giovedì | by Stefano Reves S.




L'ingiustizia italiana

Poco fa l'ufficio del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha reso pubblico il rapporto di Alvaro Gil-Robles sullo stato della giustizia in Italia (a seguito di una visita nel nostro Paese dal 10 al 17 giugno 2005).
(capitolo I, "Osservazioni generali", punto 2)."Malgrado il livello in genere elevato di protezione dei diritti umani offerto dalla sua legislazione, l'Italia contribuisce tuttavia notevolmente a determinare il sovraccarico di lavoro della Corte europea dei diritti dell'uomo. E' infatti il quinto Stato per numero ricorsi dinanzi alla Corte ed è il primo in termini di condanne. Inoltre, è il Paese che registra il numero maggiore di mancata esecuzione delle sentenze. Per quanto la maggior parte di tali casi riguardi la durata eccessiva dei processi, si segnalano frequentemente altri problemi - esecuzione delle decisioni di giustizia, riapertura delle procedure, affidamento dei minori, ecc. - per i quali le autorità italiane sono state talvolta reticenti, oppure semplicemente lente, nel modificare certe norme o prassi dopo le sentenze della Corte. Infatti, i tre quarti dei problemi legati all'esecuzione restano irrisolti, più di tre anni dopo essere stati presentati al Comitato dei Ministri. Questi ritardi riguardano altri settori di cooperazione tra l'Italia e certi organi del Consiglio d'Europa, quali il Comitato di prevenzione della tortura, oppure il Comitato europeo dei diritti sociali, ed è certo che le autorità italiane potrebbero essere incoraggiate a cooperare con una maggiore tempestività (La pubblicazione dei rapporti delle visite effettuate nel 1996 e nel 2000 da parte del CPT è stata autorizzata soltanto nel 2003; d'altra parte, l'Italia non ha presentato il proprio rapporto periodico dinanzi al Comitato europeo dei diritti sociali, previsto nel giugno 2003)"...
(Capitolo I, punto 12): "Nel 2004, in base alle informazioni fornite dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazioine, la durata media dei processi, fino alla decisione della corte di appello, era di otto anni nei processi civili e di cinque anni nei processi penali. Al 30 giugno 2004, oltre 9 milioni di casi erano in attesa di giudizio: 4,7 milioni dinanzi alle giurisidizioni civili e circa 3,4 milioni dinanzi alle giurisidzioni penali. Ad essi bisogna aggiungere i 100mila casi pendenti soltabto dinanzi alla Corte di Cassazione. In base a tali cifre, circa il 30 per cento della popolazione italiana è in attesa di una decisione giudiziaria. I tempi per la trattazione dei procedimenti non solo si rivelano lunghi, ma hanno perfino tendenza ad allungarsi di anno in anno. A titolo esemplificativo, la durata media dei procedimenti dinanzi alle corti di appello è aumentata del 23 per cento dal 2003 al 2004 per le cause civili, e del 33 per cento per le cause penali"...
(Capitolo 3, "La prescrizione", punto 33): "...le debolezze del meccanismo della prescrizione permettono ad un persona incriminata, difesa da un buon avvocato, di utilizzare i mezzi dilatori per fare durare un procedimento, allo scopo di ottenere che cada in prescrizione. E' tanto più inaccettabile, poichè i magistrati non dispongono dei mezzi per opporsi a tali pratiche. La prescrizione deve servire a porre fine alle azioni giudiziarie quando l'azione pubblica si è interrotta per un certo tempo, e non a costituire il primo mezzo di difesa di un imputato che vuole sfuggire a una condanna".
(Capitolo 3, punto 34): "Attualmente, la prescrizione per le infrazioni più lievi è di 2 anni, a decorrere dall'avvenuta infrazione, e di 20 anni per i reati più gravi. Malgrado tali tempi relativamente lunghi, il numero di infrazioni estinte per prescrizione è notevolmente aumentato con il tempo, passando da 84011, nel 1996, a oltre 260mila nel 2003. E' il caso di rilevare che oltre il 70 per cento delle constatazioni della prescrizione avviene al momento dell'istruzione del processo. Questi dati statistici dimostrano come la procedura della prescrizione sia totalmente viziata dal fatto che esistono scarse possibilità di sospenderla o perfino di interromperla una volta che è stata avviata l'inchiesta o l'istruzione".
(Capitolo 3, punto 36): "...sono del parere che l'attuale meccanismo della prescrizione nuoccia al rispetto dello stato di diritto e all'istituzione della giustizia nel suo insieme. Non va dimenticato che un ricorso troppo frequente a manovre dilatorie rallenta notevolmente il normale funzionamento della giustizia e obbliga i magistrati a emettere atti resi poi inutili, poichè lo scopo della difesa in tal caso è spesso di guadagnare tempo".
Fonte Repubblica

''AND JUSTICE FOR ALL'' BREAKING NEWS
- Oggi la Fiat, nonostante nuove promesse di aiuto provenienti dal Comune e dalla Regione,ha fatto sapere di voler esternalizzare un'altra importante fetta dei suoi dipendenti, e di investire 500 milioni di Euro in Turchia!!!!!!(W l'ITALIANITA')
- Al Congresso si vota la legge, proposta dal Repubblicano McCain, per impedire ai servizi segreti di utilizzare qualsiasi metodo di tortura. Neanche a dirlo il Vice Presidente Cheney si è sempre dichiarato fortemente contrario a questa proposta. Al momento l'emendamento è bloccato grazie all'ostruzionismo del Presidente.

P.S.
Presto qualche aneddoto, vero, su ciò che si nasconde dietro al telefilm piu' amato dai Repubblicagers '' The O.C.''


2 Responses to “ ”

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  1. Tulipanonero says:

    Ciao, grazie per le informazioni.
    E' scandaloso che la Fiat continui ad esternalizzare nell'indifferenza.

    Attendo i rotrescena di "The O.C.", ne ho visto qualche puntanta e lo considero spazzatura pura, e la cosa peggiore è che i ragazzi italiani riescono anche ad appassionarsi alle improbabili vicende di questi ricchi adolescenti.
    Ciao, Tulipanonero

  2. Anonimo says:

    Già, la prescrizione, che arriva grazie ad abili prestigiatori del Diritto (Ghedini&C.) al servizio di chi paga (e bene!).
    Poi ci pensano i prestigiatori dell'informazione (Mimun e marchettari vari del TG1) a far passare gli assolti per prescrizione come innocenti:-(
    Primus 7413