sabato | by Stefano Reves S.


Siamo alla frutta

Dobbiamo essere democratici, il Papa ha il chiarissimo diritto di dire ciò che vuole. E pazienza se si tratta di palese propaganda elettorale. L’importante è che i politici siano in possesso di quell’ umana capacità quale è il discernimento.
Discernimento che a quanto pare, volutamente o meno, sembra mancare a Marcello Pera. Il nostro caro Presidente del Senato che da socialista ‘‘popperiano’’ pare esser diventato l’avanguardista prediletto del sagace Ratzinger. E lo vediamo scorazzare qua e la in Tv, a parlare di sospette radici Cristiane, di un Occidente che ormai, riprendendo parole testuali di Benedetto XVI ‘’sembra aver dimenticato se stesso’’. Il coraggioso Senatore si lancia così in una spudorata campagna di recupero culturale, iscrivendosi a Tocqueville, la città dei liberi (un nome una garanzia direi), e lanciando la più obbrobriosa ed antidemocratica iniziativa che l’Occidente ricordi dai tempi del caro Nixon: x l’Occidente.
Per Pera se l’Oriente Mussulmano dovesse proseguire con la sua politica invasiva, il Cristianesimo (per lui quindi l’Occidente) rischierebbe di scomparire, e con lui tutti i suoi valori, su cui a quanto pare il Vaticano sembra aver acquistato tutti i diritti di copia. E scomparendo darebbe origine al prodotto che un luminare della democrazia che prende il nome di Oriana Fallaci definisce Eurabia.

Più del garrulo nanetto, mi preoccupa assai questa iniziativa. Innalzare delle barricate culturali sulle nostre regioni, quasi fossero diventate d’un tratto dei distinti beni patrimoniali da difendere con delle visibili staccionate, avrebbe un'unica conseguenza: ci spingerebbe a separarci ancor più, ergo alimenterebbe maggiormente un odio già non indifferente.
Ma lui parla, parla, ripercorrendo una storia tutta sua, asserendo che senza la Cristianità l’Occidente non sarebbe mai divenuto se stesso. Come se la storia fosse mutata in‘’una specie d’archivio centrale del tempo, cui far ricorso come meglio si crede, secondo il film che dev’essere girato, la scena da ripetere, e gli ostaggi da liberare’’*.
Ed imperterrito continua, questo necrofilo tartufaro dimenticandosi di una cosetta di poco conto. L’unica che distingue sul serio l’Occidente dal mondo Mussulmano. Perché se gli Islamici difendono il loro credo a spada tratta, noi Occidentali dovremmo fare lo stesso con il Cristianesimo? Niente di più forviante.

Il segreto, e la forza, dell’ Occidente consistono in un’ unica, perentoria nozione. La stessa che gli permette di guardare alla Chiesa ed al Minareto con il medesimo occhio, incondizionatamente ed indistintamente lontano dal volere e dal credo dell’una e dell’altro. Questa è la vera forza dell’Occidente, la forza della Ragione.

Altrimenti saremmo proprio come te Marcello, saremmo proprio alla frutta.
*Arjun Appadurai, Modernità in polvere, Meltemi 2001, p.49


2 Responses to “ ”

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  1. Anonimo says:

    Ciao,
    ho votato il pool sui principali problemi da affrontare per il prossimo governo "Conflitto di interessi" pensando di essere parte di una esigua minoranza.
    Che sorpresa!
    Secondo i frequentatori del tuo blog è il problema principale.
    Allora esiste ancora gente che sa pensare con la propria testa, ed è ancora di più di quanto pensassi.
    Da stasera mi propongo di essere più ottimista.
    grazie e ciao.
    Cuca

  2. Ethos says:

    Pera è inqualificabile!