mercoledì | by Stefano Reves S.


I due Ragionieri

Il "piano quinquennale della noia", che secondo i disinvolti cantori di Silvio Berlusconi doveva scattare da ieri sera alle 21, ha mietuto la sua prima vittima. È lo stesso Cavaliere, che ha mestamente fallito nel suo primo faccia a faccia televisivo con Romano Prodi. Doveva essere "un invito a cena con gli elettori indecisi", come aveva scritto ieri il Financial Times, interpretando le intenzioni del presidente del Consiglio. Il sovrano seducente, ottimista e post-moderno, che aveva incantato gli italiani nel '94 e nel 2001, è riuscito invece ad esprimere l'esatto contrario di ciò che un tempo gli avrebbe suggerito il suo super-ego migliore. È apparso per quello che, oggi, è ormai diventato: non il "caimano generoso e autoironico" cantato da Giuliano Ferrara, ma un leader rancoroso ed afasico, che ha esaurito tutto quello che di buono o di cattivo aveva da offrire.
Questa prima sfida elettorale l'ha vinta Prodi. In parte per meriti suoi. Nei limiti del possibile, il Professore ha cercato di trasmettere a chi lo ascolta un messaggio positivo, e soprattutto rivolto al futuro. Ha provato a lanciare segnali di speranza a un Paese sfibrato. Ha tentato di formulare inviti alla coesione a un'Italia disillusa che, nella feroce balcanizzazione politica di questi ultimi anni e nello sterile dibattito tra programmismo e declinismo di questi ultimi giorni, rischia di smarrire per sempre se stessa. Ma il Professore ha vinto soprattutto per i demeriti del Cavaliere. Nel metodo, Berlusconi ha dimostrato quello che già si sapeva. Ingabbiato in un quadro di regole rigide e finalmente codificate, il premier diventa un animale ferito, che si agita e riesce a comunicare soltanto tensione, nervosismo e insofferenza.
Nel merito, Berlusconi ha ripetuto quello che già si temeva. Numeri e ideologia. La solita minestra riscaldata di dati inverificabili su tutte le meraviglie che il suo governo ha ammannito al Paese. La solita sbobba rancida di accuse alla "sinistra" e ai "comunisti", evocati fino all'ossessione psicotica. Un impasto immangiabile, per l'elettore indeciso che voleva invitare a cena. Prodi ha sofferto qualche affondo su Rifondazione e sul "Bertinotti ritrovato", infido cospiratore nel '98, uomo d'onore nel 2006. Ma su diverse questioni concrete ha avuto buon gioco sul premier: dall'euro alle tasse, dal conflitto di interessi alle opere pubbliche, dalla concertazione al ruolo delle donne. Il limite vero del dibattito è che i due leader hanno litigato molto sul passato, rimpallandosi accuse e carenze, e discusso assai poco del futuro. Come ha detto giustamente Marco Follini, è andata in onda la contesa dialettica tra l'Italia del 1996 e quella del 2001.
Quella che è mancata è l'Italia del 2006.

Di Massimo Giannini


7 Responses to “ ”

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  1. Anonimo says:

    Stefano sono daccordo con il tuo punto di vista però bisogna sottolineare il fatto che su due argomenti Berlusconi ha avuto la meglio:
    1.Grandi opere-->il governo Berlusconi(nel bene o nel male)ha stanziato ben 50000 miliardi di euro mentre invece i governi passati solo 7000.Il governo di destra continuerà su questa strada mentre invece Prodi ieri sera nn m è sembrato chiaro.Inoltre la sua coalizione è per il 20% contraria alle grandi opere.Io spero che il lavoro fatto fino adesso dall'attuale governo,con i soldi dei cittadini,nn vada perduto.
    2.Fino a qualche mese fa l'opposizione nn ha fatto altro che criticare il governo senza mai proporre un'alternativa concreta.Ieri sera invece Prodi ha detto che se vincerà le elezioni un elemento fondamentale del suo governo sarà il dialogo tra le varie parti politiche e le istituzioni.Ora io mi chiedo:ma come fa a parlare del dialogo se sono stati per ben 5 anni sempre dalla parte di chi si è solo limitato a criticare a spada tratta?
    Cmq lasciando da parte le varie diatribe politiche io credo che nessuna delle due parti sia in grado di cambiare la situazione del nostro paese.Tutta l'unione Europea è in un periodo di stagnazione a causa dell'evoluzione rapidissima dei paesi emergenti.I paesi dell'Europa a farne le maggiori spese sono quelli meno preparati e l'italia è uno di questi.
    ciao Stefano,
    continua così...

    Roberto T.

  2. Fab says:

    Secondo te è giusto aprire un sacco di cantieri solo perchè verranno affidati a società che gravitano nell'orbita del sig. Lunardi? E' giusto cementificare a tutto spiano con opere che non si sa quale utilità abbiano? e discutere prima su quali opere realizzare e quali no? NO, l'importante è spendere e spandere, poi tanto se qualcuno non è d'accordo al 100% basta bollarlo come "comunista no global anarchico" e siamo a posto....

  3. AMal says:

    Con questi due, comunque vada,il futuro profuma di vecchio!

  4. SI-FA-SI says:

    Aprire cantieri per poi lasciarli li' in eredita' ai posteri, e' semplicemente campagna elettorale; quindi ha ben poco di elemento propositivo...
    E l'iniziativa che proponeva lo zio Fausto ieri? Stabilire un tetto massimo per gli stipendi da 1 a 10, e piu' di li' non si va? Questa sarebbe un'onesta iniziativa pratica ed encomiabile..

    SI

  5. Anonimo says:

    stipendi da 1 a 10? e se all'estero verranno pagati 11 chi terrà i migliori in italia??

  6. Anonimo says:

    Rispondo a Fab:
    secondo me nn è giusto alimentare gli interessi di pochi e tantomeno cementare tutte le bellezze del nostro paese,però in un mondo che si muove ad alta velocità l'Italia nn può permettersi di rimanere a piedi.
    Molto spesso si giudica un paese in base alla sua potenza economica.Lo abbiamo visto in questa campagna elettorale dove molte delle critiche si muovono sul risultato della politica economica dell'attuale governo.Tutti vogliamo che l'Italia superi questo periodo di stagnazione.Secondo il mio parere puntare sulle grandi opere(nel bene o nel male,com'è sempre stato)è necessario.Non dico che sarà la chiave della svolta però sono sicuro che sarà un fattore importante.
    Inoltre,non voglio che tutti i soldi investiti dal governo vengano gettati al vento.
    Il mio sarà un presentimento ma in caso di vittoria del governo Prodi gran parte del denaro speso nn verrà sfruttato.

    Roberto T.

  7. Anonimo says:

    Ok...ma avete visto cosa succede al tunnel sotto la manica? E' in perenne debito e la società proprietaria è fallita. Spese di manutenzione maggiori dei guadagni. E che si fa? diamo la colpa ai comunisti anche per questo? Basterebbe valutare la reale utilità di un opera prima di realizzarla. Fare anche la cosiddetta Valutazione di Impatto Ambientale, cosa non fatta, per esempio,per il
    Ponte sulo stretto, perchè si sapeva che avrebbe dato parere negativo. Fare la Tav, cosi, senza sapere cos'è e a cosa serve, non mi sembra una grande utilità. Soprattutto quando il resto della rete ferroviaria italiana cade a pezzi. Se tutti i Valsusini protestano, ci sarà un motivo. Almeno ascoltiamoli. No. Vengono "bollati" come anarchici contestatori che non vogliono il progresso. Questa arroganza, da parte di Lunardi e Pisanu, mi fa davvero pensare.