giovedì | by Stefano Reves S.



Mi perdoni il lettore ma, dopo aver visto Cesara Buonamici commentare divertita il servizio del Tg5 sull'inaugurazione di una discutibile targa, mi sento in dovere di parlare nuovamente di lui:
SILVIO, IL CAMALEONTE

Imprenditore davanti agli industriali, contadino a capo degli agricoltori, ‘‘donnino di casa’’ di fronte alle casalinghe, super tifoso allo stadio, americano con Bush, casanova amante delle francesi con Chirac, ex salesiano coi Vescovi. Il camaleontico nonché eccellente situazionista Silvio non perde occasione per impersonare i personaggi più richiesti, purché siano idonei ed adattabili alla situazione in cui si presentano. Fin qui tutto normale, è bisogno di ogni politico il proporsi alla gente come uno suo paritario, uno che ha le stesse necessita e condivide gli stessi interessi. Quale è quindi la cosa straordinaria?
La particolarità del caso Berlusconi è che non si limita a rappresentare la figura dell’uomo stereotipato, dell’imprenditore che, per far felici i dirigenti Fiat ad un colloquio aziendale, raccontava la storia del misconosciuto ragazzino che diede il suo primo bacio guarda caso in una 500, no! Che ne sarebbe della sua povera immagine sempre attaccata e malmenata da quei disfattisti della sinistra ed ora neanche menzionata sulle sue testate!? Limitandosi a queste sempliciotte banalità avrebbe permesso alla sua mai troppo mitizzata grandezza di rimanere nascosta e dimenticata persino dai suoi stessi media. Aveva bisogno di qualcosa, di un idea che risuonasse alle orecchie di tutti. Di qui la genialata di sfruttare il contributo diretto di personaggi che con idee o fatti hanno scritto fette importanti della nostra storia. Insomma non potendo accontentarsi di semplici convenzioni, doveva sfruttare il lavoro ed il pensiero di veri nomi pesanti. Ed in questo il nostro poliedrico attore c’è sempre riuscito con ampio successo: nel giro di pochi anni abbiamo visto saltare fuori dal suo cappello magico appellativi di alcune tra le più celebri personalità storiche, sempre con un solo, viscido scopo: quello di presentarsi come unico erede di idee, nonché fondamentale depositario e coltivatore dei valori che queste persone hanno rappresentato per tutta la vita: partendo da De Gasperi, poi Saragat, si è autodefinito l’epigono della socialdemocrazia, del liberismo economico di Einaudi, secondo alcuni ha provato ad ad attingere dai libri di storia per realizzare la sua personale squadra, un Milan ideale. D’altronde avendo creato un partito dal nulla è sempre stato costretto a scegliersi o addirittura ad inventarsi degli antenati, quasi fosse il più rapace tra i bottegai che, con una semplice operazione di marketing riesce ad evocare un uomo quando e come vuole, mutandone valori e significato a seconda degli interlocutori, come si farebbe con degli accessori intercambiabili.
Ma il vero prodigio del Presidente risiede nell’abilità di imbastire sempre e con grande efficacia il suo personale teatrino, fagocitando e metabolizzando perfettamente tutti i miti chiamati in causa: ultimo acquisto è stato ieri niente poco di meno che Don Luigi Sturzo, il fondatore del Partito Popolare Italiano. Partito sorto proprio in quel di Roma, in via Dell’Umiltà, oggi sede di Forza Italia (mai frequentata dal Premier) e dove è possibile ammirare una targa di ottone su cui è incisa la scritta ‘’Noi ci sentiamo continuatori di quell’ affascinante avventura umana e, come i primi popolari italiani lavoriamo per un’Italia democratica, libera e solidale’’. All’inaugurazione Berlusconi ha anche ribadito che ‘’C’è una perfetta coincidenza tra il pensiero di Don Sturzo e la nostra recente riforma costituzionale. Questo può ravvisarlo chiunque non sia accecato da uno spirito di parte’’.
Immediate le repliche di Follini: ‘‘Sostenere che Don Sturzo è il padre della Devolution è come dire che a Cristoforo Colombo sarebbe piaciuta tanto la Coca Cola’’, invece Mastella gli suggerisce di leggere il 6° dei ‘‘trenta consigli’’ sturziani per un politico, quello che impone al politico di ‘‘essere veritiero’’ e ‘‘sfuggire la menzogna’’, più diretta Rosy Bindi che parla di ‘’profanazione politica’’.
Qualcuno ha addirittura pensato che Berlusconi stesse confondendo Don Sturzo con Don Lurio.

P.S.
Stasera si terrà a Milano la presentazione di un reportage tratto dall'Economist in cui si parlerà della situazione economica e politica Italiana. Tra gli ospiti anche Tronchetti Provera, ci sarà da divertirsi! Aggiornerò il sito il prima possibile.


14 Responses to “ ”

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  1. Anonimo says:

    Ma diciamolo francamente... ci meritiamo questa persona, siamo un popolo di allenatori di calcio, grandi strateghi economici, imprenditori al cellulare, donne imprenditrici, critici di ogni specie... e allora ...chi meglio di questo camaleonte ci rappresenta?? Il personaggio è unico... solo l'italia e Woddy Allen potevano generarlo..

  2. Jos says:

    Mi vien da dire che, piuttosto che Prodi-gioso, piuttosto che lo skipper prestato alla classe operaia, piuttosto che Berty-cashmir che non si è mai sporcato le mani e che porta in piazza lo SPI, per fare numero, piuttosto Di Pietro detto azzecca, ed tanti altri personaggi della unione, preferisco il Berlusca, che per quanto male gli si voglia attribuire, non ha bisogno di rubare, qualche posto di lavoro lo ha creato e mi da l'immagine dell'italiano che ha voglia di lavorare.

    quelli elencati sopra, meglio lasciar erdere

  3. Vedi Jos anche la destra ha ''donato un suo uomo alla vela''. Se poi per Italiano lavoratore intendi colui che gestiva e riciclava il denaro della Mafia (lo ha detto Borsellino!)e per posti di lavoro ti riferisci alle esternalizzazioni stiamo proprio freschi. Si Berlusconi è il tipico stereotipo Italiano, simpatico ma ingannevole, menzognero ed opportunista. D'altronde perché non cerchi qualche giornale di rilievo che parli bene di lui. Non ne troverai neanche uno, a dispetto di contumelie che si sprecano parlando oltre che del simpatico nanetto, di Fazio e Provera.

  4. pie sca says:

    ".....preferisco il Berlusca, che per quanto male gli si voglia attribuire, non ha bisogno di rubare..."

    questa affermazione sai che potrei scriverla sulla maglietta(magari sarebbe pure un successo in termini di business).
    tralasciando le sue malefatte , ci sta rubando prima di ogni cosa la dignità!
    la libertà di esprimere attravero lo strumento di democrazia moderno (il parlamento) la possibilità di dire "...a me questo non va bene...!".
    caro jos io non te ne faccio una colpa, come non la faccio agli operai cassa integrati che nel 2001 hanno votato in un determinato modo, illusi dalla imprenditoria sfavillante.
    però almeno ti invito alla riflessione...ne vale la pena andare avanti così? io voglio scegliere, non so voi

  5. Anonimo says:

    e vai! finalmente niente off topic su jappo jappo.

    Alexmilesg3

  6. Alexmilesg, però dovremmo coinvolgere quello che ci ha dato del ''Diessini''. Ricordi di chi si trattava?

  7. Anonimo says:

    Che vergogna..ormai il berlusca si commenta da solo!Per fortuna ormai tutto ciò che dice gli si ritorce contro..e così, snche se nel frattempo si è messo a posto tutte le sue faccende, tra qualche mese ce lo toglieremo finalmente dai coglioni!!!

  8. Silvio'S says:

    Anche tu come molti credi che il portatore nano di democrazia abbia creato il suo partito dal nulla. Tutto nasce molto prima, il 21/12/1976 da una costola del MSI viene fondata, su pressioni del Piduista Licio Gelli, Democrazia Nazionale, la cui creazione viene finanziata, a detta del suo leader Raffaele Delfino, da Berlusconi.
    Saluti.

  9. cosa mi tocca leggere...è dal 2001 che il berlusca ci prende in giro e alcuni ancora sostengono che "non ha bisogno di rubare"...
    forse non avrà rubato come craxi, ma credo che sia ai suoi livelli, per non parlare della combriccola che lo accompagna...
    il problema è che lì ce l'ha messo il popolo italiano, ma la colpa più grande è da attribuirsi all'opposizione che, invece di perdersi in ciance e organizzare girotondi su girotondi, arrivando a strumentalizzare che guevara e la bandiera della pace (vergognoso!), dovrebbe preoccuparsi di stilare un concreto programma di governo...
    io, piuttosto che votare silvio preferisco dare il voto a romano, ma se l'opposizione non inizia a fare qualcosa di serio, non mi meraviglierei di una nuova vittoria del cavaliere...

  10. Rispondo a Silvio's
    è chiaro che un partito per avere una certa notorietà e quindi successo debba avere delle fondamenta sociali e soprattutto economiche ben salde. La P2 ha garantito tutto questo, ma le radici storiche sono praticamente inesistenti. D'altronde qualsiasi loggia, la stessa massoneria ha sempre provato a trafugare culture altrui, si guardi ai Templari, da cui gli adepti pensavano di discendere. Naturalmente l'ipotesi non si basava su alcuna prova, serviva solo a dare l'impressione di un glorioso passato che in realtà non è mai esistito.

  11. mikepz says:

    non puoi far finta di non sapere che gran parte degli elettori di FI votavano DC

    non posso far finta che sei in buonafede

  12. gabriele says:

    il fatto che uno così (ma dico, come si fa a credere ad una sola parola di quello che dice??) sia stato eletto due volte (e a mio modesto parere rischia la terza) la dice lunga su quanto valgano i suoi oppositori...

  13. Anonimo says:

    Stefanoreves:
    "ma va' a da' via 'e chapp!!!

  14. Anonimo says:

    un presidente del consiglio nn può essere anche il "padrone" di tutti i mezzi d'informazione, questa non è democrazia! Berlusconi è l'esempio che se la legge italiana consente ad un delinquente di diventare presidente del governo, la legge è fatta male! E il nano megalomane e senza più freno se la ride...mentre la gente lotta per arrivare alla fine del mese. ma come diceva qualcuno ...Io non mi sento Italiano ma per fortuna e purtroppo lo sono...