ma per due settimane

Nel 1995, dopo un anno intero di sciopero provocato dalle opposte e inconciliabili ingordigie di giocatori troppo pagati e di padroni troppo ricchi, il baseball americano tornò a presentarsi davanti ai propri clienti (o appassionati). Per la prima volta nella lunga storia di questo sport profondamente americano, non furono neppure disputate le finali - le World Series - e non fu assegnato il titolo di campione. Dopo lo scandalo delle partite vendute dalla Calze Bianche di Chicago, prontamente ribattezzate le "Calze Nere" mai una simile verogna aveva coperto il "passatempo nazionale". Fu mobilitato un celebre attore, Billy Crystal, autentico fanatico di baseball per una serie di spot ben fatti e intelligenti, nei quali lui, dopo avere coperto di improperi quei lazzaroni, concludeva con l'invito a "kiss and make up", a darsi il bacino del perdono e fare la pace.
Premesso in maniera categorica che di dare un bacino a Gattuso o Pirlo non se ne parla proprio, ora che ci prepariamo all'inizio del Mondiale di calcio 2006 (si prega di non prenderci in giro con le bande di montanari in brache di cuoio o con le palle sulla fraternità internazionale) che comincia soltanto quando le tute azzurre dei nostri Cipputi miliardari scendono in campo, la questione del "facciamo la pace" si propone anche a noi.
Alle 21 di questa sera, dovremo scegliere fra quattro possibilità: 1) guardare distrattamente le nostre pipette di gesso giocare contro i leoni del Ghana, 2) non guardarli proprio e andare a vedere quel pallosissimo film che la signora tanto vorrebbe vedere, 3) guardarli sperando che siano sbranati e ridotti a polpette o 4) guardarli sperando che vincano, tifando.
Restare indifferenti in uno stadio è altrettanto impossibile, oltre che ridicolo, come tuffarsi in mare con l'impermeabile e dunque posso scegliere soltanto fra tifare per la strage dei cristianucci a opera dei leoni o sperare che vincano (o pareggino, che è sempre "un buon risultato" come direbbe sicuramente l'allenatore dopo la partita con quelle acute disamine che rendono il calcio il gemello della filosofia kantiana).
Tifare contro la squadra che comunque porta il nome della mia nazione e che, mi piacca (pochissimo) o no porta anche il mio nome, mi pare, per dirla poeticamente, da pirla. Un calcio italiano che ha resistito a due Coree, a figure da cioccolatai in tutto il mondo, a sconfitte umilianti in Portogallo non verrebbe risanato da una strombatura per opera dei Ghanesi. Sarebbe un calcio comunque sordido e in più sconfitto.
Perdonarli, bacini sempre esclusi, è altrettanto improponibile, perché non sappiamo ancora bene quali dita questi giovanotti abbiano intinto nel barattolo della marmellata sporca e alcuni di loro hanno ancora le mani molto appiccicose.
Rimane, e la propongo, la soluzione della tregua. Non pace, non volemose bene, non "torna a casa Lassie" e vedi di riportarmi Moggi e Galliani in bocca, ma armistizio per due settimane. Il tempo per essere rimandati tutti a casa, probabilmente dal Brasile dopo una penosa qualificazione come secondi ottenuta grazie a cabale di numerologia stile Sacchi 94, Bearzot 82 o Trapattoni 2002 salvato, ricordiamocelo, non da Del Piero o Totti, ma da una Croazia che riuscì a farsi eliminare dal già eliminato Ecuador.
Una prova accettabile di questi giocatori, compreso persino quello che si è montata la testolina rapata da passerotto e si crede Achille quando invece è lui il tallone d'Italia, non li assolverebbe né li condannerebbe. Sarebbe soltanto una prova di professionalità, di dignità, di amor proprio e non soltanto di amor pecuniae.
Questa Nazionale non ha mai vinto nulla, si è qualificata battendo robetta di seconda e le amichevoli, per piacevoli che siano, contano come i frigoriferi in Antardite, sono oggetti di arredamento inutili. Consideriamoli in libertà vigilata, in ora d'aria, in permesso, e, sempre senza perdonare nessuno, ricordiamo che sono per lo più bambini cresciuti nel fisico ma rimasti nella stoppia, arricchiti dal lavoro della gambe ma non dallo sviluppo del cervello, ai quali la ricchezza non ha necessariamente dato maturità, essendo ormai largamente dimostrato anche da nomi illustri che avere soldi non rende per forza responsabili o intelligenti, come diciamo noi che non abbiamo soldi.
Dunque io spero che l'Italia vinca, questa sera e la prossima volta, perché da una sconfitta non avrei nulla da guadagnare altro che quel sapore acido di una specie di vendetta, che è sempre un cibo a me molto indigesto. E non vedo perché le porcherie di Alì Moggi e dei suoi amici debbano ricadere su di me e sui giocatori che, a differenza per esempio del Del Piero o Cannavaro o Buffon, dalla Juventus o dalla Gea non hanno mai ricevuto favori. Tagliarmi certe appendici per far dispetto a Lotito o a Pairetto non mi sembra un'idea brillante.

Abbiamo almeno la certezza che non saranno aiutati dagli arbitri e dagli sventola biancheria lungo le linee, che le partite non saranno moggificate o bergamizzate e oggi nessun procuratore sano di mente spera di piazzare un proprio rappresentato nella sgangherata e corrotta Lega di Adriano "Stiamo facendo molto bene" Galliani.


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venerdì | by Stefano Reves S.


Il Bastone del Maestro

Discepolo: Maestro, quando avrò conosciuto la verità sarò felice?
Maestro: No figliuolo, quando avrai conosciuto la verità sarai libero dal pensiero di essere felice.

Storia Giapponese.


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| by Stefano Reves S.


In questi giorni ho avuto modo di ''gustare'', tramite giornali, e Blogs, fiumi di acrimonia riversati contro il nuovo segretario della Camera. Mi pare giusto dar alito a qualcuno che provi a scoccare una freccia in suo favore:
Il nuovo Sergio D'Elia

C’è un pericolosissimo ex terrorista nel Parlamento italiano. Si chiama Sergio D’Elia, ha scontato dodici anni di carcere per aver fatto parte di Prima Linea. Ma il pericolo non viene dagli errori del suo passato, metabolizzati, digeriti, e soprattutto pagati dietro le sbarre. È il suo presente che rischia di essere scomodo: una vita dedicata alla militanza non violenta, alle campagne contro i maltrattamenti ai detenuti , alle battaglie - pacifiche, sempre - contro la pena di morte (è tra gli ideatori della nota iniziativa ''Nessuno tocchi Caino'', ndr). Per questo qualcuno può temerlo. Nel coro di chi rappresenta la coscienza del Paese, la voce del "nuovo" Sergio D’Elia è fra le più preziose.
G. Cadalanu


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giovedì | by Stefano Reves S.


Solite nuove da Google Zhongguo

"La versione del motore di ricerca Google.com è attualmente bloccata in quasi tutte le province del paese mentre la versione cinese, censurata, Google.cn resta ancora accessibile. Nel frattempo, gli utenti che fanno ricorso ai software concepiti negli Stati Uniti per aggirare la censura on-line fanno sempre più fatica ad utilizzarli. Reporters sans frontières condanna questo filtraggio sistematico e senza precedenti e deplorano il fatto che il 17esimo anniversario del massacro di Tiananmen, lo scorso 4 giugno, abbia coinciso con un ulteriore aumento del controllo da parte delle autorità nei confronti di Internet e dei suoi utilizzatori. Era prevedibile che Google.com sarebbe stato progressivamente soppiantato dalla versione censurata cinese del motore di ricerca, lanciata nel gennaio 2006. Google è allora entrata a far parte del gruppo delle società occidentali che hanno apertamente accettato di piegarsi davanti alla censura governativa del Net cinese. E' molto triste osservare come gli utilizzatori cinesi siano oggi costretti ad affrontare una vera e propria guerra tecnologica contro la censura per riuscire ad accedere ai siti proibiti dalle autorità. Da una settimana, gli utenti di numerose grandi città cinesi fanno sempre più fatica a connettersi alla versione internazionale non censurata di Google. Il 31 maggio, il sito è stato totalmente inaccessibile in tutto il paese. Questa censura web ha in seguito colpito anche Google News, poi i server di posta elettronica Google Mail. Oggi, gli utilizzatori cinesi sono dunque costretti a utilizzare le versioni cinesi e censurate di questi servizi. Inoltre, dallo scorso 24 maggio, le autorità sono riuscite a neutralizzare quasi completamente i software utilizzati dagli utenti per aggirare la censura. Dynapass, Ultrasurf, Freegate e Garden Networks sono usati da circa 100.000 utenti per accedere alle informazioni disponibili sulla Rete mondiale ma bloccate nel Paese. Secondo Bill Xia, dissidente in esilio negli Stati Uniti e creatore di Dynapass, il blocco governativo di questi software non è mai stato così efficace. Xia ha affermato che Pechino si è sicuramente avvalsa di grandi risorse tecnologiche e informatiche per riuscire nel suo intento".

Fonte Reporters senza frontiere, per l'articolo integrale (in inglese) clicca qui.


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| by Stefano Reves S.


Dopo ''Camicie Verdi'', questo mese escono altri quattro ''difficili'' film impegnati.
''Cassette'' dall’Iraq

‘‘Il miglior documento (sia libro che film o articolo) sulla guerra in Iraq’’, così il New York Times giudica ‘‘Tapes from the war’’, indipendente film denuncia, realizzato da tre giovani riservisti statunitensi, ed insignito come miglior film al prestigioso ‘‘Tribeca Festival’’, la rassegna di film indipendenti ideata da Robert De Niro.
La pellicola mostra come la crudele realtà di guerra ove documentata con serietà, e senza omissioni, possa essere ben più atrocemente ‘‘fantasiosa’’ del miglior blockbuster. Dagli improvvisi attentati Kamikaze ai blindati statunitensi, ad una jeep americane che investe, squarciando in due, il corpo di una povera passante. Tutto mostrato senza remore. Anche quando le telecamere si soffermano sulle immancabilmente macabre‘‘folklorerie belliche’’ dei militari alleati. In questo caso potremo divenire testimoni di lacrimevoli scene, in cui dei soldati si divertono nell’ assistere allo spettacolo offerto dal brandellato corpo di un giovane iracheno, squartato da un cane randagio. Tanto, ‘‘almeno avrà la pancia piena’’, è il commento del ‘‘democratizzatore’’.

Altri tre film sull’ Iraq sono ‘‘La breve vita di Jose Antonio Gutierrez’’, presentato al Sundance film Festival, racconta la vita del primo soldato americano morto in Iraq, arruolatosi nella speranza di divenire cittadino statunitense e ‘‘Iraq in fragments’’ di James Longley, resoconto di due anni passati al fronte. Film costato al registra anche un breve periodo in carcere. Ultima pellicola ‘‘The cult of suicide bomber’’, di Robert Baer (la cui vita ha ispirato ''Syriana'' con Gorge Clooney). Nel film la matrice religiosa degli attentatori suicidi viene ridimensionata, sostituita da un’ attenta analisi della ‘‘logica strategica’’.
Quattro testimonianze straordinarie, del miglior giornalismo freelance. Da non perdere e, ove possibile, continuare a diffondere.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Short new
Ennesima sconfitta in Tribunale per Berlusconi

Annullata in Cassazione la multa inflitta lo scorso anno a Piero Ricca. L' irriverente giornalista, famoso per le plateali escursioni mediatiche, che nel 2005 fu punito con 500 Euro di ammenda per aver dato del ‘‘Buffone’’ al di allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La sentenza, che gli costò la condanna ‘‘per avere offeso l'onore e il decoro di Silvio Berlusconi’’, è stata invalidata quando l’estrema Corte ha stabilito che l’invettiva ‘‘non va condannata in quanto si tratta solo di una "forte critica’’.

Nella foto Berlusconi chiede a dei Carabinieri di identificare l' uomo (foto a destra Piero Ricca) che lo ha ''insultato''.


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| by Stefano Reves S.


Palmarès carcerario

Qualche dato
61.392 i carcerati complessivi. 207 i penitenziari, la cui capienza massima è di 46 mila posti. Degli oltre 61 mila reclusi, il 36 % rimane in attesa di giudizio, il 29,8 ‘‘appellante’’. All’interno delle strutture, spesso per ogni letto ci sono due detenuti, altre volte quattro (che a questo punto pare doveroso chiamare ‘‘prigionieri’’) si alternano su tre letti. Il 70% delle strutture non ha acqua. Il 30% è affetto da Hiv ed epatite B, il 27% è a rischio tubercolosi. 10.000 i malati di epatite C. A ciò si aggiunge la carenza di molti tra i servizi fondamentali, sanità decente, psicologi, operatori civili.
Casue? Le ultime finanziarie, che hanno tagliato fondi fino ad oltre il 40%. E soprattutto i giochini populistici dei bravi ‘‘Clementi’’ di turno, buoni per raccattare qualche votino, pessimi per proporre un valido emendamento che, dopo ormai cinque anni di discussioni, sia in grado di superare l’esame parlamentare. Pare infatti che anche l’ultima proposta del neoministro della Giustizia, non abbia scosso gli animi degli Onorevoli, più di quanto non fosse accaduto per l’ultima discussione, vecchia di soli sei mesi.
Possibili rimedi
Io non ho soluzioni fulminee, pappine pronte in 24h. Le stantie ricette dell’ amnistia e dell’indulto servirebbero a ben poco. Spesso solo a chiudere le porte carcerarie da un lato, ed a riaprirle dall’altro.
Piuttosto andrebbero fatti saggi ragionamenti lungimiranti, per soluzioni fattibili realmente, oneste e durature. In primis una depenalizzazione per reati non gravi, da sostituire con soluzioni alternative. Poi sarà necessario ridurre i tempi della giustizia, elementarizzando, celerizzandone le componenti burocratiche. Ed ancora approvare la riduzione del quorum per deliberare provvedimenti di clemenza (ad oggi superiore a quello per modificare la Costituzione), elemento presente nel programma del centrosinistra.

Insomma, il materiale c’è, è tanto, ed è ora che si abbandoni il narcisismo mediatico, e si sostituisca con la sincera volontà di trovare, una volta per tutte, quella soluzione unanime, condivisa.

‘’ci vuole la luce per vedere nel buio, e guardare oltre’’ (Giovanni Paolo II).


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martedì | by Stefano Reves S.


In appendice, il testo in versione originale.
Il Bastone del Maestro, I

Ottenere cento vittorie in cento battaglie non è prova di suprema abilità, sconfiggere il nemico senza combattere è prova di suprema abilità.


獲得一百次勝利在一百次爭鬥不是至尊能力測試, 擊敗敵人沒有戰鬥是至尊能力測試

Sun Tzu, l' Arte della Guerra. (anche se nella versione originale il testo rimane eponimo)


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| by Stefano Reves S.


Tiro fuori la mia anima sincretistica per dar luce ad una fresca iniziativa che, spero, gradirete.
Il Bastone del Maestro

Nuova rubrica per l' Espertone. Si intitolerà ''Il Bastone del Maestro''. Perché come la gruccia dell' eremo saggio, proverà a colpirti, risvegliando il sano orgoglio, e la dignità di Guerriero dell Anima.
Una raccolta di rapidissime, immense, frasi. Riflessioni immortali o discorsi impareggiabili.
Testimonianze, insegnamenti di vita da comprendere, assimilare lentamente, e provare a mettere in pratica.

Inizierò con uno dei capisaldi della mia modestissima cultura.


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| by Stefano Reves S.


Consigli per gli acquisti
CAMICIE VERDI

E’ uscito da poco un ‘‘esilarante’’ Dvd, contenente una ricca crestomazia video (ma soprattutto audio!) leghista. Si intitola ‘‘Camicie Verdi’’, edito da Mikado e girato da Claudio Lazzaro, ex giornalista (pentito?) del Corriere della Sera.
Dalle stentoree urla di Bossi ‘’è inutile il tricolore. Lo metta al cesso!’’(ad una signora che pavesava il balcone di casa con la bandiera d’Italia, ndr), ‘’abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore!’’, alle chaplinate dell’ inossidabile Borghezio ‘‘non siamo merdaccia levantina o mediterranea, noi la Padania bianca e cristiana… Non ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda!’’.

Un film comico-tragico, un' ora e un quarto di spassosissimo turpiloquio, ammorbante xenofobia, e distinta istigazione alla peggior violenza. Per conoscere meglio, un possibile futuro Senatore a vita della Repubblica, ed i più grandi costituzionalisti d’Italia.

P.S.
Solitamente non divulgo informazioni sulla mia vita privata. Non esiste nulla di meno interessante e piu' noioso. Ciò nonostante vorrei condividere quello che per me, per questo Blog, e spero per tutti coloro che lo seguono, è un modesto, ma importante successo. Qualche giorno fa, sono stato contattato da colui che considero uno dei pochissimi ''magni maestri'' del giornalismo mondiale, che in laconiche parole ha esternato apprezzamento per il mio Post contro la riforma federativa.
Perdonate l' eccesso di vanagloria.

Nella foto Corrado Augias con Robert Kennedy, pochi giorni prima del suo assassinio.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Alcuni ''NO'' (ed un ''bho!'') dal Senato

Come promesso riporto alcune rapidissime considerazioni sul prossimo Referendum, rilasciatemi personalmente da diversi Senatori della Repubblica:

A parte il caos delle 20 piccole patrie, la gatta (per la fretta di pagare il ricatto della Lega) ha fatto i gattini ciechi; sarebbe un continuo ricortso alla Corte Costituzionale e contiene incongruit annche rispettoalla logica leghista determinando reali accentramenti su numerose questioni. Bisogner impegnarsi a fondo, visto che altri stanno sottovalutandolo. Buon lavoro, Sen. Nando Rossi (Verdi-CI)

Il referendum confermativo anche se convocato per una data poco felice a motivo della stagione estiva per allora gi iniziata, un appuntamento molto importante. La proposta di riforma costituzionale della Cdl stata approvata dalle Camere con una maggioranza inferiore a quella richiesta (due terzi) per entrare subito in vigore. E quindi giusto che siano i cittadini ad esprimersi. Personalmente, come deputato allora in carica, ho votato contro la proposta di riforma, giudicandola sbagliata nel metodo e in gran parte del suo contenuto. Quindi voter no al referendum e far campagna per il no, ed anche per far andare le persone al voto. Naturalmente penso che debba esserci una informazione quanto pi corretta possibile, e mi auguro che, con i limiti generali dell'informazione del nostro paese, cos avvenga in effetti. (Sui partiti che vanno in contrasto con la costituzione storico-politica del loro movimento, ndr) Ne penso tutto il male possibile. Veda, io sono di estrazione democristiana, in quanto cattolico democratico, ed ora sto (bene) nella Margherita, e penso che star altrettanto nel Partito Democratico, anche se in certe regioni non sar una cosa facile realizzarla. Ma a parte questo, io non mi capacito (o meglio, mi capacito, ma ne traggo giudizi molto pesanti !) di come ex Dc anche autorevoli, o simpatizzanti di quel partito, siano finiti in formazioni che tradiscono apertamente tutta la storia del loro movimento. E quella storia ha nella Costituzione, e nella Costituente, uno dei suoi capisaldi ! Del resto, De Gasperi perse le elezioni del 1953 (c.d. legge truffa) per meno voti di quanto abbia perso ora Berlusconi. Ma si guard bene, bench sollecitato da alcuni, a chiedere di ricontare i voti: "Sarebbe un'offesa verso gli elettori", disse. E aveva ragione ! Tutto ci la dice abbastanza lunga sulla situazione politica attuale, su "quei partiti" e sul referendum...
Sen. Egidio Banti (Ulivo)

vale sicuramente la pena fare la campagna per il no al prossimo referendum sulla modifica della costituzione varata dal centro destra. Una riforma che non risolve ma aggrava i problemi di funzionamento del ns sistema istituzionale. Una riforma che aumenta le incertezze sulla garanzia di uguaglianza nei diritti alla salute, all'istruzione qualunque sia il luogo di residenza dei cittadini. Un No che apra una stagione di concordia nazionale unica in grado di consentire una riforma condivisa delle parti della costituzione che richiedono un cambiamento al passo con l'Europa.
Sen. Antonio cabras (Ulivo)

Non ho capito la gentile domanda...
Sen. Paolo Guzzanti (thò!, Forza Italia)


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venerdì | by Stefano Reves S.


Per questo simbolo voteremo
In tutela della Costituzione

Non siamo feticisti quarantottini, neanche sciovinisti assertori delle trascendentalità di quel testo. Comprendiamo bene che la forza democratica della Costituzione consiste proprio nella possibilità che essa offre di esser rivisitata, quindi revisionata. Ciò nonostante non intendiamo difenderla nelle sue imperfezioni, Io per primo sai quanti punti rettificherei personalmente? (in primis un riferimento alla laicità che a differenza della Costituzione francese nella nostra manca), bensì tutelarla dalle follie localistiche di celtici Onorevoli, e dall’ acquiescenza cointeressata di partiti che, in barba alla costituzione storico-politica del loro movimento, ne tutelano il gioco.
Non è forse questo il vero relativismo?

Lasciamo sì che la Costituzione venga revisionata, ma da dotti Costituzionalisti, non da porcellosi bofonchioni padani in vacanza al lago.

P.S.
In questi giorni mi sono aggirato per i meandri di Palazzo Madama, riuscendo a strappare dalla bocca di qualche illustre Senatore, fugaci considerazioni sul Referendum. Lunedì ne rendo nota.


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giovedì | by Stefano Reves S.


Fenomenologia di Oriana Fallaci
Una Dan Brown italiana

Perché Dan Brown italiana? Perché in comune hanno una cosa sola, l’unica che consente loro di esser idolatrati come estreme divinità del loro genere: la fortunosa capacità di far passare per immensi capolavori della letteratura, o nel caso della Fallaci della pseudo-storiografia, romanzata secondo i dettami che si addicono ad una nobile newyorkese che vive avulsa nel suo attico di Manhattan (ma di ciò non sentirete mai e poi mai parlare nei suoi testi, che credete?) , tremende bubbole infarcite di cultura ‘‘pop’’, adepte del merchandising occidentale o filo-occidentalista.
Vale la pena fermarsi sul contenuto dei loro due testi più celebri? Se persino un bambino delle scuole elementari saprebbe rilevarne continue incongruenze (Dan Brown), falsità storiche (ancora Dan Brown), od inconcludenti, sconclusionate millanterie apologiste, sovente autoreverenzialistiche. Arroganti, irrazionali testi premonitori del futuro grottesco che ci aspetta (please complete OR---A): l’eurabia!!, tanto paventata, pare più l’incubo infantile che da sempre ne cruccia l’ animo. ogni giorno sempre più rancoroso.
E nonostante le recenti marachellose minacce dinamitarde (nel vero senso della parola), degne di una brigatista doc, in fondo confido di rispettarla come donna, quella che pur di documentare la tragicità della guerra ha rischiato più volte di rimetterci la vita. Ammetto persino di esser rimasto incantato sin nelle prime letture dalla sua prosa così pugnace e struggente.
Per tutto il resto… davvero carino il tuo nuovo patio! Dico sul serio.


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