giovedì | by Stefano Reves S.


Dopo ''Camicie Verdi'', questo mese escono altri quattro ''difficili'' film impegnati.
''Cassette'' dall’Iraq

‘‘Il miglior documento (sia libro che film o articolo) sulla guerra in Iraq’’, così il New York Times giudica ‘‘Tapes from the war’’, indipendente film denuncia, realizzato da tre giovani riservisti statunitensi, ed insignito come miglior film al prestigioso ‘‘Tribeca Festival’’, la rassegna di film indipendenti ideata da Robert De Niro.
La pellicola mostra come la crudele realtà di guerra ove documentata con serietà, e senza omissioni, possa essere ben più atrocemente ‘‘fantasiosa’’ del miglior blockbuster. Dagli improvvisi attentati Kamikaze ai blindati statunitensi, ad una jeep americane che investe, squarciando in due, il corpo di una povera passante. Tutto mostrato senza remore. Anche quando le telecamere si soffermano sulle immancabilmente macabre‘‘folklorerie belliche’’ dei militari alleati. In questo caso potremo divenire testimoni di lacrimevoli scene, in cui dei soldati si divertono nell’ assistere allo spettacolo offerto dal brandellato corpo di un giovane iracheno, squartato da un cane randagio. Tanto, ‘‘almeno avrà la pancia piena’’, è il commento del ‘‘democratizzatore’’.

Altri tre film sull’ Iraq sono ‘‘La breve vita di Jose Antonio Gutierrez’’, presentato al Sundance film Festival, racconta la vita del primo soldato americano morto in Iraq, arruolatosi nella speranza di divenire cittadino statunitense e ‘‘Iraq in fragments’’ di James Longley, resoconto di due anni passati al fronte. Film costato al registra anche un breve periodo in carcere. Ultima pellicola ‘‘The cult of suicide bomber’’, di Robert Baer (la cui vita ha ispirato ''Syriana'' con Gorge Clooney). Nel film la matrice religiosa degli attentatori suicidi viene ridimensionata, sostituita da un’ attenta analisi della ‘‘logica strategica’’.
Quattro testimonianze straordinarie, del miglior giornalismo freelance. Da non perdere e, ove possibile, continuare a diffondere.


3 Responses to “ ”

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  1. Daniela says:

    Speriamo venga data la possibiltà di visionarli..
    Seguo il tuo blog da un po', colgo l'occasione ora per farti i complimenti per l'ampia gamma di temi trattati, finalmente anche di quelli spesso taciuti.

  2. Giorgio Gardini says:

    Mi sembra di essere tornato ai primi anni '70. Ma perchè sui blog trovo molto raramente interventi critici verso i "resistenti"? Tre film contro i "democratizzatori" ed uno forse neutro.
    Ma nessuno era disgustato dai video di quella bella personcina di Abu Musab al-Zarqaw?

  3. Certo. Quando usciranno film contro i ''resistenti'', che non siano targati Ferrara o Belpietro, ne parleremo.