mercoledì | by Stefano Reves S.


Il 9 di Aprile 2006 inizierà il Berlusconi-tris

Dopo il recente accordo con Alessandra Mussolini e Roberto Fiore – e la contemporanea sostituzione nelle liste elettorali di Marco Ferrando con una muffita Lidia Menapace da parte di Rifondazione Comunista – l’Unione può veramente dare addio alle speranze di una limpida vittoria. Pochi hanno riflettuto sullo strano sondaggio che il Cavaliere sbandiera, dove si racconta che la CDL è in testa: non si tratta di un dato vero oggi, bensì proiettato per la scadenza del 9 di Aprile. E, attenzione: Berlusconi ha fondate e sensate ragioni per crederci. Come risponde il Cavaliere ha chi lo accusa d’aver incamerato il peggio del neofascismo e dell’antisemitismo italiano? «Non accettiamo lezioni di democrazia». Punto. Come rispondono i leader del centro-sinistra a chi accusa Ferrando d’aver “svenduto” i morti di Nassirya? Cacciando Ferrando. Se, poi, si valutano le vere affermazioni di Ferrando, si scopre che ha semplicemente sostenuto che gli iracheni hanno il diritto di difendersi dall’aggressione neocoloniale americana. Dopo il genocidio di Falluja e gli orrori di Abu-Ghraib, ci mancherebbe ancora che dicessero: «Per fucilarci meglio, possiamo metterci in fila da soli?». Semmai, la colpa di quei morti è di chi ha inviato migliaia di soldati italiani in una terra martoriata da una guerra voluta da Bush per difendere gli interessi petroliferi americani e della sua famiglia. Rispetto a Bush – per conflitto d’interesse – Berlusconi è un dilettante, ma già secoli fa si diceva che similis similia solvitur. Ma torniamo a bomba nelle vicende nazionali, e non facciamoci accalappiare dall’illusione che le esternazioni di Calderoli smuovano chissà quale terremoto nella CDL: Gianni Letta – il nunzio cardinalizio del centro-destra – è già al lavoro per compattare il gran Conclave del circo berlusconiano. A sinistra, invece, i conti sono assai amari: Ferrando non è un “cane sciolto”, è un rappresentante di quel 30% di Rifondazione che non guarda con gran favore alle prospettive uliviste della Margherita, ed almeno sulla folle guerra irachena ritiene d’avere il diritto di dire le cose come stanno.

Tirando le somme, negli stessi giorni l’Unione mette in forse il 30% di Rifondazione (pari a circa il 2% dell’elettorato) mentre Berlusconi incamera in silenzio un 2% che proviene dall’esoterismo nero, dai cultori delle rune e dei miti hitleriani. Dopo il 9 di Aprile, tutto ciò sarà dimenticato e rimarrà solo la conta dei voti, che racconteranno una sola vicenda con due facce: la vittoria del centro-destra oppure dell’Unione, ma così di misura da rimanere paralizzata dai cinque seggi (voluti ed ottenuti) da Mastella, che non rappresenta nemmeno l’1% dell’elettorato. Berlusconi, invece, come al solito tratterà la sua maggioranza come un branco di peones che dovranno scodinzolare a comando, Casini compreso, altrimenti sarà pronto il “rogo” mediatico sulle sue TV. Anche Prodi sembra oramai timoroso, e di fronte alla tragicomica vicenda di Calderoni si è limitato ad affermare che «Certe vicende si commentano da sole», perdendo ancora una volta l’occasione per mostrare agli italiani la vera natura del berlusconismo: il dilettantismo in politica, il razzismo clerico-fascista che li contraddistingue. Anni fa, un sorridente Nanni Moretti affermò semplicemente su un palco a Roma – con accanto Rutelli e Fassino – «con questi uomini non vinceremo mai» e li indicò con chiarezza di fronte alle telecamere. Ecco l’epilogo, ampiamente annunciato, lo sconsolato tramonto dei S.P. Senza Palle.

Con i miei più cordiali saluti

Carlo Bertani


One Response to “ ”

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  1. Faber says:

    No vi prego altri 5 anni di questi idioti no....proprio no....