martedì | by Stefano Reves S.


Pillole di ''Controcultura''
NE UCCIDE PIU' LA LINGUA CHE LA SPADA

Perchè quella banda di brutta gente per lo più ladra, ex fascista (ex?) quando non spudoratamente razzista (Bossi) malamente riciclata (vedi Fini e Fiuggi) insieme al suo megalomane tirannello mediatico paranoico si mette insieme e prende il potere, finisce come sapete che è finita. Ma se il nano malefico, come ora, finalmente lo chiamano almeno in internet si mette a chiamare i magistrati come li chiama (rossi e fuori di testa) la Confcommercio, gli ordini professionali, i partiti tutti come li chiama, insomma, tutti rossi con le mani sporche del sangue di cento miioni di morti, non riesci a capire perchè l'altra parte, quella che nella nostra pubblicità domenicale sul Manifesto (vedetela in pag. 3) abbiamo chiamato' il fratacchione democristiano e i suoi ipocriti pasticcioni con la coda di paglia' non provano nemmeno a chiamare l'altro campo con il nome che tecnicamente gli compete: una masnada di pericolosi ed illegali fascisti. Ci hanno lasciato letteralmente soli a gridare al regime (con il nostro libro NEL PAESE DI BERLUSCONIA) e solo nell'ultimo anno è uscita qualche parola come piuma leggera, nel teatro mediatico osceno. Se rossi eran tutte le persone civili, neri erano, oltre che imbroglioni, massacratori della Costituzione e clericofascisti, Perchè non l'hanno mai detto? perchè? Perchè mentre LUI strilla le sinistre (fino al Bertinotti al chachemire e fino alla moglie di D'alema che stringe la mano a Gelli) mormorano sommesse giaculatorie idiote sul loro esser capaci di governare... Insomma, è scontro tra clericofascisti che gridano come ossessi sui media per smuovere la trista Italia degli ignoranti rimasti mentre loro, cattocomunisti che fanno finta di essere statisti col birignao, tutti ipocriti e perbenino per raccattare il voto dell'ultimo borghesino, rischiano addirittura di perdere.
Se succede, io emigro, giuro.
Il Collettivo Malatempora


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lunedì | by Stefano Reves S.


Approfitto di questo post per fare pubblicità al suo ultimo libro ''Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba''. Gianni Minà ripercorre le piu' orribili stragi compiute dal Terrorismo degli antricastristi, coadiuvati e supportati dal governo Statunitense. Eventi che fino ad oggi hanno fatto registrare ben 3.500 morti, e circa 10.000 feriti. Su tutti, la storia di cinque agenti segreti cubani arrestati negli Usa perché sospettati di ''possibili attività sovversive'', ed ivi segregati e torturati.
Una storia che non fa bene all'immagine del governo Bush Jr., costantemente impegnato nella lotta allo ''Scomodismo''.
Di seguito pubblico un suo interessante contributo su
chi può divenire Eroe e chi no.
Perché Quattrocchi E' un eroe e Di Celmo no?

L'indecente uso elettorale che la destra e alcuni mezzi di informazione hanno fatto e stanno facendo delle immagini dell'assassinio di Fabrizio Quattrocchi in Iraq, mi spinge a una riflessione come cittadino e come giornalista.
Il coraggio e la dignità mostrati dal contractor genovese al momento della morte hanno convinto il nostro Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, a definirlo un eroe, aggiungendo che dovrebbero vergognarsi tutti quelli che all'epoca di quell'esecrabile episodio mostrarono perplessità per il mestiere scabroso che Quattrocchi stava svolgendo in Iraq. Nel migliore dei casi quello di coprire le spalle a manager e uomini d'affari occidentali che vanno a portarsi via l'ultimo brandello di ricchezza della terra di Babilonia.
Fini sarebbe credibile, in questa teorizzazione se, in tutti questi anni “terroristici”, si fosse ricordato di usare le stesse parole per i milioni di esseri umani che, ogni giorno, lasciano questo mondo e i loro cari con coraggio e dignità per colpa del terrorismo economico e di stato, messi in atto da molte nazioni, anche definite democratiche.

Del terrorismo economico, che annichilisce la maggior parte dell'umanità e di quello di stato, che condanna all'esclusione e alla repressione intere popolazioni, non si occupa mai, per esempio, Magdi Allam, che sul Corriere della Sera invoca la guerra santa per il terrorismo di matrice islamica, ma dimentica di lanciare la stessa fatwa a organismi come Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, che esprimono nelle loro logiche e nelle ricette economiche che impongono alle nazioni più povere la stessa spietatezza di Al Zarqawi.

Ma c'è qualcosa di più che mi lascia perplesso: nel 1999 un giovane imprenditore italiano, Fabio Di Celmo, fu dilaniato, all'Hotel Copacabana dell'Avana, dall'esplosivo messo da Ernesto Cruz Leon, un povero disgraziato salvadoregno ingaggiato per 10mila dollari, per conto della Fondazione Cubana-americana di Miami, da Luis Posada Carriles. Questo famigerato personaggio, un vero e proprio Bin Laden latinoamericano, era, per conto della CIA, la mente di questa attività dinamitarda che voleva mettere in crisi il turismo cubano, prima fonte di entrata del paese. Non a caso Posada Carriles, che fece esplodere, nel '76, un aereo civile della Cubana de Aviacion, che partecipò, nello stesso anno, all'organizzazione dell'attentato mortale a Washington ai danni di Orlando Letelier, ex Ministro degli esteri del governo di Salvador Allende, vive ora, protetto dalla famiglia Bush, a Miami, dove (dopo essere stato processato e condannato a Panama e poi fatto fuggire) ha chiesto asilo politico, invocando per il suo caso addirittura “il segreto di stato”.
Eppure, per le trame infami di terroristi di fiducia del governo di Washington come Posada Carriles, più di 3500 persone, in questi anni, ci hanno rimesso la vita, per attentati organizzati in Florida ed attuati a Cuba, senza commiserazione alcuna dell'Occidente.
Fabio Di Celmo non ebbe neanche il tempo, come Quattrocchi, di dire come voleva morire. Fu spazzato via dal mondo senza che il governo del suo paese, l'Italia, si sia mai ricordato di lui. Non faceva il contractor , come i 15mila colleghi di Quattrocchi che lavorano in Iraq, anche con compiti inquietanti come quello di interrogare prigionieri senza tutela, per liberare da queste sgradevoli incombenze l'esercito degli Stati Uniti, tanto chiacchierato per i metodi usati ad Abu Ghraib e a Guantanamo. Di Celmo portava solo aiuto all'economia di un paese costretto da quasi 50 anni a soffrire per un immorale embargo degli Stati Uniti. Ora la sua opera di volontariato la continua il padre Giustino, ottantaquattrenne.
Se è giusto, come ha deciso il Comune di Roma, dedicare una via a Fabrizio Quattrocchi, vittima ed esempio di un'insensata prepotenza subita, credo sia morale promuovere la stessa iniziativa per Fabio Di Celmo, a meno che non ci sia differenza fra terrorismi e ci siano quelli “buoni” perché convenienti alle politiche del governo degli Stati Uniti, pervicacemente teso a cancellare la Revolucion cubana, e quelli “cattivi” perché messi in atto, invece, da quello che viene chiamato terrorismo islamico. Il terrorismo è abbietto sempre e le sue vittime hanno diritto all'attenzione sempre.
Per questo se il governo italiano avesse la famosa dignità di cui abbiamo parlato, avrebbe già chiesto al governo degli Stati Uniti, l'estradizione di Luis Posada Carriles, mandante dell'assassinio di Fabio Di Celmo, come è stato fatto per i militari argentini della dittatura. Forse il Ministro degli esteri Fini, per coerenza dovrebbe pensarci.
Da Il Manifesto, 15 Gennaio 2006


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sabato | by Stefano Reves S.


''Il P.M. è l'avvocato dell'accusa''(...)
Silvio Berlusconi, il 24/02/2006

Ho sentito bene!?! Temo proprio di si!
Ieri sera ho sentito, e non credo proprio di essere stato l'unico, il Presidente del Consiglio pronunciare impassibile una frase che non si appresta certo a molteplici interpretazioni:
il giudice è diventato avvocato dell'accusa. Sapevo che la cultura istituzionale del Premier non fosse tra le migliori. Lo sapevo sin dalle prime volte in cui l'ho visto uscire dagli incontri con Ciampi, deluso per non essere riuscito ad ottenere l'approvazione definitiva di alcuni emendamenti (pericolosamente anticostituzionali secondo la ''difesa''), ma aggressivo, convinto e sereno perché nonostante tutto avrebbe continuato a ripetere dinanzi le telecamere ( con futuro successo) ''Tanto questa legge passa comunque!''.
Il fatto è che non sapevo avesse una tale, regressista e regredita, visione del' intero sistema costitutivo. Cosa ci resta da fare?
Sarebbe piu' nobile, arrendersi, rivoluzionare quella che fino a ieri era la nostra concezione, la nostra cultura sul mondo giuridico, ''livellandola'' a quella del caro Silvio?
Or, to take arms against THIS sea of troubles, and opposing end them?


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venerdì | by Stefano Reves S.


Radio condicio

Qualche giorno fa sulla "Stampa" è uscito un interessante articolo, "le radio religiose pregano per il Cavaliere", in cui si documenta come un battaglione di piccole emittenti critica da mesi il centrosinistra, in particolare quell'arcipelago radiofonico che fa capo a Radio Maria, Radio Mater, Teleradio Padre Pio, Circuito Marconi, capace di raggiungere e coinvolgere oltre 10 milioni di ascoltatori ogni giorno (lo dice l'Auditel). Da mesi l'indicazione del voto è una sola: Berlusconi. Radio Maria, in particolare, si segnala per una costante e virulenta propaganda anti Unione. Il mitico padre Livio Lanzaga che dalle 8 e 45 del mattino alle 9 e 30 legge i quotidiani e distilla pillole di saggezza, in realtà si affida quasi sempre al Foglio di Giuliano Ferrara, "faro delle prediche", come scrive la Stampa, di questo ineffabile sacerdote.
Alla faccia delle recenti dichiarazioni di papa Ratzinger che invitava le istituzioni cattoliche e i preti a non intromettersi nella campagna elettorale. Tanto per capirci, padre Livio ha difeso strenuamente la legge Pecorella sull' inappellabilità delle sentenze di proscioglimento dicendo che è una "riforma seria e costituzionalissima".Così come ha blandamente criticato il provvedimento del governo sulla legittima difesa: per padre Livio essa "rappresenta un diritto naturale intangibile", quindi da tutelare.
Di L. Coen, Foto Wikipedia


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giovedì | by Stefano Reves S.


Diamo il buon esempio!

Bravo ed opportuno Casini nel ricordare che bisogna dare il buon esempio: non può, non deve vincere il fanatismo islamico. Peccato che allo stesso tempo e modo non può, non deve vincere l’integralismo cristiano. Perché si risolve nella sagace retorica del forlanista la differenza tra chi estremista appare, diviene, condotto spesso involontariamente ed inconsciamente, e chi, schiavo dell’inafferrabile Opus Dei, estremista lo è davvero. Ed è così che appare, non meno pericolosa, l’iniziativa del Pera teocon, dei redivivi neocon che, con straordinaria sofistica, riescono a far passare il Crocifisso per Laico. Una serie impossibile di salti mortali, compiuti ed alternati tra retori e benpensanti, fideisti e conniventi. Ed il loro successo è evidente: A è divenuta non A .

Laicità, scritta con L maiuscola, non è il diffamato, alterato, Laicismo: semplicemente è la capacità di saper distinguere tra ciò che ragione di Fede, e ciò che è ragione di Stato.
Sì!, Non sbaglia Casini, il buon esempio bisogna darlo. E' necessario che lo stato guardi con distacco Moschee e Minareti, lo stesso distacco con cui uno stato democratico (democratico per definizione) dovrebbee osservare la Chiesa, affinché per essa non ci siano differenze o privilegi, solo una considerazione paritaria ed egualitaria di dignità; così che l’equazione non finisca con‘‘medioriente:Islam = occidente:Cristianesimo’’.
Ma vallo a spiegare al Presidente della Camera, all’uomo che vede uno stato ‘‘Laico si, ma mai senza Dio’’, o al Calderoli, quel simpatico volto porcino, che annualmente si impegna nell’abluzione sul sacro Po.
Ed il Papa, almeno lui, dovrebbe avere rammarico per questa mistificante e preoccupante omologazione assolutistica del vero. Sì, dovrebbe.


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Il 9 di Aprile 2006 inizierà il Berlusconi-tris

Dopo il recente accordo con Alessandra Mussolini e Roberto Fiore – e la contemporanea sostituzione nelle liste elettorali di Marco Ferrando con una muffita Lidia Menapace da parte di Rifondazione Comunista – l’Unione può veramente dare addio alle speranze di una limpida vittoria. Pochi hanno riflettuto sullo strano sondaggio che il Cavaliere sbandiera, dove si racconta che la CDL è in testa: non si tratta di un dato vero oggi, bensì proiettato per la scadenza del 9 di Aprile. E, attenzione: Berlusconi ha fondate e sensate ragioni per crederci. Come risponde il Cavaliere ha chi lo accusa d’aver incamerato il peggio del neofascismo e dell’antisemitismo italiano? «Non accettiamo lezioni di democrazia». Punto. Come rispondono i leader del centro-sinistra a chi accusa Ferrando d’aver “svenduto” i morti di Nassirya? Cacciando Ferrando. Se, poi, si valutano le vere affermazioni di Ferrando, si scopre che ha semplicemente sostenuto che gli iracheni hanno il diritto di difendersi dall’aggressione neocoloniale americana. Dopo il genocidio di Falluja e gli orrori di Abu-Ghraib, ci mancherebbe ancora che dicessero: «Per fucilarci meglio, possiamo metterci in fila da soli?». Semmai, la colpa di quei morti è di chi ha inviato migliaia di soldati italiani in una terra martoriata da una guerra voluta da Bush per difendere gli interessi petroliferi americani e della sua famiglia. Rispetto a Bush – per conflitto d’interesse – Berlusconi è un dilettante, ma già secoli fa si diceva che similis similia solvitur. Ma torniamo a bomba nelle vicende nazionali, e non facciamoci accalappiare dall’illusione che le esternazioni di Calderoli smuovano chissà quale terremoto nella CDL: Gianni Letta – il nunzio cardinalizio del centro-destra – è già al lavoro per compattare il gran Conclave del circo berlusconiano. A sinistra, invece, i conti sono assai amari: Ferrando non è un “cane sciolto”, è un rappresentante di quel 30% di Rifondazione che non guarda con gran favore alle prospettive uliviste della Margherita, ed almeno sulla folle guerra irachena ritiene d’avere il diritto di dire le cose come stanno.

Tirando le somme, negli stessi giorni l’Unione mette in forse il 30% di Rifondazione (pari a circa il 2% dell’elettorato) mentre Berlusconi incamera in silenzio un 2% che proviene dall’esoterismo nero, dai cultori delle rune e dei miti hitleriani. Dopo il 9 di Aprile, tutto ciò sarà dimenticato e rimarrà solo la conta dei voti, che racconteranno una sola vicenda con due facce: la vittoria del centro-destra oppure dell’Unione, ma così di misura da rimanere paralizzata dai cinque seggi (voluti ed ottenuti) da Mastella, che non rappresenta nemmeno l’1% dell’elettorato. Berlusconi, invece, come al solito tratterà la sua maggioranza come un branco di peones che dovranno scodinzolare a comando, Casini compreso, altrimenti sarà pronto il “rogo” mediatico sulle sue TV. Anche Prodi sembra oramai timoroso, e di fronte alla tragicomica vicenda di Calderoni si è limitato ad affermare che «Certe vicende si commentano da sole», perdendo ancora una volta l’occasione per mostrare agli italiani la vera natura del berlusconismo: il dilettantismo in politica, il razzismo clerico-fascista che li contraddistingue. Anni fa, un sorridente Nanni Moretti affermò semplicemente su un palco a Roma – con accanto Rutelli e Fassino – «con questi uomini non vinceremo mai» e li indicò con chiarezza di fronte alle telecamere. Ecco l’epilogo, ampiamente annunciato, lo sconsolato tramonto dei S.P. Senza Palle.

Con i miei più cordiali saluti

Carlo Bertani


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martedì | by Stefano Reves S.


Fa discutere la scelta del Consiglio di Stato che ha impedito la rimozione dei Crocifissi dai luoghi pubblici. Secondo esso la Croce propugnerebbe i piu' alti valori di Laicità. Per fortuna però, qualcuno che conosca ancora il significato vero di Laicità c'è ancora, peccato che non lavori direttamente in Italia:
La lezione della Turchia sulla Laicità

Leyla Sahin è una ragazza turca giunta agli onori di cronaca in seguito alla sua decisione di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo col fine di ottenere il permesso di indossare il Chador all’ interno dell’Università di Instanbul. Cosa proibita dal 1998, quando il rettore decise di vietare con apposita circolare, l’uso di qualsiasi simbolismo religioso all’interno dell’Istituto.
La Corte Europea però, alla fine ha dato ragione al rettore, rispondendo in questa maniera:
‘‘Di fatto non è possibile individuare in Europa una concezione uniforme del significato di una religione in seno alla società’’[…] ‘‘La libertà di pensiero, di coscienza e di religione rappresenta uno dei fondamenti della società democratica […] anche se la libertà di religione appartiene in primis al foro interiore, essa comprende anche la volontà di manifestare la propria religione individualmente e in privato o in modo collettivo in pubblico […] in una società democratica in cui diverse religioni coesistono all’interno di una stessa popolazione, può rivelarsi necessario porre dei limiti alla libertà di manifestare la propria religione al fine di conciliare gli interessi ai diversi gruppi […] la Corte ha spesso messo l’accento sul ruolo dello Stato in qualità di organizzatore neutro e imparziale dell’esercizio delle diverse religioni, culti, credenze indicando che tale ruolo contribuisce ad assicurare l’ordine pubblico, la pace religiosa la tolleranza in una società democratica’’. Il testo (pubblicato in Italia sulla rivista Corriere Giuridico n. 1/06 pag. 119) si conclude con la seguente sentenza: ‘‘Alla luce di quanto precede e tenuto conto del margine di apprezzamento degli Stati contraenti nella materia, la corte conclude che l’interferenza contestata fosse giustificata nel suo principio e proporzionata allo scopo ricercato’’.

E’ importante ricordare che la situazione religiosa in Turchia è inversamente uguale a quella italiana (prevalenza di mussulmani sui cattolici), e che la Costituzione Italiana non prevede alcuna tutela in nome della Laicità, a dispetto di quella francese.
Nonostante tutto verrebbe da chiedersi se l’italiano Consiglio di Stato appartenga alla stessa Civiltà Giuridica che ha emesso questa sentenza. Per il resto non credo siano necessari ulteriori commenti.
Foto Wikipedia


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| by Stefano Reves S.


Quelli che parlano di coalizione coesa:

forse farebbero meglio a stare un pelino zitti.


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lunedì | by Stefano Reves S.


Ciao Luca

''Forse il sostegno di un semplice scrittore come me stonerà un poco, o anche troppo, nella lista delle personalità scientifiche che, con i loro nomi e il loro prestigio, suggellano le affermazioni rese da Luca Coscioni in quella sua lettera del 20 marzo, così chiara e commovente. In ogni caso, potete disporre del mio nome. Purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall'attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie per questo''.
José Saramago, premio Nobel per la letteratura. Messaggio di sostegno alla candidatura di Luca Coscioni, marzo 2001

Chi è stato Luca Coscioni.
Lucacoscioni.it


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| by Stefano Reves S.


Senza infamia e senza lode,

sarebbe il giudizio da conferire alla trasmissione ‘‘Tg1 Speciale’’ in onda ieri in seconda serata: si è parlato delle contraddizioni tra il resoconto ufficiale Statunitense sull’attacco al Pentagono, e tutte le incoerenze ad esso correlate.
Senza infamia perché non si può certo rimproverare gli ospiti in studio di voler forzatamente lasciar passare per vera la versione ufficiale (eccezion fatta per l’esperto di balistica, che ripeteva continuamente quanto fosse importante e schiacciante la testimonianza di un pilota, guarda caso militare. Ma si vede che il concetto di sensate esperienze non ha ancora attecchito dalle sue parti).
Vista l’accettazione fideista che il popolo fa delle minestrine che Governo e Tv lasciano passare, potremmo pure accontentarci.

Senza lode, perché non si può parlare certamente di un indimenticabile ‘‘esperimento’’ giornalistico, dove una veemente quanto attenta, e soprattutto incondizionata, indagine minuziosa delle prove (e di tutte le testimonianze), creerebbe non pochi problemi ai promotori della ‘‘teoria positiva’’. Si è parlato sì, di quanto fosse difficile compiere una manovra del genere, per stessa ammissione di un Generale presente in studio anche per un professionista veterano come lui, di come sia discutibile e dubitabile la presenza di un aerovelivolo di quelle dimensioni, tra le immagini registrate da una telecamera di servizio. Sono state citate perfino riprese sequestrate dall’Fbi, e mai riconsegnate ai proprietari o ai media.
Allo stesso modo però, è stata fatta attenzione a non parlare della totale incapacità del pilota a compiere persino le manovre più elementari (fonte: la sua scuola di volo), e da ex cadetto aviatore mi rendo conto quanto sia assurda, ma soprattutto quasi impossibile una situazione del genere. Inoltre mai sono stati tirati in ballo problemi quali il prato inglese rimasto intatto (ed un boeing che vola a 50 centimetri dal solo crea non poche turbolenze e variazioni di temperatura), le ali che, seguendo la perizia balistica, dovrebbero essere rimaste all’esterno dell’edificio, ma che non sono mai state ritrovate (assieme ai reattori). Come non è mai stata ritrovata l’intera carcassa dell’aereo, ad eccezione di qualche seggiolino (poca roba, stiamo parlando di un condor), e diverse tonnellate di carburante (altamente esplosivo). Ma soprattutto non si è dato peso ad una inconfutabile prova: la foto che mostrava il foro d'ingresso, tra l'altro quasi perfettamente rotondo: un foro che non sembra superare i due tre metri di diametro… Avete mai visto un aereo del genere dal vivo? E’ un pizzicottino più largo, proprio un pizzicottino: 38,5 metri.

Ripeto però, nel periodo in cui un neo-meccartismo sembra riuscire a prevalere sul senso civile del buon senso, e dell’amore per la verità, non ci resta che accontentarci.


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sabato | by Stefano Reves S.


L'ultimo arrivato

E' sempre stato bravo il Premier ad uscire sempre vittorioso contro tutti i capi d' imputazione a lui rivloti: che si tratti di falso in bilancio, conflitto d'interessi, corruzione, intrallazzi mafiosi, ingerenze politiche, e chi piu' ne ha piu' ne metta, quello che a questo punto potremmo definire lo stratega di Arcore, è riuscito sempre ad aver ragione contro quel diavolo rosso chiamato Giustizia.
E non importa se le metodologie applicate dai suoi avvocati per alcuni restano incivili, incostituzionali ed antidemocratiche. Perché a quanto pare a nulla sono servite le ammissioni di suoi grandi soci del passato (Sindona, Confalonieri, Dell'Utri) , o le dichiarazioni sospettose di gente che contro la mafia ha dato la vita (Borsellino), ed ancora la palese assurdità di un paese in cui il Presidente del Consiglio chiagne perché la Sinistra Comunista ha in mano tutto e tutti, ma che poi fotte, per quella che è la situazione vera, appurabile da chiunque: perché, anche se recentemente vi sono saliti il figlio ed il fratello, alla fine a guidare l'auto rimane sempre e solo il Papà.
Insomma, tra prescrizioni, rinvii a giudizio, sospensioni di processi per le piu' alte cariche di stato, reato che non costituisce piu' pena, il Principe meneghino continua a mantenere la sua fedina penale limpida limpida. E purtroppo noi non possiamo farci nulla.
Per fortuna però ogni tanto qualche nodo torna al pettine, e qualche bella pecorella, anche se tutt'ora imbonita, esce dal gregge:
Ultima l'avvocato Davis Mills, il quale ha dichiarato sul verbale, depositato ieri, e che oggi pubblico su questo sito: ''pur non avendo mai detto il falso, ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile e di mantenere laddove possibile una certa riservatezza sulle operazioni che ho compiuto per lui''.
Il verbale si riferisce al momento nel quale all'avvocato venne mostrata dai pm una lettera che egli stesso aveva scritto al proprio commercialista, nella quale spiegava la provenienza di 600.000 dollari che l'accusa ritiene siano stati il compenso prezzo per dichiarazioni false in due processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi.
Ivi si legge ''Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione. Erano consapevoli, in particolare, di come i miei soci si fossero intascati la maggior parte del dividendo; sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato momenti difficili, per dirla in modo delicato) avesse tenuto Mr.B fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo".
Vedremo.

Nel frattempo ecco il verbale completo.



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venerdì | by Stefano Reves S.


Bombe a catinelle

Sapete cosa sono le cluster bomb? Sono ordigni complessi, che quando vengono lanciati dall’aereo si aprono e distribuiscono un grappolo di piccole micidiali "bombette" su un terreno vasto. In sostanza, sono come mine antiuomo con un nome diverso. Fino a qualche tempo fa erano prodotte anche in Italia, ora - giura l’azienda - la linea industriale è stata chiusa. Le Forze armate americane le utilizzano in abbondanza: durante l’intervento in Afghanistan, per esempio. E proprio lì è nato un problema non da poco: le "bombette", una volta lasciato l’involucro-madre, assomigliavano tremendamente alle confezioni di aiuti alimentari che gli stessi Usa lanciavano verso i villaggi più isolati. In altre parole, erano diventate una trappola ancora più micidiale. Oggi il Belgio, primo Paese nella Storia, ha messo al bando le cluster bomb. In Italia, dicono alla Campagna antimine, un disegno di legge identico a quello belga è stato presentato al Senato nel 2004. Non è nemmeno stato discusso.
Di G. Cadelanu, Foto simbolo sostanze esplosive usato dall' UE


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giovedì | by Stefano Reves S.


La sottile linea rossa

''Non importa per chi si vota, tanto alla fine, a rimetterci siamo sempre e solo noi!''
Quest’ affermazione, figlia del qualunquismo più sfegatato (D.O.C.), indice di abulia ed allarmante passività alla vita politico-sociale, rischia di divenire il topos degli indecisi, di coloro che in pratica, decideranno l’esito delle prossime elezioni.

In un certo senso l’affermazione, seppur alquanto semplicistica, è comprensibile. Sono sicuro però, che non è condivisa da tutti colori che hanno veramente a cuore il bene del nostro paese. Perché c’è ancora quel piccolo, e non per questo insignificante, particolare che traccia un solco insormontabile tra il Professore ed il Biscazziere. Quale?
Ebbene, ora che anche Berlusconi ha concluso la sua prima avventura completa in Parlamento, possiamo trasportarlo (mi sa che dovremo trascinarlo) sul bilanciere ove nel 2001 vi avevamo lasciato Prodi. Diciamo subito che in Italia non si soffre certo di nostalgia Prodiana (questo è proprio il fulcro della campagna elettorale dei partiti di Destra). Ma sebbene l’ultimo governo di Centro-Sinistra non possa essere annoverato tra i più felici, di sicuro questo appena concluso, è considerabile di gran lunga il più discutibile, quanto, per certi (molti) aspetti, assurdo e patetico. Perché all’inesperto e forse inopportuno Prodi, ha contrapposto il pataccaro Berlusconi; detto tecnicamente: all’inefficacia ha alternato la menzogna.
E non venite a dirmi che sono di parte(clicca qui), o che è roba da poco, perché si tratta dell' unica, vera, tangibile, differenza tra la Democrazia costituzionale di Romano, inefficiente ma pur sempre Democrazia, e l’Oligarchia de-costituzionalizzata di Silvio.
Questo è il difficile elemento che, se gli italiani si ricorderanno di vivere nel luogo ove fu redatto il Corpus Iuris Civilis, e dove ha preso vita il Rinascimento, farà pendere l’ago dalla parte giusta, la sola.


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martedì | by Stefano Reves S.


Ho ricevuto questa lettera, la pubblico con piacere. L'Amazonia è forse l'unico (assieme ai due Poli) luogo della terra, dalla cui salute dipendono la quasi totalità degli altri esseri viventi, uomo in primis.
Piu' che un dovere, è un imperativo categorico salvaguardare un patrimonio di così unica bellezza ed utilità.
I Love Amazonia

Ciao Stefano
Chiedo a te, ed ai lettori del tuo Blog, di sottoscrivere la petizione qui seguente contro la strada che vogliono costruire in Amazzonia nello stato di Roraima che passerebbe anche
nella riserva xixuau xiparina protetta e conservata dal 1992. Una strada solo per interessi politici che porterà distruzione in una zona dell amazzonia fino ad ora incontaminata e protetta.
Lo stato federale sostiene che è una strada che vogliono le popolazioni
locali... Ovviamente è una bugia a tal punto che anche la popolazione locale
ha sottoscritto la seguente petizione.
Dovreste andare su www.italia.amazonia.org li trovate il link "save
xixuau"compilate e inviate,

Grazie.

P.S.
Cercate di diffondere la petizione tra i vostri amici.



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sabato | by Stefano Reves S.


World Press Photo of the Year 2005

La mano emaciata di un bambino che si aggrappa alle labbra della madre, rappresenta qualcosa che è più di una semplice fotografia: diviene uno straordinario strumento per far riflettere la gente, per convincerla a ragionare (ed a vivere!) in maniera universale.

Le straordinarie capacità magnetiche e le immediate sensazioni emotive, che il lavoro del Canadese Finbar O'Reilly è in grado di suscitare, meritano sicuramente un pò del nostro spazio, e noi glielo garantiamo con doverosa e sincera ammirazione e stima.
Wolrd Press Photo


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venerdì | by Stefano Reves S.


Due modi di fare notizia

TGCOM:
Auditel 2005, Mediaset cresce negli ascolti di prima serata.

La Repubblica:
Auditel, nel 2005 vince la Rai. Sanremo la serata più seguita.


Scegliete voi la piu' plausibile. Anche se io avrei qualche dubbicino in piu' sulla prima interpretazione.
S
arà questione di gusti.
Brainstormed


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giovedì | by Stefano Reves S.


Chiudete Guantanamo

"Chiudete Guantanamo"
: Amnesty International boccia senza appello il centro di detenzione statunitense che "condanna migliaia di persone di tutto il mondo a una vita di sofferenza, tormento e stigma", senza nemmeno le garanzie di legge. Nei mesi scorsi centinaia di detenuti hanno fatto lo sciopero della fame, e le guardie li hanno alimentati con la forza, cosa che secondo Amnesty costituisce "un trattamento crudele, inumano e degradante".
Quello che Amnesty non dice è perché proprio "quel" lager va chiuso subito. Negli altri luoghi delle torture, da Bagram ad Abu Ghraib, sono state forse solo "mele marce" a sfogare i propri istinti sui prigionieri. Ma nel carcere cubano la storia è diversa. Non ci sono "mele marce" a Guantanamo, ma obbedienti funzionari dell'Amministrazione, che mettono in pratica tecniche concordate e obbediscono ai regolamenti.
L'orrore, insomma, è di Stato.
Di Giampaolo Cadalanu, Foto Wikipedia


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martedì | by Stefano Reves S.


Per una Campagna Elettorale giusta e rispettosa,
impariamo tutti dall'Onorevole Daniele Galli:Il manifesto, pubblicato nel periodo natalizio, recita così:
''Niente più croci sui muri. Niente presepi. Sul Tricolore verrà messa una mezzaluna rossa. Anche i gay potranno sposarsi. Il mercato degli ovuli risolleverà l’economia. I contratti di lavoro saranno cinesi. Dichiareranno guerra all’America e Osama sarà senatore a vita. I no global sostituiranno la polizia e il socialismo reale renderà inutile la proprietà privata''. ''E' l'anno che verrà se voterete a Sinistra''.

Tenetelo bene a mente, quando vi recherete alle urne!


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lunedì | by Stefano Reves S.


Hans e la vivisezione

Hans Ruesch, è stato Pilota di Formula 1 (ha corso per la Ferrari), ha stilato diversi best sellers, uno dei quali è divenuto un film, Ombre Bianche, interpretato da Anthony Quinn. Dopo di ché ha dedicato tutta la sua vita nel tentativo di smascherare la truffa della vivisezione. I suoi trattati di medicina a riguardo hanno suscitato molto scalpore in tutto il mondo, lo hanno condotto diverse volte in tribunale, ma nonostante ciò, gli hanno permesso di essere annoverato tra i 73 autori di '' Dal passato al presente:idee che hanno cambiato il mondo'', un'antologia edita da Prentice Hall, la prima casa americana di opere didattiche, destinata all'insegnamento universitario.

Professor Ruesch, una sola domanda, chiara e schietta:
E' completamente certo che la sua campagna contro la vivisezione non sia riconducibile a motivazioni ''etico-culturali'', che quindi, non sia mai servita per favorire lo sviluppo di medicinali validi?

Caro Stefano Reves,
innanzitutto non mi chiami Professore.
Leggendo il mio piccolo libro sulla vivisezione, ossia ''I FALSARI DELLA SCIENZA'' (uscito nel 1980 nel mio civis, e mai andato fuori stampa), chiunque potrà comprendere che esiste una lunghissima lista di farmaci dimostratisi "sicuri ed efficaci" in seguito a infinite prove su animali ma poi rivelatisi inutili o perfino letali per l'uomo.
Basterebbe un caso solo per squalificare questa metodologia di ricerca. La quale è stata
imposta non dalla RICERCA MEDICA, bensì dagli interessi della più lucrosa e
più nociva industria al mondo: l'industria farmaceutica.
Con ossequi.

Hans Ruesch
Foto HansRuesch.net


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giovedì | by Stefano Reves S.


We the People

C’è un emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, il quattordicesimo, che recita: "Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e perciò soggette alla giurisdizione, sono cittadine degli Stati Uniti". Approvato nel 1868, l’emendamento era stato concepito pensando agli schiavi liberati.
Adesso un vasto schieramento di parlamentari repubblicani vuole correggerne quello che definisce "un abuso". Al centro della polemica ci sono i bambini nati su suolo americano da genitori immigrati clandestinamente. Finora hanno avuto diritto alla cittadinanza, ma secondo i critici questo emendamento funziona come un gigantesco magnete per attirare illegali.

In parole un po’ meno diplomatiche, significa questo: le braccia sottopagate che tengono in piedi la macchina produttiva Usa devono restare "braccia di serie B". Per tutta la vita, ma anche dopo.
Di Giampaolo Cadalanu, Foto Wikipedia


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mercoledì | by Stefano Reves S.


Dubbio amletico
Ma il premier ci calunnia o…?

Ricordate cosa accadde due settimane fa, quando Berlusconi annunciò in diretta Tv che si sarebbe recato personalmente in Procura, perché riteneva di essere in possesso di materiale piu’ che scottante sul caso Unipol?
Alla fine tutto si è risolto come un’immensa bolla di sapone: i giudici hanno praticamente archiviato la pratica Berlusconi-Unipol, commentando l’incontro con quella che prima si riteneva fosse ‘’una persona informata dei fatti’’, come privo di ‘’rilevanza giudiziaria e politica’’.
A mio avviso, date le falsità presentate dal Premier in maniera così virulenta, per di piu’ su scala nazionale, ci sarebbero gli estremi per una denuncia per diffamazione.
Perché, se Berlusconi avesse avuto materiale così importante da proporre ai giudici, l’interrogatorio non si sarebbe concluso con un nulla di fatto. Ne consegue che il Premier ha semplicemente sfruttato i media nazionali per la sua campagna denigratoria nei confronti della sinistra, quindi andrebbe incriminato per il reato di calunnia.

Ma non essendo un Giureconsulto mi rivolgo ai professionisti del settore, ed in particolare ai diretti interessati, i quali dovrebbero quantomeno offrire un comunicato stampa con le giuste spiegazioni sull’accaduto. Anche perché ancora oggi il volitivo leader della Cdl continua a lanciare sferzate contro il ''pentagono rosso'', e di questo passo, non so se un giorno la smetterà.
Foto Repubblica


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